• mercoledì , 21 Ottobre 2020

Tra elfi e hobbit, ragazzi alla ricerca di eroi

Nani, ologrammi, elfi, astronavi, ragni giganti. In questo periodo al cinema imperversano fantasy e fantascienza. Se si chiede a un qualsiasi ragazzo dai 13 ai 19 anni gli ultimi film che ha visto, si può star sicuri che almeno un titolo riguardi uno di questi due generi.

Il film per eccellenza del periodo natalizio è stato Lo Hobbit – La desolazione di Smaug, seconda puntata di una trilogia firmata Peter Jackson, una storia di creature fantastiche ideate da Tolkien di grandissimo successo, che segue a breve distanza l’altro blockbuster giovanile Hunger Games – La ragazza di fuoco. Anche questo, secondo film di una trilogia futuristica molto amata, i cui giovani interpreti sono stati i veri protagonisti del red carpet all’ultimo Festival del cinema di Roma.

Ma a cosa si deve una tale hobbitmania? Perché queste avventure e questi mondi fantastici piacciono così tanto ai giovani? Certamente una delle ragioni sta nel fatto che le storie fantasy mettono in scena la lotta tra il bene e il male dividendo questi due poli in modo chiaro. In un momento come il nostro in cui la crisi dei valori rende tutto opaco e grigio, i mondi diversi della fantasia appaiono colorati e ricchi di significato.

Un’altra ragione per cui i teenagers scelgono hobbit e ragazze di fuoco al posto di persone di tutti i giorni è che i giovani – da sempre – hanno bisogno di eroi. Nel nostro mondo reale gli eroi latitano. Chi dovrebbe dare l’esempio (basta aprire un giornale o guardare un tg) spesso invece crea scandalo… Il romanticismo di chi si affaccia alla vita anela ad eroi positivi.

Una terza ragione, inoltre, è l’incertezza di un futuro di cui non si vedono i contorni. I ragazzi di oggi che studiano e che poi prenderanno una laurea non riescono a intravedere una strada certa per la loro vita. Invece le complicate avventure dei giovani di altri mondi e le loro peripezie, alla fine trovano un esito positivo, una ragione d’essere, una meta logica e sicura. L’eroismo, insomma, il buon agire, viene premiato. Un sogno, quasi, per la nostra società di oggi.

Con il loro “evadere”, dunque, con la loro passione per questi universi alternativi, i ragazzi del nostro tempo altro non fanno, alla fine, che sperare in un mondo migliore. Meglio se qui e ora.

LO HOBBIT

E’ un romanzo di John Ronald Reuel Tolkien pubblicato nel 1937. Racconta gli antefatti del Signore degli Anelli. Narra la storia del viaggio dell’hobbit Bilbo Baggins e dei suoi amici e compagni di avventure, tredici nani capeggiati da Thorin Scudodiquercia e uno stregone, Gandalf il Grigio, che dopo varie peripezie – da spiacevoli incontri con trolls, ragni giganti e orchi ad alcuni meno pericolosi con Elfi silvani e Uomini – riescono a raggiungere la Montagna Solitaria e dopo l’uccisione del drago Smaug e un’ultima grande battaglia che coinvolge anche Uomini ed Elfi contro gli orrendi orchi, se ne riappropriano, in quanto antica dimora e palazzo dei Nani.

Da questo libro di neppure trecento pagine il cinema, sull’onda del successo precedente della trilogia de Il Signore degli Anelli, ha tratto ben tre film – il secondo è appena uscito -, i primi due già campioni di incassi. Il primo, “Lo Hobbit – Un Viaggio Inaspettato”, ha ottenuto quattro nomination agli Oscar e guadagnato più di un miliardo di dollari. Il nuovo film ha attualmente incassato già 600 milioni di dollari. Per movimentare un po’ la storia si è deciso inoltre di rispolverare il personaggio dell’elfo Legolas, presente ne Il Signore degli Anelli, e di inserire un’improbabile storia d’amore tra un’elfa e uno dei tredici nani, per aggiungere del romanticismo ad una trama in cui le donne non giocavano un ruolo particolarmente rilevante.

L’ultimo capitolo, “Lo Hobbit – Racconto di un Ritorno”, uscirà in Italia il 17 dicembre 2014.

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