• domenica , 20 Settembre 2020

Bambini ed eutanasia

Abbiamo telefonato a Francesco Ognibene, giornalista di Avvenire, che ci ha spiegato meglio la questione dell’eutanasia.

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Perchè hanno approvato una legge sull’eutanasia dei minori in Belgio e non in Olanda? 

Il Belgio è stato il primo Paese ad approvare una legge che consentiva l’eutanasia in casi disperati nel 2002, quindi era prospettabile un allargamento di questa legge anche in altri casi. La storia, d’altronde, ci insegna che  quando vengono meno i principi fondamentali (come il rispetto della vita umana) le conseguenze sono immediate e difficilmente controllabili: insomma tutto degenera in fretta.

Com’è la situazione in Belgio, ora?

In Belgio c’è un numero crescente di casi di eutanasia, che in molti casi si applica senza il consenso dei pazienti (succede ad esempio a persone in coma o agli anziani malati terminali, così i famigliari possono ridurre i costi dell’assistenza). Nel caso dei bambini la situazione è molto dibattuta: la legge dice che i bambini debbono dare il loro consenso, ma è molto difficile che essi riescano a comprendere la loro situazione. Potrebbero acconsentire a questa pratica leggendo il desiderio negli occhi dei genitori, e in generale potrebbero  facilmente essere condizionati.

Ci sono casi simili in Italia?

In Italia non esistono casi simili documentati; ci sono rari casi in cui un malato terminale si suicida lasciando un biglietto in cui esprime il desiderio di una legge simile, ma non sono documentati. Ci sono casi di cui si parla in Italia di “eutanasia nascosta”, ma non sono altro che casi di desistenza terapeutica, in cui i dottori, vedendo che le cure non sortiscono l’effetto desiderato decidono di interrompere la terapia.

Com’è la situazione degli obiettori di coscienza?

In Italia non esiste l’eutanasia, quindi non esistono veri e propri “obiettori di coscienza” per questo tema ma ne esistono molti per l’aborto. Nel nostro Paese ora il 70% dei medici è un obiettore di coscienza, contro il 30% di medici praticanti l’aborto: in media ne effettuano 1,4 alla settimana. In Italia gli aborti sono in calo: l’anno scorso ne sono stati praticati all’incirca 110mila, e ogni anno il numero decresce.

 Lettera immaginaria di una bambina malata: pensieri sulla vita, la morte, la famiglia, gli amici.

Sono in ospedale da quando ero piccola, in un posto con molti altri bambini: nel nostro reparto ci sono sempre tante persone gentili, e le infermiere ci danno sempre dei bei giocattoli per farci distrarre.

Il mio migliore amico nell’ospedale se n’è andato una settimana fa, l’hanno portato via i suoi genitori; quando ho chiesto perché se ne fosse andato le infermiere mi hanno detto che era stanco, e per lui era venuta l’ora di riposarsi… mi chiedo se lo rivedrò mai…

Qui sono abbastanza felice, certo, a volte mi sento giù perché devo prendere tante medicine; per fortuna però i miei genitori mi stanno sempre vicino, mi sento sempre contenta quando arrivano da me.

Ho parlato con la mamma del mio amico, quello che se n’è andato, le ho chiesto se lo rivedrò, e mi ha detto che lo potrò fare, tra un po’… Poi mi ha anche detto che, se mai anche io sarò stanca, e non vorrò più stare qui basterà che glielo dica; ma io non sono stanca, a me piace vedere la mia mamma, le infermiere, giocare… L’unica cosa che mi spaventa è che il dolore di recente è diventato più forte, ma so che i miei genitori mi aiuteranno sempre e poi… non voglio separarmi da loro!”

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