• mercoledì , 23 Settembre 2020

Tempo di crisi: fuga dai motori

Una gravosa notizia è giunta inaspettata a confermare l’ormai inevitabile declino che ha toccato anche il settore automobilistico: il Motor Show di Bologna, che avrebbe dovuto aver luogo nel mese di dicembre, è stato annullato.

Dopo tanti anni di meritato successo, l’evento si blocca a causa “dell’assenza del mercato”, come testimoniano le parole della società responsabile: “É il mercato che non vuole il salone”.

Già negli ultimi tempi si era registrato un calo generale nel numero di partecipanti e soprattutto nella disponibilità degli espositori: questi, infatti, hanno preferito essere presenti a saloni all’estero.

Un nuovo fenomeno affligge quindi la società: non solo più la “fuga dei cervelli”, ma anche quella dei motori.

Certamente, però, non si sarebbe ipotizzata una così drastica conseguenza.

Manifesto del Motor Show, edizione 2011

UN PO’ DI STORIA DEL MOTOR SHOW.
Il Motor Show di Bologna è una manifestazione fieristica a cadenza annuale che ospita le più avanzate case automobilistiche e motociclistiche del mondo; registra l’afflusso di un ingente numero di cultori che si trova immerso in un’atmosfera rombante di cilindri e cavalli.

Questa prestigiosa mostra viene ideata dal bolognese Mario Zodiaco, amante dei motori, che ha il desiderio di creare un evento innovativo, capace di stupire e coinvolgere. Aiutato e sostenuto dagli amici Sandro Munari e Giacomo Agostini, con i quali fonda una società, Zodiaco può vedere realizzato il suo sogno nel 1976, data che segna la prima edizione dell’ evento.

Il Motor Show, unico nel suo genere, offre l’esclusiva opportunità ai visitatori di ammirare gli innovativi modelli dei veicoli e dei prototipi di ultima generazione in previsione di futura realizzazione.
Inoltre la presenza di circuiti artificiali garantisce lo svolgimento di vere e proprie competizioni su quattro e due ruote.

Tra le sfide più rilevanti è da ricordare quella del Trofeo Indoor di Formula 1 che ha avuto luogo dal 1988 al 1996: del tutto singolare, prevedeva la partecipazione di vetture della F1 e i loro piloti, protagonisti di gare che comportavano una progressiva eliminazione fino alla vittoria del più veloce.
Per quanto riguarda il rally, nel 1985, si inaugura il Memorial Bettega un vero e proprio circuito in miniatura, dove si svolgevano competizioni avvincenti tra i migliori piloti in carica.

Grandi nomi hanno omaggiato le svariate edizioni del Motor Show: dai campioni indiscussi della F1, quali Niki Lauda, Gilles Villeneuve, Ayrton Senna, Jacques Villeneuve, Michael Schumacher, Alessandro Zanardi; ai bolidi delle due ruote quali Giacomo Agostini, Max Biaggi, Loris Capirossi, Loris Reggiani,Valentino Rossi e molti altri ancora.

Un altro pezzo del puzzle viene così sottratto all’orgoglio italiano: un solo anno di assenza, per ora, è sufficiente a far rimpiangere testimonianze vincenti di miti e motori.

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