• mercoledì , 28 Ottobre 2020

La magia della Turchia

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“ANTIQUAM EXQUIRITE MATREM” 

 

Come resistere alla massima di Virgilio (Eneide, III 96) che ci esorta a ricercare la terra delle nostre radici? Radici che, per giunta, affondano in terreni floridi e rigogliosi, come la Costa Egea? La voglia diventa irrefrenabile!

 Approfittando dell’otium estivo, accogliamo con gratitudine ed entusiasmo l’invito del prof. Renato Uglione, docente di Latino e Greco nonché presidente della delegazione torinese AICC (Associazione Italiana di Cultura Classica) alla seconda tappa del tour in Turchia! Un viaggio all’insegna della cultura che esplora i siti archeologici del versante Egeo.

La meta, oltre ad essere intrisa di storia e classicità, possiede anche luoghi incantevoli dal punto di vista naturalistico; grazie alla suggestione di paesaggi variegati, ad una compagnia di viaggio a dir poco eccezionale e alla sapiente scelta di hotel prestigiosi, l’itinerario proposto è risultato corroborante per la mente così come per il corpo.

Inizia così l’avventura, in una limpida domenica di agosto all’aeroporto di Milano Malpensa.

[box] KUSADASI (isola degli uccelli)[/box]

1° GIORNO

 Il sole tramonta proprio davanti alla mia finestra; un'immagine per descrivere un'emozione


Il sole tramonta proprio davanti alla finestra; un’immagine per descrivere un’emozione

Fu un tempo un piccolo villaggio di pescatori; oggi è un’importante stazione turistica, densa di negozi, specialmente di tappeti e filati pregiati.

Il Gran Bazar vanta oltre 1000 bancarelle (operative fino a mezzanotte 7 giorni su 7!).

Tra le coste soleggiate di Kusadasi è incastonato il Charisma Deluxe, splendido quanto prezioso hotel, come già il nome lascia intuire.

E’ divenuto la prima base di partenza per le nostre escursioni. Indescrivibile l’emozione del tramonto sul mare che ci ha accolto appena giunti in Hotel, insieme a deliziosi cocktail di benvenuto!

[box] PERGAMO (la “nuova Atene”) [/box]

2° GIORNO

 Tempio di Atena


Tempio di Atena

L’antica capitale ellenistica dell’omonimo regno, citata anche da San Giovanni nell’Apocalisse, vanta un sito archeologico poderoso da scoprire passo dopo passo. Per raggiungerlo si prende una modernissima cabinovia che in pochi minuti conduce a destinazione; giusto il tempo di scattare qualche foto al panorama e al laghetto formatosi nella diga sottostante.

Inoltrandoci tra le rovine dell’acropoli, oltre ad ammirare il paesaggio mozzafiato, ci siamo soffermati su monumenti di massima rilevanza culturale: la biblioteca, tanto importante da rivaleggiare con quella alessandrina, il ripido e suggestivo teatro (dove improbabili raffiche di vento hanno sottratto a Tommi il suo adorato cappello di paglia), il tempio di Traiano, opera scultore a interamente di marmo e l’altare di Zeus

Sfortunatamente parte del complesso (la Galatomachia ad esempio) è stato trasferito presso il museo di Berlino; indubbiamente rimane insostituibile l’emozione di calpestare il medesimo suolo che milioni di anni fa toccò Alessandro Magno.

 Elma Chai


Elma Chai

Al termine dell’escursione abbiamo recuperato le energie sorseggiando Elma Chai, un infuso a base di mela verda, specialità locale.

 

[box] EFESO e MILETO [/box] 

3° GIORNO

 La Nike alata


La Nike alata

Ci accingiamo a visitare una delle più note località turche: la patria di Eraclito l’oscuro, che in epoca ellenistica divenne un fiorente porto commerciale, sede di scambi mercantili e di grande fermento culturale.

