• giovedì , 20 settembre 2018

The Ligrestos

Il “caso Ligresti-Cancellieri” ha permeato le pagine dei giornali italiani dell’ultimo mese in maniera, giustamente, prepotente. Ma chi sono i Ligresti? Che cosa hanno combinato? Perchè il ministro di Grazia e Giustizia, Annamaria Cancellieri ha dovuto presentare le (poi respinte) dimissioni e si è quasi arrivati ad una crisi di governo? Per rispondere a queste domande proponiamo un breve “riassunto delle puntate precedenti”.

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I Ligresti sono, o meglio, erano una delle famiglie più potenti d’Italia grazie al “capostipite” della famiglia: Salvatore, quello che gli americani definirebbero un “self made man“. Egli, infatti, giunto nella Milano degli anni ’50 dalla Sicilia decide di aprire uno studio di progettazione. A partire da quel momento, Ligresti senior inizia ad intrecciare legami importanti con uomini influenti, in particolar modo, con Enrico Cuccia, il fautore della finanza italiana.

Proprio grazie allo stretto legame con Cuccia (che era oltretutto anche amministratore delegato di Mediobanca, istituto di credito all’epoca cuore pulsante dell’economia imprenditoriale) Salvatore riesce a farsi strada nell’ambito delllo sviluppo immobiliare. Unendo le sue varie attività, fonda nel 1986 la holding Premafin attraverso cui acquisisce la Società Assicuratrice Industriale (SAI) di proprietà della Liquigas e, ancora prima, della Fiat. Ligresti riesce così in pochissimo tempo ad espandersi sia nell’ambito immobiliare sia in quello finanziario e negli anni ’80 divenne uno degli uomini più ricchi e potenti d’Italia.

Non è una novità che qualche personaggio grazie ad una mente indubbiamente grande, ma soprattutto alle amicizie influenti riesca ad innestarsi sulle vette politiche ed economiche del paese: tale fenomeno viene denominato “capitalismo di relazione“. Del resto, basta pensare a quelle figure che ancora oggi attraverso legami massonici e “similares” riescono ad entrare nei gangli dell’ “Italia che conta“. Alcuni di costoro, come il “faccendiere” Luigi Bisignani, sono arcinoti per gli scandali e gli svarriati affari, altri invece riescono a rimanere nell’ombra.

Salvatore Ligresti riesce, quindi, a costruire un impero basato su finanza, assicurazioni e immobili. All’interno di tale impero vengono ad essere inseriti i tre figli: Giulia, Paolo e Jonella. Costoro prendono in mano le redini delle attività di famiglia solo quando nel 1992, con Tangentopoli, il padre accusato di corruzione fu arrestato e trascorse qualche mese a San Vittore.

All’inizio degli anni 2000 la Premafin acquista la Fondiaria Assicurazioni, sotto la regia di Mediobanca (guidata da Vincenzo Maranghi dopo la morte di Cuccia). Tutto questo avviene grazie ai fruttuosi rapporti con Cesare Geronzi e Alessandro Profumo, entrambi banchieri tutt’ora estremamente potenti. Tuttavia la gestione delle attività “ligrestiane” non è ottima e, per di più, risente fortemente della crisi. Fonsai (Fondiaria + Sai) non rimane esente da ciò e nel 2012 fallisce; contemporaneamente la Procura di Torino apre un’inchiesta in cui gli amministratori della società vengono accusati di falso in bilancio, ovvero di aver nascosto agli azionisti un buco di circa 600 milioni di euro. Le indagini torinesi, infatti, portano alla luce le presunte malefatte di una famiglia che, per anni, avrebbe gestito aziende come bancomat personali. Azioni talmente torbide da rendere difficile, per lo stesso Gip, la ricostruzione puntuale di quanti soldi siano transitati da Fonsai alle tasche private dei Ligresti, che sembrerebbero essere stati per molto tempo a libro paga delle loro stesse aziende, percependo, così, compensi milionari. A seguito di ciò, nel luglio 2013, Jonella e Giulia vengono arrestate, mentre Salvatore, a causa dell’età avanzata, rimane agli arresti domiciliari. Paolo invece è tuttora latitante, dal momento che è cittadino svizzero risiedente a Lugano.

Ora: cosa c’entra il ministro Cancellieri con tutto questo “stranamente giusto” filone della giustizia italiana? La Cancellieri sarebbe accusata di aver fatto pressioni per la scarcerazione di Giulia Ligresti, divenuta anoressica in carcere. Tuttavia, dato che il figlio del ministro, Pier Giorgio Peluso, era stato scelto dai Ligresti come Direttore Generale, l’intervento da parte del Guardasigilli parrebbe più che mai interessato. Inoltre le intercettazioni telefoniche hanno portato alla luce svariate conversazioni tra la Cancellieri e Antonino Ligresti, fratello di Salvatore. Il ministro, a seguito di tali vicende, si è visto costretto a presentare le dimissioni prontamente respinte dal premier Letta. Come se non bastasse, è stata votata in Parlmento una mozione di fiducia al Guardasigilli, e di conseguenza anche al governo.

Siamo davanti ad un esempio di “giustizia di relazione” o ad uno scandalo volto a far cadere un governo, oggi più che mai, traballante? A voi la scelta.

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