• lunedì , 30 Novembre 2020

Allo zoo: favola sulla politica italiana

2034, da qualche parte in Europa, o in quel che ne resta – “Mamma! Mamma! Che cos’è quello?” chiede estasiato un bambino come tanti a sua madre, una quarantenne come tante. “Amore, quello è un rinoceronte. E’ un animale rarissimo, sai? Già quando avevo la tua età dicevano che in poco tempo si sarebbero quasi estinti”. “E quello? Quello, mamma invece?” gridò il piccolo con tanto fiato aveva in gola. “Quello è un giaguaro, una volta era il premier di una foresta splendida chiamata Italia, era il paese più bello del mondo, mi piacerebbe portartici, ma oramai è solo un altro grande centro commerciale degli Asiatici. Devi sapere che una volta era una bellissima giungla, c’erano le cose più meravigliose che tu possa immaginare, peccato fosse totalmente ingestibile”. “E il giaguaro, mamma? Perché se una volta era il premier di quel paradiso adesso è rinchiuso dietro le sbarre di uno zoo?” interruppe sconcertato il bimbo curioso. “Tesoro, quel giaguaro ha provato a fare tante cose per la sua foresta. Pensa che, prima di diventare primo ministro, era riuscito a dare lavoro a migliaia di altri animali. Poi si era accorto che la giungla lo chiamava, che aveva bisogno di lui, e allora fu eletto re per ben tre volte, ma nessuna di queste volte riuscì nel suo intento”. “Ma perché ora è qui?”. “Perché ogni volta si fidava delle persone sbagliate. Vedi ad esempio quella gabbia là in fondo a sinistra?”. “Si mamma, c’è un animale orribile! Che cos’è?”. “E’ una pitonessa, un animale velenoso ed egoista. Era riuscita a diventare consigliera del giaguaro, ma poi, per il suo futuro politico lo ha lanciato nel bel mezzo di una rissa tra falchi e colombe“. “Mamma sono forse quelli dentro la voliera? Perché continuano a sputarsi addosso e a picchiarsi?”. “Perché sono impazziti, impazziti a tal punto da dimenticarsi tutto quello che di brutto stava succedendo in Italia e ora, senza neanche aver capito come tutto sia finito senza il giaguaro, continuano imperterriti a litigare. Peccato che mentre tutti loro erano presi dalle loro paturnie un essere del tutto vacuo è riuscito ad ottenere il favore degli animali italiani”. “Chi era?”. “Un grillo, un grillo parlante capace solo di rendere la situazione della foresta ancora peggiore”. “Peggiore? Perché stavano male gli animali dell’Italia? Vivevano nel paese più bello del mondo, se è vero quello che hai detto tu, allora cosa stava succedendo?”. “Tesoro è davvero molto complicato”. “Ma mamma io voglio sapere! Ho il diritto di sapere!”. “E’ vero, amore mio, hai il diritto di sapere perché tutti questi animali sono rinchiusi in uno squallidissimo zoo, lontani da quella che un tempo era la loro patria. L’Italia aveva bisogno di grandi rinnovamenti da circa, almeno, quarant’anni quando tutto ha cominciato a degenerare. Nessuno, però, pur sapendo che cosa sarebbe stato necessario fare ha portato a termine nulla di concretoTutti pensavano a come “smacchiare” il giaguaro o a come salvarlo, erano solo capaci di urlarsi addosso senza ritegno, incuranti dei pericoli che incombevano sulla loro patria e, un brutto giorno, il Bel Paese, come lo chiamava il nonno, è stato asfaltato”.guida-sugli-animali-della-jungla_5a12141182818601ff614a3b03710862

[box] GUIDA PER I VISITATORI DELLO ZOO (per la vostra incolumità e comprensione)

Giaguaro: pur essendo pienamente coscienti del fatto che il “re della foresta” per antonomasia sia il leone, qui il suddetto felino rappresenta Silvio Berlusconi, a cui Pierluigi Bersani in occasione delle elezioni di febbraio 2013 si era riferito con l’espressione “smacchiare il giaguaro” (una “gufata” degna del peggior commentatore sportivo).

Pitonessa: Daniela Santanchè. No, non ci riferiamo alle innumerevoli Birkin di Hermès (per le non “fashion victims”: borse) in pitone della Namibia, onnipresenti al polso della signora in questione, ma ad una barzelletta ben poco onorevole riguardante la stessa.

Falchi e colombe: nel Popolo della Libertà diviso sulle posizioni da mantenere nel governo Letta (a seguito della condanna a Berlusconi) si sono venute a creare due fazioni.

Falchi. Caratteristiche: sono i “pasdaran del berlusconismo”, quelli che difendono il proprio leader a spada tratta, non temono attacchi e, appena possono: agiscono. Sempre, dovunque e comunque, su qualsiasi canale e a qualsiasi ora (provate ad accendere la TV e vedrete: ecco i falchi! Magia! Neanche il Mago Forest è così bravo). Esponenti celebri: Raffaele Fitto, Denis Verdini, Micaela Biancofiore, la Pitonessa (sì, bravi, proprio la Santanchè).

Colombe. Caratteristiche: sono, sostanzialmente, tutti quelli che vogliono “rifarsi una verginità” in previsione di un post-Berlusca, ovvero che vogliono rimanere in politica ancora per un bel po’. Inoltre, anche loro sono sempre in TV, ma purtroppo sono meno spassosi dei falchi per la vena diplomatica, scontata e poco aggressiva che li contraddistingue. Esponenti celebri: il vicepremier Angelino (solo di nome) Alfano, il ministro della salute Beatrice Lorenzin, il ministro dell’agricoltura Nunzia De Girolamo, Fabrizio Cicchitto.

Grillo: Beppe Grillo. Beh, suvvia, questa era palese.

“Smacchiare il giaguaro”: [vedi sotto “giaguaro”] Espressione bersaniana ripresa dal noto “Cleaning the panther” utilizzato da Winston Churchill. In questo caso il giaguaro (SB) è il simbolo dell’astuzia e della velocità; smacchiare l’animale, come ha detto Bersani, significa privarlo della forza, qui inteso come batterlo alle elezioni.[/box]

 

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