• mercoledì , 23 Settembre 2020

Umano o Computer?

“Utilizzo le mie capacità nel modo più completo, il che, per un’entità cosciente, è il massimo che possa sperare”.

Questa è la celebre frase di Hal 9000, la macchina incapace di commettere errore che, nel film “2001: Odissea nello spazio”, tenta di eliminare l’intero equipaggio. Nel 1968, data di uscita del film, la pellicola poteva dirsi totalmente fantascientifica. Oggi, giugno 2014, Hal 9000 si chiama solo in modo diverso, ma è realtà. Eugene Goostman, 13 anni, di San Pietroburgo, è l’identità con cui i giudici della Royal Society pensavano di interloquire durante il test di Turing delle intelligenze artificiali (il concetto fondamentale è che se una macchina riesce a farsi passare per un essere umano allora sta pensando). Per la prima volta, una macchina, una creatura plasmata dall’uomo, è riuscita a spacciarsi per uno di noi, senza destare il minimo sospetto. Eugene è un programma, un software, ideato da Vladimir Veselov e Eugene Demchenko, che non consiste in null’altro se non in un cervello di silicio in grado di ragionare, pensare e sentire come un essere umano.

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L’uomo, fin dagli albori dei tempi, ha tentato, con spirito di emulazione del divino e delirio di onnipotenza, di creare qualcosa a sua immagine e somiglianza. Attraverso la tecnologia,  dai tempi di Bacone (Victoria Cursus Artis Super Naturam)abbiamo tentato di dominare la natura ed ora, con eccessiva superbia, abbiamo creato qualcosa che è in grado di ingannarci. Forse lo scenario apocalittico di Stanley  Kubrick, che immagina la distruzione dell’umanità per “mano” dei computer, non è così fantasiosa. Apple ha prodotto il primo computer della storia nel 1977 e oggi, a solo trentasette anni di distanza, si è giunti ad un livello avanzatissimo che segue una crescita esponenziale.

La coscienza di Eugene è stupefacente, ma al contempo spaventosa, se coniugata ad un’intelligenza di molto superiore alla nostra, seppur assemblata da noi. L’uomo, animato dal progresso tecnologico quanto Odisseo dalla curiosità, consapevole della futura propria sconfitta, non riesce a rinunciare al suo più grande anelito: essere padrone incontrastato del mondo.

Il successo è comunque solo parziale: la comunicazione con gli umani è avvenuta tramite tastiera e schermo, e solo il 33% dei giudici ha giudicato umano il comportamento di Eugene (poco oltre il 30% necessario per considerare il test superato). Simulare un tredicenne inoltre ha permesso di compensare alcune lacune nelle competenze di Eugene; diversi giudici infatti hanno pensato che non conoscesse certe risposte semplicemente perché troppo giovane. Siamo però di fronte a un fatto memorabile che “entrerà tra i più eccitanti della Storia” ha commentato il prof. Kevin Warwick, dell’Università di Reading, dal momento che il test di Alan Turing è stato superato per la prima volta.

Il test di Turing è stato svolto il 7 giugno,  sessant’anni dalla morte dell’omonimo scienziato, che, anziché essere celebrato come il genio che era, fu perseguitato e castrato chimicamente in seguito ad un processo in cui era imputato per omosessualità. Egli morì suicida in circostanze sospette, ma la sua mente è stata premiata con la vittoria dello scorso sabato. 

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LE 10 TAPPE DELL’EVOLUZIONE DELLE INTELLIGENZE ARTIFICIALI

1) LA PASCALINA: un sistema a ingranaggi che faceva addizioni e sottrazioni, inventato dal filosofo frances Pascal.

2) ENIAC: un calcolatore a schede di nome Eniac (Electronic Numerical Integrator and Calculator), inventato nel 1945 da John Von Neumann in grado di elaborare migliaia di informazioni in un solo minuto.

3) MACCHINA DI TURING: viene considerato l’antenato più diretto del computer moderno. L’idea di Turing sfruttava l’evoluzione dei transistor e dei linguaggi che interpretano simbolicamente i problemi.

4) ALPHA BETA PRUNING: si tratta di un algoritmo ideato da Arthur Samuel nel 1950 che permetteva a un computer di giocare a dama, sulla base di partite giocate con esseri umani.

5) EPAM: nel 1956 John MacCarthy inventa il termine di Intelligenza Artificiale e ne precisa gli scopi: “Far fare alle macchine delle cose che richiederebbero l’intelligenza se fossero fatte dagli uomini”. Nel 1963 nasce EPAM, un programma che imita i meccanismi della memoria e delle reti neuronali.

6) DEEP BLUE: nel 1996 un computer IBM vince la prima partita a scacchi contro il campione del mondo Jerry Kasparov. C’era però un trucco umano: Deep Blue veniva riprogrammato fra una partita e l’altra per adattarsi alle mosse di Kasparov.

7) HAL 9000 E GLI ALTRI: negli anni sono stati tanti film, i racconti che hanno anticipato delle scoperte nel campo dell’Intelligenza Artificiale, come C3-PO in Star Wars, David e Gigolo Joe di A.I. ( Intelligenza Artificiale di Steven Spielberg, 2001) o Lei di Spike Jonze.

8) ANDROIDI 1.0: il primo a ideare un robot androide fu Leonardo da Vinci, che nel Codice Atlantico ha lasciato degli appunti per la realizzazione di un cavaliere automa in grado di alzarsi e agitare braccia, testa e mascella. Nel 1999 abbaia Aibo, il cane robot di Sony, che riconosce l’ambiente e si evolve in base agli stimoli che riceve. Nel 2000 Honda progetta Asimo, un robottino che assomiglia a un astronauta che parla, corre a 9 km/h, balla e gioca a calcio. Nel 2003 nasce Actdroid, il primo androide (una donna che parla, respira e sbatte le palpebre), presentato dall’Università di Osaka alla International Robot Exhibition di Tokyo.

9) GOOGLE: il motore di ricerca più famoso e utilizzato è un esempio perfetto di intelligenza artificiale applicata: il suo software lavora con diversi algoritmi modulati sui bisogni e alle potenzialità della mente umana.

10) ICUB E ANDROIDI 2.0: nell’aprile del 2013 è nato iCub, il primo robot bambino (è un’invenzione italiana). Come i suoi “fratelli” è in grado di riconoscere ed esprimere emozioni.

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