• lunedì , 26 Ottobre 2020

Pellegrinaggio sui passi di Domenico Savio

images (4)Lunedì 31 marzo i ragazzi e le ragazze di seconda media hanno visitato i  luoghi in cui Domenico Savio, allievo di San Giovanni Bosco, ha vissuto. Appena dopo l’appello in classe alle ore 8.00, accompagnati dal salesiano Michael Pagani, dai professori Giubergia, Canavero e dall’educatrice Concetta, gli studenti sono saliti su di un pullman privato a due piani, in direzione San Giovanni di Riva presso Chieri. Dopo quarantacinque minuti di viaggio, tra curve e tornanti, gli alunni sono finalmente giunti alla meta.

In un primo momento entrambe le classi si sono riunite accanto ad una statua dedicata a Domenico ed hanno iniziato la giornata recitando tutti insieme  il Salmo numero 103. Dopo la preghiera d’inizio, il professor Pagani ha spiegato che il segreto della santità di Domenico era rimanere allegri: infatti, proprio come diceva l’incisione sul muro accanto alla statua, era uno degli allievi più allegri che Don Bosco avesse mai avuto. Dopo essere stati divisi in due gruppi, le classi hanno visitato la casa natale di Domenico Savio, dimora in cui egli ha vissuto durante il suo primo anno di vita. L’abitazione era composta da non più di quattro camere, disposte su due piani collegati tra  loro da una ripida scala (probabilmente introdotta dopo la morte di Domenico). Al piano inferiore si trova una piccola sala ora adibita a cappella; al piano superiore troviamo altre due stanze: nella prima le pareti erano tappezzate da quadri rappresentanti la vita di Domenico; nella seconda sala, in cui è nato Domenico, che era anche la stanza del cucito della madre, vi erano alcuni utensili della mamma (ferri da stiro, aghi, forbici…) ed una culla dell’epoca. Nel giardino accanto alla casa, vi è una meridiana in onore di Domenico Savio, e sopra la scritta “Vola con me nel tempo di Dio…”.

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Dopo aver visitato la casa natale di Domenico Savio, i ragazzi hanno proseguito in pullman per Mondonio (frazione di Castelnuovo). Il primo monumento che i ragazzi hanno visitato e stata la cappella di San Sebastiano, chiesetta in cui è stato inizialmente sepolto Domenico (prima di essere trasferito a Torino). Dopo aver percorso un breve tratto di strada, gli alunni hanno visitato la casa in cui Domenico è morto santamente, all’età di quattordici anni. In un angolo della prima IMG_0083sala vi erano adagiati dei fiori, per commemorare la morte di Domenico avvenuta in questo preciso punto. Visitando la casa, si potevano osservare le stanze in cui Domenico aveva vissuto: l’officina di suo padre (un fabbro), la stanza del cucito, la cucina, la stanza del focolare… Dopo un’accurata visita della dimora, i ragazzi hanno proseguito il tragitto, giungendo alla scuola di Domenico. Nella classe di Domenico vi erano oggetti dell’epoca: lavagne, banchi, il vestito del maestro, la stufa… Quando Domenico non aveva ancora compiuto dieci anni, successe un avvenimento che lo portò alla conoscenza di Don Bosco.

Era inverno. Fuori faceva molto freddo e nevicava. Come in ogni paesino, per assicurarsi il calore della stufa, ogni ragazzo doveva portare a scuola un ceppo di legno. Quel giorno alcuni ragazzi fecero uno scherzo a Domenico: invece di mettere della legna, introdussero della neve e, quando il maestro accese la stufa, essa scoppiò e il fumo occupò la stanza. A quel punto, il maestro infuriato chiese chi era il colpevole, così i ragazzacci incolparono Domenico e lui, umilmente, si prese la colpa, senza battere ciglio. Dopo alcuni giorni, il maestro venne a conoscenza della verità, e informò Don Bosco dell’accaduto, che, in questo modo, venne a conoscenza di Domenico. Tutt’oggi la stufa originale è ancora conservata.

Dopo un’accurata visita della scuola, i ragazzi sono scesi dal colle, hanno raggiunto il pullman e si sono diretti verso un’area ristoro, dove hanno pranzato tutti insieme. In seguito ad un momento di ricreazione, i ragazzi si sono incamminati verso Morialdo, e hanno visitato la casa in cui è vissuto per circa dieci anni. Nel giardino della casupola vi era una statua che rappresentava Don Bosco e Domenico Savio; sul muro della casa IMG_0099erano indicati i cinque propositi che Domenico fece durante la sua prima confessione (avvenuta precocemente, all’età di sette anni).

In seguito, i ragazzi si sono incamminati verso il Colle Don Bosco, dove è avvenuto il primo incontro con Don Bosco. In questa chiesetta Domenico è stato chierichetto per la prima volta. In epoche distinte si sono incontrati tre grandi personaggi: Don Cafasso, Don Bosco e Domenico Savio. Nella stanza adiacente alla chiesetta, Don Calosso spiegava a Giovanni Bosco alcune materie, per essere ammesso alla scuola di Chieri (tutt’oggi sono ancora conservati il tavolo e la sedia originali).

Per concludere in bellezza la giornata, i ragazzi sono tornati nel Tempio e hanno riflettuto sull’importanza della giornata, affinché essa prepari tutti quanti ad una Santa Pasqua.

 

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