• venerdì , 25 Settembre 2020

Un ovale e tanta passione

 Questa volta non si parla di calcio, ma di rugby. Uno sport apparentemente di pura violenza, che andrebbe tuttavia ammirato nella sua spettacolarità. Ogni partita è storia, ogni giocatore è un eroe, il campo è terreno di battaglia e l’obiettivo è giungere nel cuore del territorio nemico.

Proprio in questi giorni, si sta giocando l’attesissimo torneo Sei Nazioni, che vede sfidarsi Inghilterra, Scozia, Irlanda, Galles, Francia e Italia.

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Sono gli azzurri a giocare la prima partita del torneo al Millenium Stadium di Cardiff. L’incontro si chiude con una vittoria degli avversari gallesi. Si tratta comunque di un parziale successo: la nostra nazionale si è trovata di fronte la temibile squadra vincitrice delle ultime due edizioni del torneo. Al 4° minuto un errore di Esposito porta il gallese Cuthbert a segnare subito la prima meta. Per il resto, una partita ben giocata: Campagnaro, il giovane giocatore proveniente dall’under 20, eletto Man of the match, porta a casa due mete. Il risultato finale è un’orgogliosa sconfitta di soli 8 punti (23-15).

Dopo questo primo risultato, gli azzurri volgono immediatamente gli occhi alla successiva partita e si preparano a sfidare la squadra francese. Memori delle storiche vittorie del 2011 (22-21) e del 2013 (23-28), sperano di portare a casa la partita. Dopo un primo tempo giocato con destrezza, non permettendo alla squadra avversaria di segnare alcuna meta, l’Italia sembra abbassare un po’ la guardia, e subisce tre mete nei primi undici minuti del secondo tempo, che portano la squadra irrimediabilmente in svantaggio. Neanche questa volta riesce a dominare la partita, che si chiude con un 30-10 a favore dei transalpini.

Ma i risultati, all’apparenza deludenti, ingannano. Ciò che l’Italia sta cerando non è la vittoria nelle singole partite, ma un miglioramento per il futuro della squadra.

Abbiamo intervistato il nostro ex-allievo Davide Collodoro, rugbysta ed appassionato, per qualche domanda riguardo a questo inizio di torneo e alle aspettative prossime:

Davide, quali erano gli obiettivi prefissi prima dell’inizio del torneo?

L’obiettivo era quello di prepararsi in funzione del mondiale mettendo in campo una squadra nuova, composta sia di giocatori di esperienza sia di giocatori giovani.

Sotto questo punto di vista, stiamo riuscendo bene?

Sicuramente. Un chiaro esempio è Campagnaro, proveniente dall’under 20, che nella prima partita ha segnato due mete ed è stato eletto uomo partita.

Qual è la tua opinione riguardo alla partita contro il Galles?

E’ stata una partita soddisfacente. Abbiamo avuto passivo di 8 punti contro i campioni in carica, e la squadra ha giocato bene sia in difesa sia in attacco. Secondo me è un successo non nell’immediato, ma in funzione del mondiale.

Riguardo all’incontro con la Francia, invece?

Il risultato è stato deludente. Gli avversari avevano una squadra con nuovi innesti, che ci ha causato molte difficoltà inaspettate.

Abbiamo tenuto bene il primo tempo…

E’ vero, ma nel rugby il primo tempo è molto relativo: le grandi squadre si vedono nel secondo tempo.

Da parte dell’Italia qual è stato l’errore?

Da parte nostra, direi che al primo errore, nel secondo tempo, si è spento l’entusiasmo, e di conseguenza la squadra non ha giocato al massimo delle forze.

Alla luce dei risultati di queste due partite, quali sono le aspettative per la prossima partita, contro la Scozia tra due settimane?

Non manca l’ottimismo: sia l’allenatore sia i giocatori sperano in una vittoria. Abbiamo perso due partite, ma da queste i nostri giocatori trarranno un miglioramento. Inoltre, la Scozia, l’unica squadra del nostro livello, sta giocando male. Si tratta, forse, dell’unica partita del torneo che possiamo portare a casa. 

Come vedi l’Italia nel prossimo mondiale, nel 2015?

Al mondiale arriverà molto più preparata, con una mischia quasi perfetta. I risultati saranno senza dubbio migliori di quelli ottenuti lo scorso mondiale, nel 2011.

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