Si ricordano le vicende di San Paolo apostolo, che predicava la dottrina cristiana nel bel mezzo della piazza; la storia narra di una sommossa popolare capeggiata dai commercianti di statuette di Artemide, infuriati con Paolo a causa della netta diminuzione del culto della dea e, consequenzialmente, dei loro guadagni. 

L’apostolo ne uscì fortunatamente illeso; partito dalla città continuò a intrattenere con gli abitanti di essa  una fitta corrispondenza epistolare.

 Prospetto del sito


Prospetto del sito

Passeggiando lungo la Via Arcadia (strada principale interamente conservata) si ha la curiosa impressione di camminare per le vie di una sorta di Pompei ellenistica.

efeso3Entrando in un’area riservata, meno densa di turisti, assistiamo al restauro di una ricca domus patrizia, costituita da due abitazioni in collegamento: ricca di pregevoli mosaici, si sviluppa su due piani, ma il secondo risulta purtroppo assai precario. Predominano tinte accese come il rosso del laterizio e il vermiglio.

 Biblioteca di Celso


Biblioteca di Celso

Continuando il percorso giungiamo alla celebre quanto imponente biblioteca di Celso: venne costruita in epoca traianea dal figlio di un insigne cittadino romano, proconsole dell’Asia per un determinato periodo. Il rampollo, Aquila, dopo aver intitolato a suo padre la biblioteca, elargì alla città di Efeso un vasto patrimonio (ben 25000 denari) da spendere interamente per l’acquisto di libri. L’imponente costruzione ospita la tomba di Celso e sulla sommità della facciata sono inserite quattro nicchie che accolgono le statue celebranti le virtù di Celso medesimo: saggezza, virtù, benevolenza, sapienza.

Il tempio di Artemide, costruito per ordine di Creso circa a metà del VII secolo, era una delle sette meraviglie del mondo antico. Oggi testimoniano l’antico splendore solo una manciata di colonne: venne infatti distrutto da un certo Erostato, che lo incendiò con l’obbiettivo di rendere il proprio nome immortale.

 Nel pomeriggio ci spostiamo lentamente dal periodo ellenico alla culla della Cristianità, visitando la Casa di Maria

 La casa di Maria


La casa di Maria

Dopo l’Ascensione di Cristo e le iniziali persecuzioni dei Cristiani, San Giovanni apostolo costruì per la Vergine una casa sulle falde del Monte Bülbül; si dice che Maria trascorse in questi luoghi gli ultimi anni di vita e quivi fu eretta una chiesa, oggi meta principale del pellegrinaggio circostante.

Una lunga salita permette di raggiungere la cappella: è usanza fare una piccola offerta e accendere un cero alla Madonna.

Un particolare toccante è il muro di pietra completamente sommerso da fazzoletti con su scritte preghiere, intenzioni e voti a Maria.

 Intenzioni e preghiere alla Vergine


Intenzioni e preghiere alla Vergine

[box] PRIENE e DIDYMA [/box] 

4° GIORNO

Raggiungiamo i resti dell’acropoli, situata scenograficamente sulle ripide pendici di una montagna, prendendo i pali della luce come riferimento durante il tragitto.

Comodamente seduti sui seggi del teatro, concediamoci una “pausa foto“!

  Bouleuterion: sede di assemblee deliberative degli anziani


Bouleuterion: sede di assemblee deliberative degli anziani

La particolarità del luogo, oltre alla posizione che lo ha reso di fatto inespugnabile, sono le 5 colonne del Tempio di Atena così schierate, frutto di un errato lavoro di ricostruzione ad opera di uno storico londinese inesperto. Il tentativo maldestro di ripristinare l’originaria disposizione delle colonne, è proprio la caratteristica che ha reso celebre il tempio, nonché  simbolo della zona degno di essere immortalato nelle cartoline.

 Dydima: santuario di Apollo


Dydima: santuario di Apollo

Didyma ospita il santuario di Apollo, sede di un celebre oracoloDydymaion. 

