• mercoledì , 23 Settembre 2020

Questione di gas

Fallita la mediazione tentata da Bruxelles, i tecnici di Gazprom (la più grande compagnia russa con circa il 70% del gas venduto)  hanno chiuso le loro forniture all’Ucraina. Infatti questa ha un debito di circa 4,5 miliardi di dollari col colosso energetico russo. Le due parti, reciprocamente ostili, si sono denunciate alla corte di Stoccolma, rispettivamente per mancanza di pagamento e presunta strozzatura finanziaria.

Metanodotto Gaz

In passato si sono scatenate già due guerre del gas, alquanto costose: nel 2006 e nel 2009. Nessuna delle due è, tuttavia , potenzialmente pericolosa come quella che è in procinto di scoppiare. Tale contesa, infatti, avviene in un momento particolarmente di fermento per il Sud della repubblica, con i carri russi al confine. A differenza delle precedenti guerre del gas Mosca ora detiene un margine dei manovra notevolmente più ampio, forte del super contratto da 400 miliardi di dollari firmato da Putin con la Cina, infatti si sono aperti nuovi orizzonti verso oriente. Si è cioè generata una forte concorrenza. Non di poco conto è il fatto che in un solo giorno la Cina abbia acquistato tanto gas quanto la Germania, motore dell’Europa, in quaranta anni. L’Europa potrebbe non avere piu come certezza il gas russo.

gasdotto

Diversi sono stati i tira e molla fra la prima cifra da versare da parte dell’Ucraina e il resto in rate. Gazprom ha rifiutato la proposta di mediazione dove venivano proposti subito un miliardo di dollari e i rimanenti sarebbero stati sborsati in sei tranche: richiedeva subito 1,95 miliardi. La commissione, inoltre, richiedeva una distinzione stagionale, con un listino estivo e invernale rispettivamente di 300 miliardi e 385 miliardi di dollari per mille metri cubi: anche questa proposta negata dall’inflessibile gigante energetico. Nonostante l’Europa abbia minacciato sanzioni forti che, tuttavia, preferirebbe non attuare, la situazione è pericolosamente in stallo. Il 27 giugno è stato firmato la seconda parte dell’accordo di partenariato con l’Ue da parte dell’ucraina, soddisfacendo economicamente le richieste, anche se comunque con insoddisfazione della Russia.

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