• mercoledì , 23 Settembre 2020

L'ennesimo stop nella crescita africana

Un nuovo ostacolo purtroppo si è interposto tra il continente africano e il suo sogno di sviluppo, benessere e pace. E’ l’ebola. Questo morbo ha già ucciso e mieterà ancora tante vittime, è infatti estremamente contagioso e le cure sono ancora in fase di sperimentazione. Il siero apparentemente miracoloso prodotto segretamente negli Stati Uniti sta sì salvando la vita a due missionari americani ammalatisi in Siberia, ma è stato provato solo su topi e scimmie e potrebbe avere effetti imprevisti sul genere umano. Inoltre è difficilissimo da produrre ed è disponibile in quantità ridottissime.

fame

La situazione è critica: nei Paesi più colpiti cioè Guinea, Sierra Leone, Nigeria e Liberia sono già morte 887 persone, ma questa cura top-secret rimane l’unica speranza. Ne sono conviti le massime autorità sanitarie che contano grazie anche all’ invio di una task force di 50 volontari di fermare l’epidemia entro 30 giorni.

Questa misura è stata dettata anche dalla necessità di prevenire l’espansione dell’epidemia al di fuori del continente nero; tanta è stata infatti la paura quando nei giorni scorsi a New York un turista appena tornato dall’Africa ha mostrato sintomi simili a quelli dell’ebola. Ulteriori accertamenti hanno poi tranquillizzato tutti, ma il rischio diffusione nel mondo moderno con tante persone in continuo movimento non va sottovalutato.

Sebbene questo intervento degli Usa sia necessario, è doveroso chiedersi come mai questo interesse verso il terzo mondo nasca nel mondo Occidentale solo di fronte a situazioni estreme come questa. E’ infatti evidente che se gli aiuti fossero stati più costanti, l’Africa avrebbe potuto raggiungere una situazione sanitaria migliore prevenendo forse lo scoppio di questa epidemia già classificata dall’Oms come la più grave degli ultimi 40 anni.

cariola

Inoltre se si iniziasse una volta sconfitta l’ebola un piano di aiuti organizzato, si avrebbero benefici anche economici. Si preverrebbero infatti ulteriori onerose e improvvise missioni umanitarie e inoltre l’Africa una volta raggiunto un migliore equilibrio sociale, potrebbe intraprendere la crescita economica, diventando forse un prezioso alleato per il mondo occidentale nel difficile cammino di uscita dalla crisi.

L’ebola è dunque un altro drammatico capitolo nella lunga e sofferta storia dell’Africa impossibilitata nella crescita prima dal colonialismo (le cui conseguenze si vedono ancora oggi nei conflitti tra etnie diverse racchiuse nello stesso Stato da quei casuali confini tracciati dalle potenze europee), poi dal razzismo con l’apharteid in Sud Africa e con il genocidio ruandese ed ora da questo virus letale. Ecco perché questa coesione tra Europa America ed Africa in un momento così drammatica è un’ occasione irripetibile per aprire una nuova era per il continente nero (situazione che gioverebbe economicamente anche all’ occidente per i suddetti motivi). Basta sfruttarla.

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