• lunedì , 30 Novembre 2020

Quanto è bella giovinezza

La gioventù, periodo memorabile della vita di ogni uomo: progetti per il futuro in abbondanza, grandi speranze e desiderio di crescere per dare inizio a una vita tutta da sperimentare.

Secondo l’opinione comune, essere giovani è assai più semplice rispetto al duro confronto con l’età adulta: non è raro sentire rimpiangere i bei tempi passati oppure ricevere il consiglio di sfruttare nel modo più completo questi anni, i migliori della vita, che una volta trascorsi, sono impossibili da recuperare. Gli amici, le feste, la scuola, vissuta in allegria insieme a compagni, con cui formare una squadra, sempre pronta ad aiutare tutti i suoi componenti. Queste sono le immagini associate ai ragazzi: una quotidianità serena e spensierata.

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Ingenuamente,  si pensa che questa condizione sia la normalità, ma, al contrario, si tratta di una rarità. La vita perfetta è riservata a pochi, mentre la maggior parte affronta spietate battaglie. Non è un caso poco frequente, ascoltare le storie di adolescenti esclusi, colpiti dal bullismo, che, ormai, non è ristretto all’interno del mondo reale, ma sconfina anche in quello virtuale. Non sono racconti di fantasia, ma frammenti di vita di persone reali: vivere ogni giorno come un incubo, con la frustrazione, il dolore che aumentano sempre di più.

Le nuove generazioni non crescono in un ambiente sano, ma in un luogo ostile: si scontrano con una società che sembra in grado di accorgersi unicamente dei difetti e non dei pregi, delle qualità. Un mondo che si dimostra capace di svalutare, ma non di incoraggiare. Una realtà basata sul giudizio costante, spietato e la diversità non è mai ben accetta. Chi si ritrova a fronteggiare situazioni di questo tipo, entra in contatto con sensazioni pesanti da sopportare: insoddisfazione, solitudine.

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Molteplici sono i tentativi di trovare un sostegno nella famiglia o negli amici più cari, ma, spesso, questi si dimostrano sordi e ciechi davanti alle richieste di aiuto. Si giustificano, così, le tragedie legate al consumo smodato di alcool, all’utilizzo di droghe: armi pericolose, responsabili della distruzione di molte vite. Si spiega, così, la decisione di alcuni di togliersi la vita. L’unico scopo è quello si sfuggire alla sofferenza.

E i giornali si riempiono di articoli che riassumono queste vicende nei dettagli, che vengono riportati con cura: notizie lette con attenzione. Tuttavia, quando non c’è più niente da scrivere, nessuno le nomina più e vengono dimenticate. Si pensa ad altro, finchè non si verifica nuovamente qualcosa di simile e sembra impossibile evitare che episodi del genere si ripresentino. Non si interviene, almeno non quando è ancora possibile rimediare.

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Si millanta il progresso, ma poi si riscontrano casi di adolescenti che vedono nel suicidio l’unica salvezza: ancora piccoli, ma tormentati da pensieri tanto terribili. Il fallimento della società odierna non si vede soltanto nella crisi economica, nell’instabilità politica, ma nel fatto che un ragazzino senta di non aver motivo di vivere, invece di  fantasticare su come sarà bello far parte del mondo.

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