• sabato , 26 Settembre 2020

Una chitarra e tanta passione

gregoriointervista2Il piede che tiene il tempo. La testa che si muove a ritmo della musica. Occhi socchiusi e sognanti. E le dita che corrono sulle corde della chitarra facendo scaturire una melodia che leggera si diffonde nella stanza raggiungendo il cuore di ogni ascoltatore.

Un’ultima solenne nota si alza dallo strumento e il chitarrista, attorniato da applausi, sorride. È Gregorio Fracchia, compositore, chitarrista e allievo di Valsalice. Nato il 20 settembre del 1996, incomincia a suonare da piccolo e ora ci narra la sua esperienza.

La chitarra classica è il tuo strumento, e la tua storia musicale incomincia dai primi anni di vita, vero?

Ho iniziato a suonare a 6 anni la chitarra sull’esempio di mio padre che ho ascoltato fin da piccolo. La musica è stata da sempre di sottofondo in tutta la mia esperienza. A 10 anni sono entrato in conservatorio ed è così incominciata la mia avventura di chitarrista con le gioie, lo studio e le soddisfazioni.

Perché hai scelto questo strumento e soprattutto quello che potremmo definire un indirizzo più classicheggiante rispetto al normale, o meglio abituale, utilizzo nell’ambito della musica rock o moderna?

La chitarra classica è straordinaria per il suo suono e per la sua forma; è incredibilmente vicina a chi la suona, diventa quasi un prolungamento di un sentimento che nasce dal cuore e si espande, librandosi nell’aria. Non è lontana e aulica come il pianoforte. È più vera.

La carriera di un musicista non è priva di difficoltà e soprattutto di grande studio. Tu quanto tempo dedichi alla chitarra e soprattutto come riesci a conciliare ciò con la scuola?

Suono tre o quattro ore al giorno, senza contare le lezioni e studio quando riesco, spesso di notte (fa una smorfia ndr) ma lo faccio con passione. Le ore scorrono molto veloci, quando si fa qualcosa di cui si è innamorati, coltivando un sogno. Di sicuro non voglio mettere da parte la mia carriera scolastica e dopo il liceo classico, mi getterò anche io nel mondo universitario, anche se adesso non ho ancora le idee molto chiare.

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concerto di Gregorio

Il concerto mi affascina perché diventa un momento in cui l’artista può trasmettere un sentimento, può suscitare un’emozione nel cuore del pubblico e suonare per ognuno dei suoi ascoltatori. Poi mi lasciano sempre qualcosa. È stato fantastico, per esempio, suonare a Granada, nella piazza della cattedrale, per aprire i festeggiamenti della notte bianca.

Sappiamo che componi anche brani tuoi. Deve essere un’esperienza particolare. Quando hai incominciato e soprattutto come mai?

Ho incominciato a scrivere musica 3 anni fa, mentre prima suonavo brani di altri compositori. Naturalmente all’inizio erano solo degli abbozzi, ma ora sto maturando sotto questo punto di vista, esprimendomi sempre di più nelle mie opere. Nella mia musica cerco di rielaborare situazioni quotidiane o sentimenti nello straordinario alfabeto delle note.

Qual è la canzone, del tuo repertorio, che ti rappresenta di più?

Il brano, tra quelli che finora ho composto, che mi sta più a cuore è Secret, perché in esso ho cercato di porre gran parte della mia conoscenza in ambito musicale e perché la ragione della sua composizione, come dice lo stesso titolo è un segreto, che può assumere mille e più significati nel cuore dell’ascoltatore. E il mio segreto diventa il segreto di chi si immedesima nella canzone cercando di farla sua.

La famiglia ti è di supporto in questa avventura?

I miei genitori sono stati e sono tuttora molto importanti nella mia carriera musicale. Fin da quando sono nato mi hanno cresciuto con la musica di sottofondo, che è stata e sarà la nostra colonna sonora. Poi mi sono sempre stati vicini invogliandomi nel mio percorso, senza mai costringermi. Il supporto della famiglia è molto importante per me anche e soprattutto nei lunghi viaggi e nei momenti di difficoltà.

Ci hai parlato di alcune riprese che hai fatto in questi giorni; cosa vuoi condividere con questo video?

Il DVD che uscirà nel 2014 è un idea che finalmente assume contorni di realtà. Nasce dalla mia volontà di unire la musica alle immagini sempre per trasmettere un messaggio. Nel corso del video suono brani miei o di altri grandi maestri adatte ad un clima di divertimento, che sono intervallati da interviste a personaggi legati all’ambito della musica. È un omaggio a grandi figure (Alberto Sordi, San Francesco, Carmelo Bene), esaltando dimensioni interpretative come la virtuosità o la semplicità.

Che cosa rappresenta nella tua carriera musicale il tuo maestro?

Io studio con Maurizio ormai da qualche anno: grazie alle sue grandi capacità didattiche, è stato sempre in grado di trasmettermi grande entusiasmo e mi ha insegnato a guardare la musica da musicista, ancor prima che da chitarrista. Maurizio Colonna, oltre ad aver apportato innovazioni importanti alla tecnica del mio strumento, è riuscito a portare la chitarra classica in dimensioni inusuali; lui è stato, ad esempio, il primo chitarrista classico della storia a suonare per ben due volte al Festival di San Remo. Il suo impegno artistico insegna a giovani interpreti che si può arrivare alle orecchie del grande pubblico ed essere apprezzati da molte persone.

Qual è il brano che ti affascina di più?

Per un musicista è molto difficile selezionare un brano in particolare, fra quelli che ama di più, che sia il suo “preferito”. Il brano che, però, ti affascina di più, quello che “ti resta dentro”, è spesso quello che riesce a comunicarti qualcosa di profondo, che ti tocca davvero. Questo effetto lo ha avuto su di me, fin da quando ero piccolo Bach (a due anni non mi addormentavo se non ascoltavo prima alcuni dei suoi brani oppure di Mozart), che è stato a mio parere il più grande musicista della storia della musica. In ambito rock mi piacciono molto i Pink Floyd e la PFM. Ascolto spesso Mina, inoltre, e credo che sia la più grande cantante italiana di sempre, e certamente non abbia nulla da invidiare a figure come Ella Fitzgerald. Sono comunque convinto che non si debba operare distinzioni di genere nella musica, ma che bisogni giudicare i brani in base alla loro qualità artistica.

Prossimi appuntamenti nella tua scalata verso la celebrità?

Intanto ti ringrazio per l’augurio! Suonerò al Piccolo Teatro di Milano, per la rassegna “Italian jazz Graffiti”, presentato dal M° Enrico Intra e poi terrò una conferenza all’Università di Granada sulla musica giapponese per chitarra.

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