• venerdì , 23 Ottobre 2020

Prima l'Italia

Prima l’Italia è il più importante evento organizzato dall’associazione Muoviti per la Novità, creato dai giovani per i giovani. L’incontro del 30 Novembre e 1 Dicembre sarà un insieme di tavole rotonde sui temi più svariati, dalla politica all’arte. Un faccia a faccia tra i ragazzi e alcuni degli esponenti italiani e stranieri, con l’idea di creare un territorio comune. Creare consapevolezza e conoscenza nella futura classe dirigente, perché venga prima l’Italia.

Ecco l’intervista ad Alessandro Dalpasso, vicepresidente dell’associazione, che si è impegnato nella realizzazione del progetto.

“Prima l’Italia” è alle porte.

Alessandro, parlaci di MPN. Chi siete e che cosa vorreste diventare?

Muoviti per la Novità è un’associazione culturale fatta da ragazzi per i ragazzi. Siamo da statuto apartitici e aconfessionali e abbiamo un obiettivo molto ambizioso: creare dibattito fra i giovani sulle tematiche più spinose d’attualità. Per adesso siamo questo, un domani chissà.

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Perché ti stai impegnando tanto in un progetto come “Prima l’Italia”?

Il motivo è quasi una sfida: con l’associazione di cui sono Vicepresidente e le altre due promotrici, “Il coraggio di Cambiare” di Sassuolo e il “Laboratorio delle Idee” di Milano, nonostante veniamo da realtà differenti, con concezioni e idee diverse, siamo coinvolti nell’ambizioso progetto di creare, almeno fra i nostri coetanei, la consapevolezza che oltre ogni personalismo bisogna mettere prima l’Italia, il nostro Paese che non riesce a svincolarsi dagli egoismi di singoli o di intere categorie e che quindi non riesce ad andare avanti.

Al convegno ci parlerai degli Stati Uniti d’Europa. Perché ai giovani dovrebbe importare di essere cittadini europei? Tu vorresti esserlo?

Inizio dal fondo: io non vorrei esserlo, per il semplice motivo che mi sento già un cittadino europeo. Il titolo del panel è invece una provocazione. Non penso che un modello già visto negli Stati Uniti possa essere riproposto negli stessi termini anche in Europa. A differenza degli Usa siamo troppo eterogenei e abbiamo storie troppo differenti. Nonostante ciò in futuro bisognerà essere più compatti e ben consapevoli di appartenere ad un’Europa unita, per non cadere nei tragici errori del passato e perché le sfide del domani non potranno essere affrontate dai giovani italiani, tedeschi o francesi in modo solitario, ma dagli “europei”. Ed è per questo che noi giovani dovremmo batterci per un’Europa più solida.

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Il vicepresidente di Mpn Alessandro Dalpasso, ex allievo di Valsalice

Al contrario, all’Europa importerà dei giovani italiani? Perché?

Per i motivi di cui sopra. L’Europa già oggi può e deve contare su tutti i suoi cittadini, e questo sarà ancora più manifesto in futuro. Inoltre, con un po’ di orgoglio dico che, in quanto Paese tra i fautori della CECA, e da lì attraverso gli anni all’attuale UE, il nostro apporto alla futura Unione dovrà essere ancora maggiore dell’attuale. Ma ciò sarà possibile solo se certe derive euroscettiche non prevarranno, altrimenti il rischio sarebbe in quel caso di ritrovarci soli.

Cosa ti aspetti, infine, da “Prima l’Italia”?

Oltre a una grande partecipazione, mi aspetto che sia un buon palcoscenico per creare interesse in chi parteciperà. Per questo associazioni giovanili come le nostre si mettono insieme per un appuntamento annuale in cui fare rete, discutere e incontrarsi. Chiedendo aiuto ai tanti esponenti del “mondo dei grandi” che credono nel ricambio generazionale e che si sentono in dovere di mettersi in gioco per il loro Paese. Spero che queste nostre idee non siano deluse e che “Prima l’Italia” possa essere un’occasione di dibattito e confronto costruttivo.

 

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Clicca qui per il programma di Prima l’Italia.

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