• sabato , 31 Ottobre 2020

Conosciamo Don Bosco!!!

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Statua di Don Bosco

Siamo partiti alle 8.30 e abbiamo preso l’ autobus 52, che ci ha portati a destinazione. Una statua di Don Bosco sembrava accoglierci, cosa che ci ha fatto notare il professor Manzo appena entrati nella costruzione. Il professore ci ha raccontato alcuni episodi della vita vita del Santo, soprattutto di quando cercava un posto dove far giocare i suoi ragazzi, molti dei quali evasi dal carcere. Ci ha raccontato inoltre di quando il signor Pinardi ha donato la cappella Pinardi a Don Bosco. Dopodiché ci siamo divisi nel gruppo dei ragazzi e in quello delle ragazze; noi maschi abbiamo seguito la prof.ssa Fraire che, per farci capire meglio  il racconto del prof. Manzo, ha dato da recitare ad alcuni di noi copioni sulla vita del Santo, mentre ci spostavamo verso la cappella Pinardi.

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La cappella Pinardi

Fuori da essa abbiamo terminato la nostra scenetta, e poi siamo entrati per vedere il luogo in cui Don Bosco è stato per molto tempo. All’interno la professoressa ci ha spiegato che all’ inizio quello spazio era piccolo e sporco, ma alla fine, aggiustandolo un po’, è riuscito a far sì che contenesse qualche centinaia di ragazzi. Lui lì dentro predicava e insegnava a tutti loro a leggere e scrivere, ma li spingeva anche a lavorare di meno e a divertirsi, cosa che a Don Bosco procurò molti nemici. La professoressa ci ha raccontato anche che una volta dalla finestra della cappella è entrato un proiettile, ma esso ha solo bucato la sua tonaca.

Dopo siamo usciti e abbiamo visto le lapidi di mamma Margherita e del teologo Gio. B. Borel, davanti alle quali la professoressa ci ha svelato alcuni dettagli poco noti: ci ha detto che il teologo era il migliore amico di Don Bosco e che gli era rimasto sempre accanto, anche quando tutti pensavano che il santo fosse matto. Riguardo a Mamma Margherita ci ha rivelato che una volta Giovanni le aveva chiesto di trasferirsi a Torino con lui, e anche quando lei aveva visto la cucina piccola, sporca e malandata che avrebbe dovuto usare ha trovato il modo di pensare positivo. Ha detto infatti: “almeno qui non avrò molto da pulire!!!”.

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La chiesa di Maria Ausiliatrice

Poi siamo andati al piano superiore, dove siamo entrati in una stanzetta in cui una signora ci ha brevemente riassunto la vita di Don Bosco, mostrandoci delle foto che ritraevano la vita del Santo. Inoltre, facendoci vedere due modellini, ci ha spiegato come era Valdocco appena fondata; poi in un’altra stanzetta dove ci ha fatto vedere un modellino che rappresentava la chiesa Maria Ausiliatrice, costruita in appena quattro anni. Successivamente abbiamo visto un video che mostrava l’ opera di Don Bosco sui ragazzi del mondo.

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Il grande tappeto

 

Infine la prof.ssa Fraire ci ha fatto strada nel giro delle lapidi: un percorso in cui si ripercorrono delle “brevi storie” significative della vita del Santo. La più bella, secondo me, è quella che parla del Grigio, un cane che stava sempre con Don Bosco e che molte volte gli ha salvato la vita. Una volta una persona era andata da lui dicendogli che suo fratello stava male. Sua madre gli aveva chiesto di non andare, ma lui aveva risposto che era suo dovere visitare il fratello. Davanti alla porta il Grigio non lo fece passare. I ragazzi hanno rivelato che all’uscita c’erano due persone pronte ad accoltellarlo e l’ uomo che l’ aveva chiamato ha confessato di essere stato pagato per attirarlo in una trappola.

Dopo questa mattinata abbiamo la sensazione di essere davvero entrati a far parte della “famiglia” di Don Bosco!

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