• lunedì , 30 Novembre 2020

Cannabis per tutti!(?)

Ordine del giorno: decreto per la liberalizzazione della marijuana approvato ieri dalla Giunta del Comune di Torino per 15 voti a favore contro 13 contrari; ora non resterà che discuterne a Roma in Parlamento. Diciamocelo, l’idea di un’Italia patria dei coffee shops coglie un po’ di sorpresa, eppure sembra che questa via stia contagiando sempre più Paesi in tutto il mondo: oltre all’emblematica Amsterdam (Olanda) e il più recente Colorado, gli altri Stati in cui l’uso è legale sono già quattro: Washington (USA), UruguayCorea del NordBangladesh; numerosi sono, invece, quelli in cui l’uso è consentito per uso terapeutico, come Canada, Israele Lussemburgo.

Anche qui a Torino è stato proposto di legalizzare la cannabis solo a fini medici, ma i Consiglieri hanno votato in maggioranza per la scelta più drastica, «che invita il Parlamento ad affrontare il passaggio da un impianto di tipo proibizionistico a un impianto di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe cosiddette leggere». Un tema delicato, che già da qualche tempo è sotto gli occhi dei vari politici e degli specialisti; ancora una volta, il motivo principale di questo “ripensamento” sulla politica del proibizionismo è di tipo economico: rendere il commercio della marijuana monopolio di Stato farebbe fruttare 10 miliardi di euro, senza contare che gli oltre 9000 detenuti che uscirebbero dalle carceri porterebbero ad un risparmio di 1.124.640 euro al giorno. Al di là del problema etico-sociale, questa manovra permetterebbe di aumentare gli introiti delle casse dello Stato, in un periodo di crisi dove ogni entrata in termini di denaro può essere di grande aiuto… sempre che le autorità riescano ad evitare intrusioni da parte della malavita. La Liguria, in compenso, si è già offerta di farsi “prima produttrice” di cannabis”100% qualità italiana”, con la proposta di coltivarla nei territori della Regione.

C'è chi contesta, come Domenica Genisio (Pd), il fatto di rendere questa sostanza alla portata di tutti i giovani: «Io contesto l'idea che per un ragazzo sia un po' più facile affrontare la vita fumando uno spinello. Magari gliela rendiamo più facile per qualche ora. Ma poi?». Resta il fatto che già un adolescente su cinque fa uso di marijuana.

[box] Foto: C’è chi contesta, come Domenica Genisio (Pd), il fatto di rendere questa sostanza alla portata di tutti i giovani: «Io contesto l’idea che per un ragazzo sia un po’ più facile affrontare la vita fumando uno spinello. Magari gliela rendiamo più facile per qualche ora. Ma poi?». Resta il fatto che già un adolescente su cinque fa uso di marijuana. [/box]

Per quanto riguarda l’effetto che si avrebbe sui consumatori, pensiamo che coloro che già ne fanno uso continueranno a farne, mentre chi non si è mai interessato a tale “merce” resterà indifferente al cambiamento. Alberto Consoli (dipartimento di Patologia delle dipendenze dell’Asl To2), sottolinea, invece, in un’intervista concessa al quotidiano La Stampa, che, seppur sia difficile azzardare previsioni, si potrebbe verificare lo stesso fenomeno del gioco d’azzardo, la cui «legalizzazione ha creato una grandissima facilitazione all’accesso». Le opinioni sono controverse; è pur vero che, come sottolinea Federico Varese, «secondo uno studio delle Nazioni Unite, l’Italia è al secondo posto nella lista di Paesi con il più elevato consumo di cannabis al mondo»: il 20% della popolazione ne ha fatto o ne fa regolarmente uso, e lo stesso il 19,8% dei giovani, con età media 15 anni… Permetterne la vendita e l’uso rimedierebbe la situazione? Legalizzarla per poi porre infinite limitazioni di quantità d’assunzione e età avrebbe lo stesso senso? C’è anche da chiedersi se come Paese siamo abbastanza organizzati per gestire questo commercio e i possibili disagi che esso provocherebbe? Abbiamo già troppi problemi lasciati irrisolti… Siamo davvero ad un livello di amministrazione solido come Stati Uniti e Olanda?

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