• venerdì , 17 Settembre 2021

La città dell'utopia

Quarant’anni fa circa è iniziato il mito della città libera Christiania, a Copenaghen, quando un gruppo di hippies occupò alcuni edifici militari abbandonati per creare una comunità. Non ci è voluto molto perchè agli occupanti si aggiungesse anche la comunità alternativa più numerosa di quel tempo: gli anarchici. Con il passare degli anni il quartiere ha continuato a crescere come uno Stato dentro lo Stato, con le sue idee e ha mantenuto fino ad oggi il nome di “Città libera”.

 

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Christiania si regolamenta attraverso l’autoregolazione, ove circa cinquanta collettivi danno vita ad attività culturali, trasformandola così in un’attrazione turistica a tutti gli effetti. Al suo interno tutto viene gestito autonomamente, non vi è alcuna gerarchia, non esistono sindaci, presidenti, forze dell’ordine. Infatti gli abitanti versano ogni mese in una cassa comune circa 240 euro a testa, indipendentemente dalla loro professione. Questi contributi servono ai cittadini per pagare le tasse per l’acqua, gas e riscaldamento.

Nell’ area di circa trentaquattro ettari è vietato l’utilizzo delle macchine, proprio perchè gli abitanti vogliono vivere secondo i principi della “summer of love”. Oltre alle automobili sono vietate anche le armi, la violenza, i giubbotti anti-proiettile, droghe pesanti, non si può correre e fare le fotografie. Tutto ciò viene indicato in un cartello all’ingresso della free town.

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Queste regole fanno capire che la presenza di militari e polizia non è gradita. Infatti la polizia può entrare nella “città” solo mediante uno speciale permesso.

Alcune attività all’interno di Christiania, come il commercio libero di droghe leggere, hanno provocato diversi conflitti con le autorità danesi. Marijuana e hashish sono liberamente prodotti e consumati. Nelle diverse botteghe create dagli hippies oltre ai manufatti in legno vengono esposte anche droghe leggere che gli abitanti producono e mettono in vendita. A causa di ciò nasce nel quartiere la cosiddetta Pusher Street, che attrae un notevole numero di giovani da tutto il mondo.

Christiania come un vero e proprio stato si dota di una bandiera, un campo rosso con tre cerchi gialli, che simboleggiano i puntini sulle “i” del nome dello stato. Questi colori probabilmente sono stati scelti perchè all’interno delle caserme militari occupate vi era una grande quantità di vernice di questi colori.

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Nel 1976 gli abitanti di questo “Stato” introdussero anche una valuta, i Fed e i klump. Queste monete riportano su una faccia la bandiera di Christiania e sull’ altra una foglia di marijuana. Nascono anche negli stessi anni una stazione radiofonica e un’emittente televisiva.

Nel 2011 il governo danese impose agli abitanti della città libera di comprare le case dove vivono. Lo Stato spinse per una privatizzazione. Venne raggiunto un accordo, che prevedette l’acquisto dell’ intero quartiere di Copenaghen per una somma pari a 10 milioni. Somma che per gli abitanti di Christiana era impensabile, ma che grazie a prestiti riuscirono a raggiungere.

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