• domenica , 20 Settembre 2020

Addio per sempre a Nelson Mandela

BIO-MANDELA-WINNIE-RELEASE

Fu a lungo uno dei leader del movimento anti-apartheid ed ebbe un ruolo determinante nella caduta di tale regime, pur passando in carcere gran parte degli anni dell’attivismo anti-segregazionista.

Protagonista insieme al presidente Frederik Willem de Klerk dell’abolizione dell’apartheid all’inizio degli anni Novanta, venne eletto presidente nel 1994, nelle prime elezioni multirazziali del Sudafrica, rimanendo in carica fino al 1999.

Il suo partito, l’African National Congress, è rimasto da allora ininterrottamente al governo del paese.
Il nomignolo Madiba è il suo nome all’interno del clan di appartenenza, dell’etnia Xhosa.

Nelson Mandela mosse i primissimi passi verso la conquista della libertà degli uomini nel 1941, all’età di ventidue anni, quando insieme al cugino Justice fu messo di fronte all’obbligo di doversi sposare con
una ragazza scelta dal capo Thembu Dalindyebo.

foto

Questa imposizione di matrimonio combinato era una condizione che né Mandela né il cugino
volevano tollerare. La scelta era molto delicata: o si sposava e andava contro il suo massimo principio, cioè la libertà, oppure non si sposava mancando così di rispetto alla sua tribù e alla famiglia. Così decise di scappare insieme al cugino, in direzione della città di Johannesburg.

Dopo la vittoria elettorale del 1948 da parte del Partito Nazionale, autore di una politica pro-apartheid di segregazione razziale, Mandela si distinse nella campagna di resistenza del 1952 organizzata dall’ANC, ed ebbe un ruolo importante nell’assemblea popolare del 1955, la cui adozione della Carta della Libertà stabilì il fondamentale programma della causa anti-apartheid.

Durante questo periodo Mandela e il suo compagno avvocato Oliver Tambo fondarono l’ufficio legale Mandela e Tambo fornendo assistenza gratuita o a basso costo a molti neri che sarebbero rimasti altrimenti senza rappresentanza legale.

foto[1]Coordinò la campagna di sabotaggio contro l’esercito e gli obiettivi del governo, ed elaborò piani per una possibile guerriglia per porre fine all’apartheid.

Raccolse anche fondi dall’estero per il MK, e dispose addestramenti para-militari, visitando vari governi africani.

Nell’agosto 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana, in seguito a informazioni fornite dalla CIA, notizie che però lo stesso Mandela nella sua biografia ritiene non attendibili, e fu imprigionato per 5 anni con l’accusa di viaggi illegali all’estero e incitamento allo sciopero.
Per tutti i successivi 26 anni, Mandela fu sempre maggiormente coinvolto nell’opposizione all’apartheid, e lo slogan “Nelson Mandela Libero” divenne l’urlo di tutte le campagne anti-apartheid del Mondo.

Mentre era in prigione, Mandela riuscì a spedire un manifesto all’ANC, pubblicato il 15 giugno 1980. Il testo recitava:

« Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l’incudine delle azioni di massa
e il martello della lotta armata dobbiamo annientare l’apartheid! »
(Nelson Mandela)

Rifiutando un’offerta di libertà condizionata in cambio di una rinuncia alla lotta armata nel febbraio del 1985, Mandela rimase in prigione fino al febbraio del 1990. Le crescenti proteste dell’ANC e le pressioni della comunità internazionale portarono al suo rilascio l’11 febbraio 1990, su ordine del Presidente sudafricano F.W. de Klerk, e alla fine dell’illegalità per l’ANC. Mandela e de Klerk ottennero il Premio Nobel per la pace nel 1993. Mandela era già stato in precedenza premiato con il Premio Lenin per la pace nel 1962 e il Premio Sakharov per la libertà di pensiero nel 1988.

Durante la sua detenzione, durata appunto 26-27 anni, Mandela lesse molti testi, poemi, poesie, liriche, libri in lingua afrikaner (olandese) e inglese, lingua che nel corso della detenzione imparò a perfezione.

In particolare come spiegò il presidente dopo l’elezione come capo-guida della Repubblica del Sud Africa, una poesia in inglese del poeta Britannico William Ernest Henley, del 1875, dal nome Invictus, dal latino
“invincibile”.
Questa poesia per Mandela è stata la principale causa del suo continuare la vita in prigione nell’arco di 26 lunghi anni.

La poesia viene anche presa come fonte d’ispirazione per il lungometraggio di Clint Eastwood, Invictus, con la partecipazione dell’attore Matt Damon, nel ruolo del capitano degli Springbok, anno 1990-1995, François Pienaar, e di Morgan Freeman.
Presidenza dell’ANC e presidenza del Sudafrica

Divenuto libero cittadino e Presidente dell’ANC dal luglio 1991 al dicembre del 1999, Mandela concorse contro De Klerk per la nuova carica di presidente del Sudafrica e vinse, diventando il primo capo di stato dal
maggio 1994 al 1999.

