• mercoledì , 2 Dicembre 2020

Senna: un sogno oltre il limite

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“Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita”.

Parole intense e determinate di un grande uomo, Ayrton Senna.

Il 21 marzo 2014 si commemora il 54° anniversario della nascita di Senna, il pilota automobilistico brasiliano, che con grande competitività ha ottenuto entusiasmanti risultati, scalando le vette della F1.

Il destino del giovane Ayrton inizia a delinearsi a tredici anni, quando incomincia a fare esperienza nei kart: dimostra già il suo talento emergente, vincendo campionati in questa categoria.

Dopo aver registrato vittorie appaganti in formule minori, nel 1984 Senna debutta finalmente in Formula 1, nel Gran premio del Brasile, gareggiando per la Toleman-Hart.

Il giovane pilota esibisce sin da subito la sua abilità nel destreggiare la monoposto sull’asfalto bagnato della pista, tanto da dar filo da torcere a quello che sarà il suo rivale per eccellenza, Alain Prost.

Nel 1985 l’astro nascente di Senna viene notato dalla Lotus che lo ingaggia per quell’anno. La sua prima storica vittoria si verifica nel Gran Premio del Portogallo, dove una pioggia battente mette in difficoltà i piloti, ma vede lo scatenarsi della sua impareggiabile maestria.

Prost ricorda la grande abilità di Senna: “Cercavo di attaccarlo in più punti, ma Ayrton sapeva difendersi molto bene.”

Nel 1988 passa alla McLaren che lo vede affiancato a Prost, quale compagno di scuderia.

Il pilota francese Patrick Tambay aveva definito così il Senna di quell’anno: “É una specie di scienziato. Ecco cos’è: uno scienziato. Perché non ho mai visto un pilota che si può così facilmente paragonare a quei tipi che se ne vanno in giro con la testa nelle nuvole tutti assorti in quello che stanno facendo”.

L’evento più inaspettato di quella stagione avviene nel Gran Premio di Monaco quando Senna, dopo aver dominato la gara, esce fuori strada alla curva del Portier: “Fu il momento più importante della mia carriera come protagonista, come pilota, come uomo. Quell’errore mi cambiò psicologicamente, mi diede la forza per potercela fare anche nei momenti più critici”.

Nel 1990 Prost passa alla Ferrari, ma non per questo il loro “duello” si attenua.

“Sono eccezionalmente concentrato su ogni cosa che faccio”- rivela lui stesso-” Per istinto voglio sempre andare a fondo, sviscerare ogni cosa e farla nel modo migliore”.

Conquista ben tre mondiali: nel 1988, nel 1990 e nel 1991.

Senna alla guida della McLaren

Nella foto sopra: Senna alla guida della McLaren

Nel 1994 è la volta dell’entrata alla Williams, la sua ultima scuderia.

“Pensi di avere un limite, così provi a toccare questo limite. Accade qualcosa. E immediatamente riesci a correre un po’ più forte, grazie al potere della tua mente, alla tua determinazione, al tuo istinto e grazie all’esperienza. Puoi volare molto in alto”.

Questo è il pensiero del grande campione che il 1 maggio del 1994 perde la vita durante il Gran Premio di Imola: alla curva del Tamburello esce di strada ad alta velocità, sbattendo contro un muro.

Il casco non riesce a proteggerlo dall’impatto con una sospensione, che lo ferisce alla testa.

Così finisce la corsa della sua vita, ma Ayrton continua a volare molto in alto nella formidabile storia della Formula 1.

 

 

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