• sabato , 26 Settembre 2020

La nuova scuola secondo Maria Teresa Martinengo

Il Salice ha intervistato la cronista de La Stampa Maria Teresa Martinengo sul rapporto tra i ragazzi e la scuola di oggi. Martinengo cura la pagina “Scuola”, in edicola al giovedì sul quotidiano torinese.

Maria Teresa Martinengo

Maria Teresa Martinengo

Come sta cambiando la scuola?

Premessa. La scuola nel nostro Paese è un universo fatto di una miriade di situazioni differenti ed è possibile che in uno stesso istituto convivano interessanti sperimentazioni di didattica innovativa e noiose ripetizioni di modelli sempre uguali da decenni. Pochissime risorse e praticamente nessun investimento da anni, nessuna valutazione dei docenti e delle scuole nel loro insieme, aggiornamento lasciato alla buona volontà: tutto questo produce una scuola “casuale”.

Comunque, la scuola sta cambiando, adeguandosi poco alla volta ai nuovi linguaggi che hanno ormai conquistato la quotidianità del mondo del lavoro, delle relazioni interpersonali. Lo fa a fatica perché l’età media degli insegnanti è molto alta. Servirebbe un’immissione massiccia di insegnanti giovani. Oggi, con i cambiamenti rapidissimi in corso, spesso tra docenti e studenti esiste una distanza incolmabile. I  ragazzi hanno bisogno di una didattica che permetta loro di sperimentare.

Si può notare un miglioramento o un peggioramento?

Per certi versi c’è miglioramento, per altri peggioramento. Naturalmente parlo della scuola statale. Penso alla condizione dell’edilizia scolastica, in cinque anni catastroficamente peggiorata per mancanza di risorse. Le scuole sono come le nostre case, se non le curiamo ben presto si presenteranno brutte, pericolose, inadeguate. Migliorano le dotazioni tecnologiche, ma per lo più grazie ai contributi “volontari” delle famiglie. Migliora l’interesse per le lingue e per lo studio delle discipline scientifiche.

Qual è il progetto più innovativo adottato da una scuola? 

Un progetto molto interessante che oggi è diffuso in 16 istituti tecnici industriali e professionali della provincia di Torino è quello della robotica, settore industriale che nel nostro territorio è un’eccellenza a livello mondiale e che necessita di tecnici. Chi studia meccanica, meccatronica o informatica in queste scuole può contare su laboratori attrezzati e moderni (grazie a contributi di enti).

Come sono i ragazzi di oggi che si approcciano alla scuola?

I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati, compresi ed aiutati ad esprimere le loro potenzialità. Il passaggio dalla terza media alla prima superiore oggi, con i tanti problemi che ci sono nelle famiglie,  è estremamente delicato.  Ma, mentre il sistema scolastico cerca di prestare attenzione al passaggio tra primaria e medie,  il “salto” successivo viene poco considerato. Troppi insegnanti delle superiori ritengono di trovarsi di fronte a “giovani adulti”, mentre è così solo per una minima percentuale di studenti. Mi sembra poi che in molti ragazzi ci sia più serietà nello studio oggi di quanta ce ne fosse quando ho iniziato ad occuparmi di scuola, una quindicina di anni fa. E certamente questo vale se il confronto è fatto con la mia generazione, al liceo negli anni ’70.

WwSalice Speciale Scuola

[box type=”info”] Anche “La Stampa” parla di WWSalice: clicca qui per leggere l‘articolo che commenta la puntata sulla scuola. [/box]

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