• mercoledì , 23 Settembre 2020

Il Gps delle nostre origini

Dicendo il termine “GPS” è alquanto probabile che la maggior parte della gente immagini un dispositivo elettronico di piccole dimensioni. Subito potrebbe ripensare ai viaggi interminabili in auto alla ricerca della destinazione sperata. In tal caso, l’unica fonte di salvezza è rappresentata dal valido navigatore satellitare. Per definire il Sistema di Posizionamento Globale ,in inglese “Global Positioning System”, si usa infatti il noto acronimo GPS.

Tale dispositivo è stato sviluppato già dal 1973. Molto più recente è invece il cosiddetto “GPS del DNA”.

GPS

In ambito medico-scientifico la sigla GPS è l’acronimo dell’inglese “Geographic Population System”. Indica un innovativo strumento di analisi a livello genetico. In breve,il “nuovo” GPS permette di determinare la posizione geografica dei propri antenati fino a 1000 anni fa. Studi sul “GPS DNA tracking” sono stati svolti presso l’Università di Sheffield: il coordinatore del gruppo inglese di scienziati che ha condotto la ricerca è Eran Elhalk e la dottoressa Tatiana Tatarinova dell’Università della Southern California coopera al lavoro insieme al suo team di ricercatori.

Elhalk ha più volte sottolineato la grande portata di tale strumento,all’avanguardia della tecnica. Per sapere dove sia nata una persona è sufficiente consultare il suo passaporto. Per conoscere il luogo ove si sia formato il suo DNA migliaia di anni prima,è necessario studiare le informazioni genetiche.

GPS-DNA

A partire dalla sequenza di DNA l’obiettivo è di risalire alla precisa posizione geografica degli antenati. Il mezzo con cui raggiungere tale obiettivo è l’associazione cromatica. A ogni popolazione viene associato un colore. Ad esempio, mescolando le popolazioni blu e rossa si ottiene quella viola. Il GPS riconosce tali mescolanze, così da evidenziare che più mescolanze di colori (sfumature) sono indice di più mescolanze di popolazioni. Spiegano i ricercatori che è stato raggiunto un modello di GPS a partire dall’analisi di più di 100000 “firme genetiche”. Tali firme sono dette “Aim” (ancestry-informative markers) nel linguaggio scientifico, un gruppo di poliformismi del DNA. Le caratteristiche del DNA mutano notevolmente secondo le diverse regioni geografiche di origine dei soggetti analizzati.

Gli scienziati hanno trovato una forte relazione tra luoghi geografici e genetici. Per “tracciare l’ascendenza” si analizza la commistione, il mescolarsi di diversi caratteri genetici. Il GPS può dunque individuare l’origine biografica degli individui e la struttura geografica dei vari popoli.

Sono avvenuti significativi progressi: è possibile geolocalizzare, con sempre più precisione. Fino a qualche anno fa un genoma era localizzabile entro una distanza di 700km. Adesso può addirittura essere rintracciato il villaggio o la città di origine del genoma. L’autorevole rivista Nature Communications ha presentato i risultati emersi dalla ricerca “Elhalk-Tatarinova”in data 5 maggio 2014.musicagenoma

I potenziali usi di tale GPS sono molteplici. Il sistema avrebbe un’ottima applicazione in campo medico-scientifico. La ricerca sui geni verrebbe potenziata, permettendo una riduzione di casi clinici gravi dovuti a malattie genetiche. Il valore del GPS è riconosciuto dai biologi che intravedono un possibile miglioramento nello studio delle varie specie.  La polizia potrebbe avvalersi del modello GPS-DNA per combattere la tratta illegale di persone. Può essere usata tale tecnica da individui adottati o sopravvissuti a naufragi per ritrovare la terra d’origine. Il GPS può anche risalire alla sorgente d’origine dell’avorio, così da potenziare la lotta al bracconaggio ed al commercio illegale. Un’altra potenzialità del GPS è aiutare gli archeologi a fare mappe biogeografiche degli antichi popoli. Il popolo “Ket”in Siberia, ad esempio, conta un numero esiguo di abitanti e il metodo GPS può essere utilizzato per comprendere l’evoluzione storica degli antenati.

Le effettive utilità e precisione dello strumento sono state messe alla prova. Lo studio ha analizzato dati relativi a 20 isole dell’Oceania.

Ma tale iniziativa tecnologica ha interessato anche parte dell’Italia,in particolare la Sardegna. La prova su alcuni  sardi ha dimostrato che più di un quarto dei soggetti in analisi aveva gli antenati nel medesimo paese o al massimo ad una distanza di 50km. Tali risultati rilevati evidenziano che gli spostamenti sulle isole (Oceania e Sardegna) sono minori rispetto alle zone continentali.

“Da dove vengo?” è una domanda da sempre centrale e ricorrente negli esseri umani. Se in passato suscitava una sorta di mistero affascinante, da qualche anno il mistero sta svelandosi.

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L’analogia tra il comune GPS ed il più moderno è piuttosto evidente. Il primo da un punto di partenza (posizione originaria) stabilisce una rotta verso un punto d’arrivo (destinazione). Il secondo procede al contrario dall’arrivo (condizione presente del soggetto) alla partenza (origine passata del soggetto).

Nel GPS-DNA il meccanismo di funzionamento è lo stesso del noto GPS. Sembra proprio che per sapere dove si sta andando,che sia in avanti o all’indietro,sia basilare conoscere da dove si viene , o meglio, proviene.

 

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