• mercoledì , 23 Settembre 2020

Bianca come la cena

La cena in bianco di Torino è giunta alla terza edizione, colorando di bianco la Piazza San Carlo. Sono undicimila i partecipanti del 2014 contro i duemila della prima ediziona tenutasi tre anni fa.  Un evento che ha le caratteristiche di un flash mob anzi di un long mob dato che è durato 6 ore

I primi torinesi sono arrivati alle 18 e gli utlimi commensali sono andati via tra le 11 e mezzanotte; la cena è inizata ufficalmente alle 20.30 dopo il brindisi. Fortunatamente il tempo ha tenuto, visto che era già stata rimandata a metà giugno per pioggia.

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Poche le regole e poi via libera alla fanasia. Ognuno porta da casa tavoli sedie, tovaglie e tovaglioli, non sono ammessi i piatti di carta, ma solamente porcellane, vetro, ceramiche, tutto rigorosamente bianco. Le caraffe d’acqua vengono riempite al toret e c’è chi ha portato candelabri e centri tavola per abbellire i tavoli.

Il colpo d’occhio però è dato dal dress-code: sono tutti vestiti di bianco, con abiti e accessori rigorosamente bianchi, non per forza eleganti. Chi si è presenato con i jeans strappati, chi con l’abito di lino, tra le signore cappelli di paglia, fiori in testa, cerchietti alle bambine o rose finte, montature degli occhiali, calzini, prendi sole, gonne di tulle, persino la divisa della marina della guardia costiera o il papillon da matrimonio erano bianchi. Ancora, tra gli uomini, c’è chi ha sfoderato un il classico panama.

Tra i più originali c’è chi ha rivestito il passeggino di tulle bianco per essere completamente in tema, chi si è addirittura portato un cogniglio bianco o chi ha colorato una pipa finendo per assolmigliare a Popeye o chi ha laccato di bianco un paio di superga colorate

Il cibo rigorosamente cucinato a casa doveva essere preferibilmetne di colore chiaro: andavano bene pop corn e vaschette di formaggi confezionati per gli amnati del fast food, ma alcuni hanno voluto eccellere in proposte originali come il merluzzo con le mele o  finocchi in succo di lime.

L’idea è nata da Benedetta Bentivoglio D’Afflitto che nel 2012 ha lanciato questo evento per la prima volta in Piazzetta Reale e che quest’ anno è diventato un’associazione no profit e un marchio registrato “Cena in Bianco Unconventional Dinner” che ha già dei simpatizzanti in altre città italiane quali Milano, Bologna, Bari, Venezia, Padova e altre che già si trovano in giro per il mondo. La manifestazine ha attratto addirittura dei turisti che hanno organizzato la gita a Torino nei giorni del flash mob per potervi partecipare.

foto cena in bianco

A differenza delle altre città, ciò che caratterizza la “cena in Bianco di Torino, che è qui è tutto gratis, nessuno paga e nessuno ci guadagna: l’aspetto principale  è mangiare insieme, senza distinzioni anche se bisogna sottolineare che si è trattato di un evento radical chic (con qualcuno che ha sfoggiato anche l’argenteria a tavola), ma alla cena in bianco è tutto consentito, purché alla fine ognuno porti via le sue cose, i tavoli e il sacchetto dei rifiuti, in modo da lasciare la piazza linda come la si è trovata.

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