• sabato , 17 Aprile 2021

La "manovra" del neopatentato: l'Italia fa inversione a U

E rieccoci qua, ancora una volta, tutti insieme appassionatamente, con gli occhi spalancati ad osservare con un misto di timore e di (quasi ormai totalmente sopita) speranza l’ennesima manovra finanziaria. Che brutto il termine “manovra”, tra tutte le parole che potevano essere scelte per designare la legge di stabilità questa si aggiudica l’Ambrogino d’oro della bruttezza e della cacofonia. Senza considerare che, ormai, dopo l’esperienza del governo Monti, i sostantivi “manovra”“spread” e “spending review” fanno accapponare la pelle a tal punto da essere diventati i sostituti ufficiali del Babau per mandare a letto gli arzilli pargoletti italici. Comunque sia, c’è poco da ridere, la questione è oggettivamente seria, ne va del solito futuro dell’Italia. Tuttavia non abbiamo potuto fare a meno di notare come questa finanziaria non sia stata assolutamente pubblicizzata, almeno fino a due martedì fa quando sono stati paventati tagli alla sanità per 3 miliardi e tante altre belle notizie che, sentire alle sette del mattino alla radio fanno proprio cominciare bene la giornata. Diciamo pure che se il buongiorno si vede dal mattino, in questo caso la tentazione di tornare a letto e nasconderci anche sotto il materasso era molto forte. In ogni caso è difficile non stupirsi di come sia stata gestita questa “new entry” nella famiglia delle politiche che non salveranno il paese, ma forse due poltrone in più. Insomma, siamo sinceri, al pareggio di bilancio nel 2013 non ci credono neanche i Simpsons, al raggiungimento del rapporto Deficit-PIL al 3% idem, quindi qualcosa per accontentare i nostri partner europei (e tranquillizzare gli speculatori del fatto che sull’Italia ci potranno ancora guadagnare) andava pur fatto. Quindi, quando martedì mattina Enrico Letta si è svegliato, dopo aver realizzato che l’unico merito del suo governo è quello di (forse) far decadere Silvio Berlusconi da senatore e ha avuto l’illuminazione della giornata: “Che cosa devo fare per farmi amare ancora di più dalla dolce Angela, da Manuel e da Herman? Ma soprattutto che cosa posso fare per essere ricordato come un vero statista e non come un raccomandato di Bilderberg? Eureka! Facciamo una manovra!”. Meraviglioso, splendido, lodevole. Non ci resta che sperare che non si tratti della solita penosa inversione a “u” dei neopatentati, anche perché dati i precedenti appare quanto mai inutile e fuori luogo apportare modifiche ad un sistema paese da rifondare ex novo in tutto e per tutto.

 

[box] PERCHE’ CONSIDERIAMO LA NUOVA LEGGE DI STABILITA’ UNA PAGLIACCIATA:

  • La tanto odiata Imu comparirà in maniera diversa, ma pur sempre a carico dei contribuenti sotto forma di Trise (un mix tra IMU, Tares e Tarsu) e Tasi, una tassa sui servizi.
  • Anche i pensionati (anche se andiamo ancora al Liceo, dobbiamo ricordarci che il nostro è un “paese per vecchi”) fanno i conti con la legge di stabilità. E non sono conti positivi. La Fipac Confesercenti calcola, per il 2014, “una riduzione del reddito disponibile di quasi 300 euro per i livelli di pensione più diffusi, una batosta ingiusta e controproducente”.
  • Per il 2014 è previsto un aumento della spesa pubblica di 2,6 miliardi. Le entrate invece aumenteranno di un solo miliardo. Ma non dovrebbe essere il contrario?[/box]

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