• domenica , 20 Settembre 2020

Alfredo Bastia: testimonianza d'amore

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Emozioni, sentimenti, passioni e carità tutte mescolate in un unico discorso… del sig. Alfredo Bastia, mercoledì 23 ottobre ai ragazzi di terza media. I professori hanno avuto un’ottima idea a farlo conoscere solo ai ragazzi dell’ultimo anno, perché anche noi siamo riusciti a comprendere le sue parole con alcune difficoltà.

Il signor Bastia ha raccontato di ragazzi poveri, dimenticati e soprattutto non fortunati come noi.

Lo scopo credo non fosse quello di suscitare lacrime che sul momento fanno impressione, ma poi scivolano via; al contrario lui voleva far nascere in noi un sorriso verso quelle persone che facciamo finta di non vedere, ma che in realtà ci passano davanti tutti i giorni!

A me e ai miei amici ha impressionato molto il modo di parlare di Bastia, il quale, grazie alla sua voce intensa, colpiva i nostri cuori.

La cosa buffa è che tutti, in quelle due ore, sono stati attenti  accorgendosi di quanta verità ci fosse nelle sue parole: magari non avevamo mai detto a nessuno quante volte  abbiamo guardato male un barbone o abbiamo risposto bruscamente a una signora che ci ha chiesto l’elemosina!

Ecco, lui ci ha fatto riflettere proprio su questo: su quanto siamo fortunati, su tutte le volte che giudichiamo e quando pensiamo solo a noi stessi.

La prima storia, quella più affascinante, che ha fatto cambiare la vita del sig. Bastia era il resoconto di un suo viaggio, l’unico che lui si è concesso per rilassarsi e divertirsi: il viaggio alla volta dell’India, paese ricchissimo e poverissimo, con grattacieli e baracche.

Alfredo racconta che stava andando a visitare una chiesa storica, quando a un tratto si perde, lui, solo in mezzo a una metropoli intera, Mumbai.

Vede in lontananza un ammasso di spazzatura, una montagna di scarti degli uomini ricchi; e da quel cumulo d’immondizia escono dei bambini, sporchi e puzzolenti:

<<Io da buon visitatore europeo li fotografai>> racconta il sig. Bastia.

Ma subito dopo gli corre incontro uno di quei fanciulli: era sporchissimo!

Alfredo pensa gli voglia rubare la macchina fotografica e la protegge portandosela al petto, <<noi facciamo dei pensieri negativi sui poveri>> dice.

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Il bimbo vuole solo chiedere di fargli una foto e dato che non parlano la stessa lingua, il piccolo gesticola per farsi capire…<<voleva dirmi: ”Ci sono, esisto anch’io!”>> spiega Alfredo.

Un attimo dopo sono apparsi altri bambini, tutti in coda per una foto, solo una semplice foto che però per loro significava essere apprezzati da qualcuno, calcolati e quindi amati.

Si salutano ed ognuno va per la sua strada quando a un tratto arriva il primo bambino, sorridente e arzillo; chiama Alfredo e gli porge una barretta di cioccolato: era scaduta da un anno!

Il sig. Bastia dopo avergli sorriso guarda la montagna di spazzatura e bambini: erano un tutt’uno, una cosa sola, non c’era distinzione!

A fianco si vedeva un furgoncino dell’assistenza sociale che, evidentemente, distribuiva loro un po’ di cibo ancora buono, in realtà, ma considerato scaduto nei paesi ricchi: da buttare nella spazzatura, oppure da inviare ai paesi più poveri.

 

Con questa storia e con molte altre ancora, il sig. Alfredo Bastia ci ha trasmesso uno splendido messaggio:  “Ragazzi, la vita è una, ci è stata donata e noi dobbiamo donarla”.  Abbiamo imparato che, anche nel nostro piccolo, possiamo aiutare gli altri, anche solo sorridendo al venditore ambulante di spugnette e non rispondendogli male e credendoci superiori.

Grazie al sig. Bastia per averci risvegliato il cuore troppo spesso sonnolente e indurito dalla nostra superbia!

 

 

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