• domenica , 20 Settembre 2020

Il battito della vita

Tic tac.

Tic tac.

Le ore rimbombano all’interno della montagna.

Lugubri echi del tempo che inesorabilmente avanza.

E’ un orologio. Un gigantesco e durevole orologio. Lì nella montagna nelle vicinanze di Van horn, Texas.

Alta 100 metri, questa invenzione voluta e sovvenzionata dalla Long Now Foundation batterà il tempo per millenni.

Tic tac.

Ogni volta che le sue campane suonano lo scorrere della vita, si alza verso l’alto dalle viscere della terra una melodia che non sarà mai la stessa, frutto del lavoro del motore differenziale di Babbage – un computer meccanico  lento e sicuro – creato per gestire l’orologio in assenza dell’intervento umano. Un suono straordinario, testimone di un avanzare lento e costante.

L’orologio in questione è vero, per quanto possa sembrare strano, ed è il primo di una lunga serie che i costruttori vorrebbero innalzare in vari luoghi della terra.

E’ inoltre visitabile e diventerà di sicuro uno delle grandi mete del turismo suscitando la curiosità dei vari visitatori.

Ci si può accedere sorpassando un’immensa porta di giada incorniciata da acciaio inossidabile sul versante della montagna e lasciatisi dietro un’ulteriore porta, che si chiude alle spalle dell’ignaro turista, si giunge in un lungo corridoio che conduce fino ad un’ampia sala dove si innalza un pozzo alto 200 metri e dal diametro di 12.

Al vertice del pozzo si erge la facciata dell’orologio. Ma prima di giungere qui, lo spettatore, salendo le scale a chiocciola costruite nella pietra viva della montagna, si ferma ad osservare il sistema di pesi e contrappesi che mantengono attiva l’intera costruzione. Avanzando ancora verso l’apice si giunge al cervello computerizzato che garantisce l’utilizzo delle migliaia di melodie che non si ripeteranno mai per oltre 10.000 anni.

Tic tac.

E’ una costruzione quindi affascinante, estremamente complicata e costosa, il cui modellino è ora visibile all’interno del Science Museum di Londra.

Il tutto è finanziato dalla Long Now Foundation, nata nel 1996 per realizzare progetti voluti proprio per assicurare la continuità del lavorio umano, delle sue conoscenze col passare del tempo. Tra i suoi lavori annovera anche il “The Rosetta project” volto alla sopravvivenza delle varie lingue scritte e parlate all’interno del pianeta Terra.

L’idea di costruire un orologio di questo genere e tipo nasce da Danny Hillis, inventore, scienziato e ingegnere, e dal suo collaboratore Stewart Brand pioniere culturale e scrittore, che per questo motivo fondarono la Long Now foundation.

Il loro era un sogno, la speranza di poter costruire qualcosa che superasse il passare lento del tempo, il passare inesorabile delle generazioni.

Un monumento all’uomo per cercare di mantenere qualcosa intatto e presente, superando la barriera che ancora oggi incute tanto timore, quella della morte e del sorpasso.

[quote]I cannot imagine the future, but I care about it.

I know I am a part of a story that starts long before I can remember and continues long beyond when anyone will remember me.

I sense that I am alive at a time of important change, and I feel a responsibility to make sure that the change comes out well.

I plant my acorns knowing that I will never live to harvest the oaks.[/quote]

Si nota ancora di più in questa citazione il desiderio di Danny Hills di sopravvivere al futuro mediante un’invenzione straordinaria.

Quel desiderio che da sempre vive nel cuore dell’uomo. Desiderio che ha come fulcro della sua esistenza la volontà dell’uomo di restare vivo mediante la costruzione di opere sensazionali e grandiose, che ha permesso l’innalzamento di monumenti che sono entrati nella storia.

E allora il ticchettio che permane al centro di questa storia diventa gradualmente il battito di un cuore speranzoso di creare qualcosa che resti.

Tic tac. 

Battito regolare che forse continuerà a segnare il passare della nostra era.

Là, nella montagna di Van Horns.

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