• domenica , 27 Settembre 2020

L'occhio del drone

Li abbiamo visti nei film, li abbiamo immaginati e adesso capita di vederli volare nei cieli delle nostre città. Sono gli aeromobili a pilotaggio remoto, meglio conosciuti come droni, che iniziano a diffondersi in Italia. Dotati di un leggero telaio, di 4 eliche e, spesso, di una telecamera, zigzagano agili e ronzanti. Applicazioni intelligenti per  i droni sono state trovate e sono in progetto: un esempio per tutti è la lotta che i vigili urbani di Torino fanno ai parcheggiatori abusivi, mentre la giunta comunale di Jesolo ha intenzione di utilizzarli contro i venditori ambulanti non regolari.

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Ma i problemi iniziano quando sono utilizzati senza criterio come passatempo. Le riprese che possono essere fatte fino a 1 chilometro di altezza sollevano diverse questioni e criticità per quanto riguarda la privacy. E non sono mancati incidenti. Ecco allora che le contromosse dei sindaci di alcune città e mete turistiche sono state dure e rigorose: a Forte dei Marmi il primo cittadino ha vietato il volo dei droni su tutto il territorio comunale, anche se muniti della certificazione dell’Enac (l’ente nazionale per l’aviazione civile). Infatti i droni sono autorizzati solo se guidati da qualcuno dotato di patente e di assicurazione, il tutto rilasciato dall’Ente. Ma i “piloti” autorizzati in Italia sono solo 22, cifra che non rispecchia i dati delle vendite. E’ quindi chiaro che la maggior parte svolazza senza il minimo permesso.

Un altro problema giuridico che si è posto è il sorvolo di aree naturali protette dove gli aeromobili disturberebbero la fauna. Nino Morabito, responsabile nazionale fauna di Legambiente, intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato «Sull’argomento la nostra legislazione è già avanti. Non si può sorvolare una zona protetta senza l’autorizzazione dell’Enac e dell’ente che gestisce l’area». Viene però spontaneo chiedersi come le autorità competenti riescano a far rispettare queste norme. Innanzitutto perché non sarebbe facile risalire al proprietario di un drone in volo, anche solo per controllare che la legge venga rispettata (dallo scorso 30 Aprile è previsto, lo ricordiamo, l’obbligo di patente e assicurazione). Sicuramente più di patente, assicurazione, corsi per imparare a pilotare un drone in qualsiasi condizione climatica, sarebbe necessario del sano buonsenso.

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I droni possono essere acquistati sia in negozi di modellismo, o comunque in negozi specializzati nel settore, oppure su internet. Sul web sono infatti disponibili moltissimi video che spiegano come costruirsene uno in casa. E anche i prezzi sono molto variabili, a seconda che si voglia dotare il proprio mezzo di telecamera, led, Gps.

Di sicuro le vicissitudini dei droni non finiscono qua, chissà quante altre battaglie e leggi per garantire sicurezza e privacy.

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