Il 18 luglio 1998, giorno del suo ottantesimo compleanno, si sposò (per la
terza volta) con Graca Machel.

Durante la sua presidenza ricevette moltissimi premi ,dal suo e da altri
paesi, tra cui:

Gran Maestro dell’Ordine della Buona Speranza
Ordine di Mapungubwe in Platino

— 10 dicembre 2002
Onorificenze straniere
Compagno Onorario dell’Ordine dell’Australia (Australia)

— 9 giugno 1999
Cavaliere di I Classe dell’Ordine della Stara Planina (Bulgaria)
Compagno Onorario dell’Ordine del Canada (Canada)
«È un simbolo universale del trionfo sull’oppressione che ha ispirato le persone in tutto il mondo a lavorare per porre fine pacificamente all’intolleranza e all’ingiustizia.

Figura torreggiante nella transizione dall’apartheid alla democrazia in Sudafrica, che è emerso
come uno dei più grandi e umanitari statisti di questo secolo, riconosciuto in tutto il mondo per la sua dignità, la forza morale, e l’integrità.
La sua lotta, lunga tutta la vita, per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza garantisce la sua presenza nei libri di storia delle generazioni a venire.»

— nominato il 3 settembre 1998, investito il 24 settembre 1998
Collare d’Oro dell’Ordine olimpico (CIO)
Ordine di José Martí (Cuba)
Cavaliere dell’Ordine dell’Elefante (Danimarca)

— 18 febbraio 1996
Gran Cordone dell’Ordine del Nilo (Egitto)

— 1997
Membro Onorario dell’Ordine della Giamaica (Giamaica)
Bharat Ratna (India)

— 1990
Cavaliere dell’Ordine del Leone d’Oro di Nassau (Lussemburgo)

— 1999
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Nazionale del Mali (Mali)
Gran Croce dell’Ordine dell’Aquila Azteca (Messico)

— 2010
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine Reale Norvegese di Sant’Olav
(Norvegia)

— 1998
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Leone d’Oro di Nassau
(Paesi Bassi)

— 1999
Cavaliere di I Classe dell’Ordine del Pakistan (Pakistan)

— 3 ottobre 1992Cavaliere dell’Ordine del Sorriso (Polonia)
Gran Collare dell’Ordine dell’Infante Dom Henrique (Portogallo)

— 9 marzo 1996
Membro Onorario dell’Ordine al Merito (Regno Unito)

— 21 marzo 1995
Balivo di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni (Regno Unito)

— 2004
Grande Stella dell’Ordine della Stella dell’Amicizia tra i Popoli
(Repubblica Democratica Tedesca)

— 1984
Medaglia presidenziale della libertà (Stati Uniti)

— 2002
Ordine dell’Amicizia (Russia)

— 1995
Premio Principe delle Asturie per la cooperazione internazionale (Spagna)

— 1992
Collare dell’Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)

— 1999
Cavaliere dell’Ordine dei Serafini (Svezia)

— 3 marzo 1997
Cavaliere di I Classe dell’Ordine di Jaroslav il Saggio (Ucraina)

Il 28 marzo 2013 viene ricoverato in un ospedale di Pretoria per una grave infezione polmonare, connessa ad una tubercolosi subita durante il periodo di prigionia; viene dimesso dopo pochi giorni, il 6 aprile 2013.
Due mesi dopo, l’8 giugno 2013, viene nuovamente ricoverato in condizioni preoccupanti ma stabili.
Nella notte del 24 giugno 2013 le condizioni di Madiba si aggravano notevolmente, sempre in relazione alla grave infezione polmonare connessa alla vecchia tubercolosi.
La mattina del 27 giugno, la famiglia viene convocata d’urgenza all’ospedale di Pretoria.
La figlia maggiore, Makaziwe, ha parlato alla radio pubblica SABC, dichiarando: “Non voglio mentire, mio padre è in uno stato molto critico”.
“Può accadere da un momento all’altro”- ha annunciato la
primogenita di Madiba -.
“Papà è ancora tra noi”rispondendo al contatto. “Dio sa
quando sarà il momento,
aspettiamo con lui, con papà, che è ancora con noi aprendo gli occhi e
reagendo quando viene toccato”.

Il 4 luglio 2013 viene dichiarato in stato vegetativo permanente, ma la notizia viene successivamente smentita.

Nelson Mandela è morto il 5 dicembre 2013 nella sua casa di Johannesburg; a darne per primo l’annuncio è stato il presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, in diretta televisiva.

“Sono padrone del mio destino.

Capitano della mia anima.”

-Nelson Mandela-

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