• lunedì , 21 Settembre 2020

Più che immigrati

Nell’ambito delle emergenze che contraddistinguono l’odierna società e in particolare l’Europa vi è quello dell’immigrazione e, nello specifico, quella del territorio subsahariano.

Diverse sono le opinioni riguardo il tema sopra citato: se da una parte sorge in molti il desiderio di contenere il fenomeno che risulta essere nel nostro paese non sufficientemente controllato, dall’altra e’ presente la solidarietà nell’ospitare ed aiutare persone che fuggono dalla loro patria con la speranza di affacciarsi ad un futuro migliore.

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Rapine, aggressioni, atti di delinquenza dove i protagonisti risultano essere immigrati, sono alcune delle molte notizie che sentiamo ogni giorno accendendo la televisione. Gli stati maggiormente additati risultano essere quasi sempre gli stessi. Abbiamo esempi del fenomeno dell’immigrazione in particolare modo negli ultimi anni: solo a Maggio oltre duemila migranti in quarantotto ore; nel 2014 si è raggiunta una quota pari quasi a 30mila arrivi e i soccorsi per gli immigrati risultano essere migliaia.

Sono molti gli immigrati che con ogni mezzo disponibile giungono sulle nostre coste, sopportando immense fatiche e molto spesso rischiando la vita. Tuttavia risultano essere svariate le ragioni che spingono gli extracomunitari a stabilirsi nel nostro stato: di tipo demografico, legate al sottosviluppo, spinti dal sogno di riscoprire un maggiore benessere nel paese di destinazione, motivazioni di tipo politico, ma anche problemi ambientali, guerre interne, mancanza di lavoro nel proprio stato.

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Se l’ Italia è dunque vista come una meta da raggiungere per trovare il benessere, tuttavia spesso non è questo ciò che trovano, anche in seguito ad una crisi esplosa nell’ultimo decennio. Sta tuttavia a noi, al nostro paese e al singolo cittadino in se’ riflettere se questo fenomeno sia positivo o negativo.

Molti di coloro a favore dell’immigrazioni risulterebbero essere i grandi imprenditori, in cerca di una maggiore mano d’opera. Sarebbe tuttavia maggiormente ragionevole pensare che una migliore gestione dell’immigrazione sarebbe fonte di un arricchimento maggiore e più esteso in tutto il paese; uno scambio culturale, la conoscenza di altri costumi e religioni non potrebbero che arricchire un paese così chiuso nella sua mentalità, che ogni giorno tende a diventare succube dello stesso. Gli spostamenti di popoli hanno da sempre caratterizzato lo sviluppo di una società. Inoltre è necessario ricordare che anche l’Italia e’ stata interessata da questo fenomeno e che tra il 1860 e il 1985 sono state registrate più di 10 milioni di partenze dal nostro Paese: si trattò di un episodio che toccò tutte le regioni italiane e tra il 1876 e il 1900 interessò prevalentemente le regioni settentrionali.

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Quindi il problema dell’immigrazione si rivela, come ogni cosa a sua volta, un bene se affrontata con un’adeguata serietà, una solidarietà comune, la volontà sia da parte dei cittadini che degli immigranti di costruire una società basata sul rispetto reciproco dei proprio usi e costumi e spinti dall’interesse di approcciarsi a qualcosa di nuovo, che può solo rilluminare una società ormai spenta.

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