• martedì , 24 Novembre 2020

La telenovela Maya

Per la prima volta nella televisione, una storia completamente registrata in lingua maya è andata in onda a Quintana Roo (stato del Messico ). Il titolo “Baktun” significa “El pasaje del tiempo que no termina pero que cambia” (“Il passaggio del tempo che non finisce ma che cambia”) ed è un concetto chiave nella cultura centroamericana: la storia non finisce ma si rinnova.

La telenovela commovente racconta della vita di Jacinto, un giovane maya che lavora in un ristorante di New York. Lui parla solamente inglese (infatti la telenovela oltre a essere stata girata in lingua maya ha anche dei momenti in inglese) perché è cresciuto negli Stati Uniti e ha dimenticato le sue origini e di conseguenza non conosce la sua lingua nativa.

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Però i casi della vita lo obbligheranno a tornare nella madre patria a causa della prematura scomparsa del padre. Così inizia il difficile processo di ricongiungimento tra Jacinto e le proprie origini.

Deve infatti imparare nuovamente  la sua lingua madre per far innamorare l’amica di infanzia, salvare la sua comunità e riscattare il fratello da una compagnia multinazionale straniera. I produttori dicono che questo progetto serve affinché le persone che ancora parlano la lingua maya (secondo i dati del governo sono circa 800.000 in Messico) possano vedere la propria cultura allo specchio. E per noi è un’ opportunità di vedere i costumi e i diversi rituali che questo popolo conserva ancora adesso.

Ad esempio la scena del funerale del padre di Jacinto è stata girata durante un vero funerale di una delle comunità maya. I produttori non hanno voluto ricreare queste scene montandole negli studios ma hanno preferito immortalarle dal vivo chiedendo il permesso alla varie comunità.

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La curiosità è che questa telenovela esce un po’ fuori dai tradizionali schemi: infatti non solo sarà la prima telenovela in lingua maya ma sarà anche la prima a non avere nessun momento di passione tipico delle soap. La produzione infatti vuole essere così tanto fedele agli usi e costumi della tradizione di quel popolo che ha cancellato le 300 scene di baci in quanto le manifestazioni di affetto prima del matrimonio non sono ben viste dal popolo maya.

Il Messico, uno dei paesi con maggiori  differenze linguistiche del pianeta, offre una protezione teorica alle culture indigene che sono in pericolo di estinzione.

I protagonisti della serie sono attori mentre gli altri personaggi sono persone delle varie comunità maya. Sono ventuno episodi sottotitolati in spagnolo e della durata di circa 8 o 10 minuti e vengono trasmessi ogni settimana per adesso solo nelle televisioni dello stato di Quintana Roo, dove è stata girata la serie, e anche su Internet. Invece verso la fine dell’anno sarà mandata in onda in tutto il Messico. Si spera poi che abbia successo anche nel resto del Sud America: la serie è già stata comprata dal Perù e dalla Bolivia.

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