• sabato , 31 Ottobre 2020

Noi “inforganismi”

Luciano Floridi, professore di filosofia ed etica all’Università di Oxford, nel suo libro “The Fourth Revolution” afferma che siamo di fronte a una quarta rivoluzione dopo quella copernicana, darwiniana e freudiana.  La nuova realtà che stiamo vivendo è ancora più spiazzante: il mondo è diventato una “infosfera”, le nuove tecnologie hanno creato un habitat artificiale affollato di dati e plasmato da esperienze condivise.

L’intelligenza ha preso le forme di una proprietà emergente, collettiva, sia umana, sia elettronica di neuroni e bit.

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Floridi esprime questa nuova realtà umana in divenire con un neologismo: “infosfera”. Stiamo adeguandoci a una vita “online” costantemente connessa. Questo è reso possibile dall’high tech che corre sempre più velocemente.

Norme e leggi sono in ritardo, come pure vacillano le nostre emozioni; le informazioni che mettiamo a disposizione di sistemi immensamente grandi come i social network (facebook, twitter, linkedin, instagram, etc) ci trovano impreparati a gestirne le conseguenze.

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Queste nuove tecnologie creano nella morale crepe vistose: trasparenza assoluta o difesa della privacy? Serve un colpo di genio, come quello di Dick Fosbury che alle olimpiadi del 1968 si inventò una nuova tecnica per superare l’asticella, il famoso “salto dorsale”, ecco c’è bisogno di un’innovazione del genere per conciliare il diritto all’oblio e il diritto all’informazione. L’etica informatica, di cui si occupa il filosofo Floridi, si addentra nelle nuove questioni morali che nascono nella società dell’informazione, ovvero questioni etiche che sono state generate dall’impatto delle tecnologie dell’informazione.

Non esiste più la sedimentazione dell’informazione, processo che porta all’oblio, alla dimenticanza del dato, ma ora basta un click per riportare a galla, sulla stessa linea, tutte le informazioni: la realtà è una distesa piatta. Un esempio paradossale è l’incubo da colloquio, dove da internet possono emergere insieme al proprio curriculum accademico e professionale tutte le altre informazioni presenti in rete (foto, confidenze amorose..).

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Altro esempio è la porno vendetta, quando il partner abbandonato diffonde online immagini sconvenienti.

Ancora, questa quarta rivoluzione comporta che la tecnofilia si accompagna alla scientofobia: la tecnica (tablet e smarthphone) si vende, la scienza no.

In conclusione,  la rivoluzione oggi in corso fornisce una nuova comprensione dell’uomo come essere sempre connesso e costituito da informazioni;  l’ambiente  si configura come ecosistema vitale e sociale che supera la divisione tra reale (offline) e virtuale (online).

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La logica globale dell’ “infosfera” può migliorarci: dalla quarta rivoluzione può nascere una mentalità fondata sui principi della tolleranza e dell’attenzione verso l’altro. Dobbiamo sperare quindi che essere “inforganismi”, ovvero connessione tra neuroni e bit, modificherà l’umanità in senso positivo.

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