• lunedì , 30 Novembre 2020

Non c'è nessuna strada facile per la libertà

1928. Nasce Nelson “Rolihlahla” Mandela. Il soprannome (che gli era stato dato in collegio, appena adolescente) é un nomen omen: “che provoca guai”. E non si può negare che qualche guaio lo abbia causato. Un attivista, o meglio, L’Attivista della lotta anti segregazionale contro l’apartheid.

Una vita dedicata alla libertà. Non solo a quella fisica, a quella del corpo, ma La Libertà, quella che va cercata ogni giorno, anche in una cella della misura di tre passi. La libertà di un uomo che ha piena consapevolezza si sé e del suo operato.

Quando infatti, dopo l’accusa di sabotaggio per aver spinto gli altri paesi ad invadere il Sudafrica, fu arrestato dalla polizia sudafricana, Madiba dovette  trascorrere 26 anni in prigione. Nel corso di questi trovò sollievo solo nella letteratura e nella poesia (soprattutto quella di Henley), che gli diedero una ragione per continuare a vivere in quel microcosmo, dove ebbe la possibilità di esplorare a fondo il suo animo. Ad accompagnarlo per questo lasso di tempo fu un chiarissimo messaggio di libertà di spirito, tratto proprio da una delle poesie di Henley.

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[…]

Nella feroce morsa delle circostanze

Non ho arretrato né gridato.

Sotto i colpi d’ascia della sorte

Il mio capo è sanguinante, ma non chino.

[…]

Non importa quanto stretto sia il passaggio,

Quanto piena di castighi la vita,

Io sono il padrone del mio destino:

Io sono il capitano della mia anima.

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La stessa magnanimità che lo accompagnò nella sua prigionia, venne premiata nel 1993 con il Premio nobel per la Pace. Ma non fu abbastanza. Dopo essere tornato un cittadino libero, decise di candidarsi come capo di stato del Sudafrica e divenne il primo presidente di colore. Sconfisse una volta per tutte il mostro del razzismo, provando al mondo che i suoi ideali avevano ottenuto una realizzazione pratica. Non si accontentò mai, spingendosi sempre oltre il limite e battendosi con grande impegno per qualsiasi lotta in difesa di diritti sociali, politici, umani.

Il suo nome riecheggia nelle nostre teste affiancato a grandi parole e grandi gesti. Fu un rivoluzionario, degno di questo nome, caratterizzato da una grandezza d’animo di fronte alla quale non si può far altro che abbassare il capo in segno di riconoscenza.

La sua personalità ha marcato un punto indelebile nella storia. Una vita spesa per le altre vite, per tutti coloro che avrebbero voluto alzarsi e urlare disperatamente contro un mondo in cui non era loro dato di trovare un proprio posto. Ma semplicemente non potevano farlo.

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Un uomo nel senso più profondo del termine, un uomo che aveva paura, che aveva dubbi, che spesso avrebbe fatto meglio a tirarsi indietro, e invece non ha mai esitato ad andare avanti. Non ha mai esitato a mettersi in gioco per rimarginare quell’insanabile ferita che ancora oggi l’uomo non riesce a cicatrizzare.

[box]“I learned that courage is not the absence of fear, but the triumph over it. The brave man is not he who does not feel afraid, but he who conquers that fear”. (Ho imparato che il coraggio non consiste nell’assenza di paura, ma nel trionfo su questa. L’uomo coraggioso non è colui che non è spaventato, ma quello che conquista la paura). [/box]

“Ora non appartiene più a noi, ma appartiene alla storia” – Barack Obama

Addio, Madiba.

Addio, Madiba.

 

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