• lunedì , 30 Novembre 2020

Lavorare a 14 anni

Il lavoro minorile è un  tema molto discusso e particolarmente sentito dalla comunità occidentale.

Nel mondo occidentale infatti l’uso dei minori come lavoratori fu abbandonato nel corso del XX secolo mentre in altri continenti questa pratica è tutt’ oggi in uso.

In Asia , Africa e Sud America milioni di bambini vengono sfruttati in campi agricoli, miniere e industrie di vario genere. La maggior parte dei minori è impiegato nel settore primario, cioè l’agricoltura, circa il 58% secondo i dati dell’agenzia ILO mentre circa il 30%  è occupato in servizi domestici e non, come ad esempio il volantinaggio. Solo  7,2% circa lavora nelle industrie.

L’utilizzo dei bambini da parte dei datori di lavoro è spiegabile dal punto di vista tecnico (per alcuni lavori la caratteristiche morfologiche dei ragazzi sono più adatte ) ma soprattutto dal punto di vista più puramente economico dato che la paga di un ragazzino è di svariate volte più basse rispetto a quella di un adulto.

bambini che lavorano

I bambini invece sono costretti a lavorare  dalla povertà spesso  causata dalla morte o dalla malattia di uno dei genitori.

Le lotte di molte associazioni come l’ Unicef  hanno ridotto notevolmente il numero di bimbi-lavoratori compresi nella fascia di età 15-17 anni. Sempre seguendo  i dati dell agenzia  ILO si è passati dai 246 milioni di piccoli lavoratori del 2000  ai circa 160 milioni del 2012 che rappresentano il 10% circa rispetto alla popolazione totale dei minori. Sebbene i dati possano essere considerati tutto sommato positivi la strada per l’abolizione di questa pratica è ancora lunga.

Un caso anomalo rispetto al resto il mondo è costituito dalla Bolivia . Nel paese sudamericano infatti, nei prossimi giorni , il parlamento approverà una legge per abbassare l’età legale per lavorare a 14 anni o addirittura a 10 in caso di iniziativa volontaria.  La riforma può sembrare un omicidio della spensieratezza a prima vista ma in verità è stata fortemente voluta dall’ Unatsbo (Sindacato dei Bambini Boliviani ) con numerose proteste e scontri in varie città del paese. La proposta avanzata dal Sindacato dei Bambini Boliviani prevede un orario lavorativo di 8 ore, delle quali 2 sono da trascorrere a scuola obbligatoriamente . La legge ha convinto,  nonostante qualche riluttanza, anche il presidente Evo Morales che tra l’altro ha passato l’infanzia pascolando i lama sulle Ande e che ha mandato i suoi stessi figli in campagna a “farsi le ossa”.

Il caso boliviano è causato dalle radicate tradizioni lavorative di questo popolo che  considera il lavoro minorile una cosa normale, anzi anche il presidente Evo Morales  dopo aver accettato la proposta di legge ha detto: ” Vietare il lavoro ai bambini è come negar loro una coscienza sociale “. 

In generale il lavoro minorile può essere fermato dai governi dei vari paesi del mondo con investimenti maggiori nell’istruzione e  nella politica di protezione sociale, a meno che il lavoro minorile non  sia una normalità per la gente del luogo, in quel caso bisogna assecondarlo proteggendo i ragazzi, proibendo i lavori più pesanti e istituendo diritti per i lavoratori più giovani pari a quelli adulti.

 

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