A primo impatto sembra di trovarsi davanti a una fortezza interamente di marmo,  circondata da una serie di colonne alte quasi 20 metri.

In fondo si erge il naiskos, un tempietto dedicato ad Apollo in cui era custodita la statua del dio.

 

[box] APHRODISIAS [/box]

5° GIORNO

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Un simpatico trenino ci conduce sino all’ingresso del sito; è uno dei più vasti che abbiamo visitato, sia per estensione che per quantità di reperti da ammirare.

Aphrodisia si sviluppò in epoca romana e prosperò in età ellenistica.

Incantevole il tempio dedicato all’omonima dea, Afrodite. Essa riflette ancora l’antica concezione delle popolazioni mediterranee: incarna prevalentemente la fecondità, ed è questo il motivo principale per cui veniva venerata. Si pensava che garantisse raccolti propizi e favorisse la nascita di una sana prole.  L’aspetto erotico comunemente noto passa invece in secondo piano.

Si ricordano in questo luogo le ierodule, giovani sacerdotesse addette alla cura del tempio e della dea, che all’interno di esso esercitavano la sacra prostituzione per arricchirne i pioventi.

 Il più grande stadio del mondo ellenistico; dedicato principalmente a corsa dei carri


Stadio ellenistico, di largo utilizzo anche in epoca imperiale

Spicca come peculiarità del sito lo stadio,  il più vasto del mondo antico, e indubbiamente il meglio conservato. Lungo 260 metri, con una capacità di circa 30000 posti, in epoca imperiale era finalizzato alle corse dei carri e delle quadrighe.

[box]SARDI [/box]

6° GIORNO

SARDIOggi visitiamo l’antica capitale del regno di Lidia, di cui fu re il leggendario Creso, noto a tutti per la sua proverbiale ricchezza.

Durante il tragitto in pullman il prof. Uglione ha dedica la lettura di due brani tratti dall’antologia erodotea a me e Tommaso; è un momento solenne, commovente per la drammaticità e la profondità dei temi trattati: il filosofico pensiero di Solone sulla felicità e il destino sventurato del re Creso.

Interessante la riflessione del re sconfitto, in apparente contraddizione con la visione greca della guerra:

«Nessuno è così folle da preferire la guerra alla pace: in pace i figli seppelliscono i padri, in guerra sono i padri a seppellire i figli. […]»

 Creso sulla pira


Creso sulla pira

 

[box] PAMUKKALE e HIERAPOLIS [/box]

DSC_0832Il nome della prima città significa letteralmente “castello di cotone“: l’acqua che sgorga dalle fonti termali presenti, ha depositato lungo il suo tragitto spessi strati di calcare sul pendio della montagna, rendendo l’area circostante una specie di fortezza di cotone.

Il paese, a differenza delle località turistiche visitate nei giorni precedenti, risulta estremamente povero; grazie al contatto con la gente del posto si riscopre il valore genuino della semplicità, componente essenziale che spinge a fermarsi un attimo a riflettere. 

L’hotel in cui alloggiamo, tuttavia, è una Spa (Pamukkale Colossae) non meno sfarzosa della sistemazione precedente. Offre addirittura uno spettacolo “live” di danza del ventre per rallegrare le nostre serate! La ballerina professionista tenta (senza successo) di coinvolgere Tommi e il professore a unirsi con lei alle danze. 

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DSC_0859Due ore e mezza di visita per abbandonarsi alla quiete del paradiso: eccoci a Hierapolis, la perla del viaggio. L’antica città venne costruita sulla sommità del “castello di cotone”. I frequenti terremoti hanno permesso la nascita di numerosi fonti termali e l’acqua che sgorga precipita formando delle vere e proprie cascate di calcare e travertino; il risultato è un forte impatto emotivo: sembra di trovarsi di fronte a rapide di ghiaccio!   

