• mercoledì , 23 Settembre 2020

Digital Revolution

Un primo bilancio dell’era “digitale”: questo è l’ambizioso progetto del Barbican centre* di Londra con la mostra Digital revolution. Dal 3 luglio al 14 settembre 2014 il centro teatrale più grande d’Europa ospiterà artisti, designers, musicisti, architetti, registi, informatici e sviluppatori di videogames provenienti da ogni angolo del pianeta. Perché il modo di ideare e creare una qualsiasi forma d’arte sta mutando assai velocemente, e le nuove tecnologie stanno avendo un ruolo primario in questo cambiamento: ciò permette a sempre più persone di avere accesso ed essere protagoniste a hobby, passioni e attività che prima non era possibile realizzare.

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Il viaggio che questa straordinaria mostra ci offre è incredibile: si parte dagli anni 70’, dopo i quali nulla sarà più come prima. La nascita della prima videocassetta (1970), del primo microprocessore (1971), del primo videogame “Pong” (1972) e del primo personal computer (1977) hanno segnato l’inizio della nuova era digitale, e nonostante il brevissimo lasso di tempo trascorso lo sviluppo e la crescita in questo settore è stato eccezionale, e non intende di certo arrestarsi. Con l’utilizzo di proiettori, schermi, tendoni e palchi all’interno del complesso teatrale ci vengono presentati i vari step attraverso i quali l’uomo ha continuato (e continua) a scoprire e a forgiare nuove invenzioni che migliorano il presente e puntano verso il futuro. Sì, perché alla mostra Digital Revolution è il domani che interessa particolarmente: innovazioni come le realtà aumentate, l’intelligenza artificiale, le stampanti 3D e molto altro ancora saranno presentate direttamente da inventori e ideatori provenienti da tutto il mondo. Tra di essi, sicuramente degno di nota è un team thailandese formato da quattro “artisti” (proprio perché è così che si definiscono) chiamati “Umbrellium”: Andrew Caleya Chetty, Usman Haque, Moeen Khawaja e Nitipak “Dot” Samsen. Il loro obiettivo è di creare delle soluzioni nuove, innovative e utili da distribuire e vendere in larga scala. Ed esse (come si può vedere dal sito internet, http://umbrellium.co.uk/) sono fatte apposta per le città e per le metropoli: cartelli, panchine, edifici, piccoli oggetti esclusivamente a misura del cittadino. Un esempio è una loro recente invenzione chiamata Natural Fuse: una rete di piante monitorate che agiscono sia come fornitori di energia, sia come riduttori della percentuale di anidride carbonica nell’aria. Per fare ciò utilizza un sistema piuttosto ingegnoso: inserite in dei vasi collegati elettronicamente e con delle prese elettriche, queste piante crescendo compensano l’anidride carbonica prodotta dall’elettricità e la riutilizzano immagazzinandola. In parole povere, se ogni cittadino di una determinata città possedesse una di queste piante in casa, non solo avrebbe energia gratuita (perché offerta col tempo dal vegetale) per la casa o per i dispositivi elettronici, ma diventerebbe amico dell’ambiente (poiché il CO2 presente nell’aria diminuirebbe) non sprecando energia. Soluzioni Eco – friendly, che sono già state adottate a New York, Stati Uniti, e a Sydney, Australia. Non è finita qui: gli Umbrellium presenteranno alla mostra anche una loro recente invenzione, questa volta completamente sviluppata nel world wide web: si tratta di Thingful, che ha alla base un’idea semplicissima, tuttavia assai complicata da realizzare: mappare ogni oggetto, edificio, stazione presente sulla Terra che utilizzi internet per funzionare; il cosiddetto Internet delle cose, neologismo che sta a indicare questa infinita serie di strumenti.  E’ un motore di ricerca, perché quello che caratterizza l’Internet delle cose è quasi sempre la presenza di un sensore da qualche parte del mondo, che raccoglie informazioni da condividere al resto degli utenti. Si può quindi partire dall’apposito modulo in alto del sito ( www.thingful.net ), dove si può anche inserire un luogo, o esplorare direttamente il territorio circostante. Ogni punto sensibile individuato contiene poi informazioni e dati, aprendo eventualmente altri link di approfondimento.

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Oltre agli Umbrellium, saranno presenti alla mostra più di 500 artisti, oltre che a ospiti speciali come Will.I.am (voce dei Black eyed peas e recentemente solista, ndr) o come Yuri Suzuki ( celebre designer giapponese). Straordinaria sarà anche la presenza del regista Cristopher Nolan, autore del film Inception (2010) con Leonardo di Caprio: il filmaker terrà una conferenza riguardante l’uso delle elevate tecnologie utilizzate in questa pellicola, oltre a fare alcuni accenni ai suoi prossimi lavori e progetti. Se passate per Londra, dunque, è d’obbligo una visita a questo straordinario evento: non solo per scoprire le invenzioni di oggi e di domani, ma anche per venire in contatto con delle nuove forme d’arte che, col tempo, potrebbero diventare insostituibili.

 

Per tutte le informazioni il sito internet ufficiale è : http://www.barbican.org.uk/bie/upcoming-digital-revolution

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