• domenica , 27 Settembre 2020

Come si taglia la democrazia

Doppio

È guerra!

Questi erano gli slogan esposti dai giornali nel 1939, quando è iniziata la Seconda Guerra Mondiale.
Da allora il suolo dell’Europa, fatta forse eccezione per le pulizie etniche dei Balcani e la recente crisi in Crimea, non ha più subito alcuna devastazione dovuta a questa terrificante macchina “sola igiene del mondo”, almeno secondo i fascisti. Eppure in Paesi lontani e perlopiù dimenticati dall’Occidente si combatte ancora, forse non una guerra mondiale, ma è pur sempre violenza, devastazione e morte.

Morte.

Un’altra parola terribile, il cui suono è subito collegato al pianto, alla tristezza e alla disperazione. Una bara è un lusso per tutti i caduti nelle guerre dei Paesi in via di sviluppo, in particolare l’Africa, dove centinaia di cadaveri, perlopiù bambini soldato, restano privi di sepoltura, e alle madri, spesso già vedove per un conflitto precedente, non resta che piangere su un’idea, su un ricordo del loro bene più prezioso.

E_Guerra

Tra le due guerre del Congo, la guerra nella Repubblica Centrafricana e gli scontri in Libia e in Egitto, l’Africa è sicuramente il continente che ha ospitato il maggior numero di guerre nella storia moderna e contemporanea. Ed una delle guerre più sanguinose, più lunghe e più disperate è la Guerra in Sierra Leone, iniziata nel 1991 a causa degli scontri tra i ribelli e le forze governative.

Per quanto ufficialmente si sa, gli scontri si sono conclusi nel 2002 con la vittoria del governo, ma nella realtà ancora oggi questa terribile guerra civile si protrae attraverso una guerriglia senza sosta dei ribelli, paragonabili ai Vietcong della Guerra del Vietnam in quanto ad audacia e resistenza.
Si tratta anche di una delle guerre più sporche mai viste dalla storia: il largo uso di bambini soldato, come John, la cui testimonianza ha colpito i ragazzi di Valsalice, le droghe e la crudeltà applicata da entrambe le fazioni simile al Terrore della Guerra Civile Russa dal 1918 al 1921, sono riusciti a uccidere più di 60 mila persone, senza contare i dispersi, gli invalidi e i mutilati.

Nel caso specifico di John, che probabilmente vale anche per tutti gli altri bambini soldato del caso, i ribelli hanno incendiato la sua casa, bruciando i suoi genitori e costringendo lui e suo fratello ad arruolarsi nelle loro file alla “veneranda” età di 9 e 15 anni.
Il metodo più usato dai ribelli per costringere i soldati a combattere, stando al racconto, è quello di riempirli di droga, probabilmente stimolanti, come la cocaina, per dargli quell’euforia e quell’aggressività in più utilissime alla creazione del soldato perfetto, obbediente, forte e avido di uccidere.

Questo è ciò che è accaduto al fratello di John, ed è questo che lo ha trascinato, dopo la loro fuga, a combattere nella guerra in Libia dalla quale non è più uscito.

Ciò che invece ha salvato John è stata la Bibbia, o più precisamente la fede: ciò per cui lui ringrazia è di essersi convertito. È nei momenti più difficili che la fede ti salva, come quando John ha dovuto amputare la mano del suo migliore amico per evitare di perdere la propria.

Mano_Armata

Sembra infatti che la tortura più alla moda applicata dai ribelli nella guerra civile sia quella di amputare le mani ad ogni presunto nemico della loro causa.
Il motivo è piuttosto semplice: eliminando le mani si elimina lo strumento attraverso il quale si vota.
Se non puoi scrivere la tua scheda, decidere chi mandare al governo e metterla nel raccoglitore, allora non puoi più esercitare il tuo diritto di voto.
In una parola, si instaura una dittatura.
Nel mezzo di urla, rantoli, esplosioni e spari la disperazione, la tristezza e il dolore trovano largo spazio e approdo sicuro.
Nonostante i morti, nonostante il terrore, nonostante la pace ufficiale, la Sierra Leone continua a stupire i suoi abitanti: non solo uccidendo i più giovani, lasciando ai vecchi una vita più lunga e più infelice, ma anche eliminando le mani degli innocenti, che si sacrificano nel nome di una delle ventinove guerre in corso nel mondo, senza nessuno che li ricorderà mai.

Sono le mani a costruire il mondo.
Sono le mani che creano il futuro.
Sono le mani che ci consentono di sfamarci.
Amputare le mani significa tranciare il futuro.

Così si taglia la democrazia.

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