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Non bastano le parole per descrivere lo spettacolo magico, unico, che  che si è presentato dinanzi ai nostri occhi: guardare per credere!

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Dulcis in fundo: trasferimento nell’ultimo dei tre meravigliosi hotel, il più sfarzoso di tutti. Il personale del Rixos Downtown di Antalya, per rendere ancora più dolce il nostro soggiorno, ci serve lokum a volontà: ce ne sono per tutti i gusti!

Ascensori panoramici in tinta aurea ci conducono direttamente all’interno dei nostri “tepidi nidi”: entrando si rimane in soggezione alla vista della Torre dell’Orologio di Antalya, a un palmo dalla finestra.

 

[box] MYRA e TERMESSOS [/box]

7° GIORNO

 San Nicola


San Nicola

Credevate anche voi che Babbo Natale fosse originario della Lapponia? Errato! il paese di San Nicola, meglio conosciuto come Santa Claus, è prorpio quello da noi vistato nel 7° giorno di viaggio.

Appena fuori città si erge la necropoli, che si affaccia su una scogliera a strapiombo; essa conserva le antiche facciate delle tombe scavate all’interno della roccia.

Necropoli

Necropoli

Gli “eterni giacigli” hanno l’aspetto di vere e proprie abitazioni rupestri, curate con minuzia e distribuite ordinatamente. Sembrano i resti di una città ridente: attestano la mentalità greca, tendenzialmente orfica, che accoglie la morte con un sorriso, come stato di liberazione e purificazione. Le tinte predominanti, infatti, sono vivide e accese: giallo, rosso azzurro.

Un vero capolavoro artistico che si fonde con il paesaggio circostante.

 Teatro di Termessos


Teatro di Termessos

Cittadina sperduta fra le montagne a un’altitudine di 1670 metri circa. Il cambiamento di clima è notevole: ci ritroviamo imbacuccati nei nostri più caldi maglioni di lana il 25 agosto! La faticosa scarpinata, tra una moltitudine di piante e sterpaglie, è ampiamente ripagata dal panorama che si contempla giunti sulla vetta.

Ci assale il brivido della vertigine. Momenti di full immersion nella natura più incontaminata e intonsa sono il perfetto contorno per una meritata tregua e stimolano il “silente ecologista” che dimora in ciascuno di noi.

Di fronte a una simile bellezza sorge spontaneo il triste paragone con altre località, altrettanto belle, ma purtroppo rovinate dall’intervento antropico.

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[box] ASPENDOSS [/box]

8° GIORNO

 Particolare del teatro


Particolare del teatro

Famosa per il suo teatro, perfettamente conservato. I selgiuchidi lo trasformarono in un caravanserraglio, obbligando così la manutenzione costante che oggi ci permette di ammirarlo in tutta la sua maestosa integrità.

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Terminiamo la nostra entusiasmante esperienza archeologica nel sito di PERGE.

Ricordiamo in loco il mecenatismo di una ricca matrona, il cui nome compare su gran parte dei capitelli.

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Le immagini (sopra) raffigurano una panoramica del sito e la splendida via porticata di epoca greco-romana.

Termina così la nostra avventura; ricordando affettuosamente tutti i compagni di viaggio, che hanno contribuito in maniera fondamentale a rendere l’esperienza addirittura superiore alle già alte aspettative, citiamo in particolare il “Virgilio” che ci ha guidato instancabilmente in ogni esplorazione, il mitico Sed, importante storico dell’arte. Nonostante l’aria giovanile e la semplicità del modo di porsi, vanta nel curriculum due visite di entità “nazionale”: è stato la guida in territorio turco del presidente Napolitano e di Sua Santità Benedetto XVI.

Le vacanze sono ormai lontane ma, accompagnata dal loro bellissimo ricordo, è meno greve affrontare l’inverno.
Nella trepidante attesa di una nuova estate, resta vivido il desiderio di partecipare al prossimo viaggio studio, nonché la curiosità di scoprire quale sarà la prossima meta

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