• martedì , 20 Ottobre 2020

Scontro tra Capitali

Campionato 2014-2015. Il calcio italiano è nel mirino di critiche pesanti: il livello tecnico è sceso vertiginosamente rispetto agli anni pre-Calciopoli e le squadre non possono competere a livello europeo in coppe come la Champions e L’Europa League. Solo due grandi “team” escono a testa alta dalla crisi calcistica del Campionato: la Juventus e la Roma. La “vecchia signora” è stata rinforzata da un mercato estivo oculato e ben mirato: cessione di giocatori non più motivati a dare il massimo quali Vucinic, Quagliarella e Peluso in cambio di Evra, Morata e Pereyra; forze fresche per combattere un avversario molto temibile: la Roma di Garcia. Gli schemi impostati da Massimiliano Allegri (nuovo ct bianconero) sembrano funzionare: cinque vittorie su cinque, compresa quella contro i “giallorossi” (anche se molto discussa) e due soli goal subiti, proprio contro questi ultimi. La grinta nell’affrontare le partite non manca, retaggio di Conte, ma il gioco è diverso: calciatori più liberi nei movimenti, possesso palla prolungato, sempre più del 50%, fitte ragnatele di passaggi per stancare gli avversari e trovare lo spazio decisivo; infine, traversoni precisi per l’incornata vincente delle punte spagnole, entrambe sopra il metro e novanta. La difesa si regge, ancora, sul fisico di Chiellini, il piede di Bonucci e la stazza di Barzagli (anche se infortunato)… senza scordare la velocità di Evrà e Lichsteiner. Andrea-PirloPirlo, finalmente, è ritornato a dirigere il centrocampo e a dettare il ritmo di gioco per tutta la squadra, Vidal e Asamoah sono i soliti mastini, Marchisio l’esecutore e Pogba il giocoliere. In attacco regna ormai il binomio incontrastato Tevez-Llorente. L’intesa è vincente, anche se nell’ultimo mese il “Leon di Pamplona” non ha ancora trovato la gioia del goal. Morata, intanto, cerca di guadagnarsi un posticino da titolare. La macchia nera, però, continua ad aleggiare sul campo: a livello europeo, infatti, è ancora tutto da dimostrare dopo la sconfitta per uno a zero contro l’Atletico Madrid. Non ci si può lamentare a Torino ma nemmeno cantare vittoria. La Roma, infatti, è in gran forma. “Er Pupone”, da poco trentottenne, sogna lo scudetto e Louis Garcia non vuole deluderlo. La rosa è compatta e agguerrita. De Sanctis, dimentico della stagione a Napoli, è il secondo portiere del campionato per goal subiti, dietro a Gigi Buffon. Il nerbo della difesa è di origine greca: una falange oplitica costituita da Manolas, Torosidis e Holebas, compatti e muscolosi.  I terzini non sono da meno. Il Chelsea si è lasciato sfuggire un veterano come Ashley Cole e James Pallotta non ha perso tempo: un mese e il problema terzino sinistro è stato risolto, a destra, invece, c’è il solito Maicon. L’assetto del centrocampo è rimasto tale e quale se non per l’utile acquisto di KeitaNainggolan, Pjianic e De Rossi hanno da subito legato bene con l’ex-giocatore del Barcellona, infiammando l’animo dei romani con una giusta dose di calcio “champagne”. 

Francesco_Totti_Chelsea_vs_AS-Roma_10AUG2013Totti, Gervinho e Iturbe (soffiato alla Juventus in extremis) sono la tessera mancante del mosaico. In tutto questo, Garcia ha architettato uno schema di gioco travolgente. L’aggettivo che meglio lo rappresenta è “pragmatico”: una volta giunti nei pressi dell’area gli attaccanti sanno come far girare a vuoto la difesa e con verticalizzazioni repentine arrivano davanti all’estremo difensore e da lì Francesco non sbaglia. Insomma, la grande sfida può essere definita “mozzafiato”, la rivalità tra Juve e Roma si è riaccesa dopo tanti anni di inerzia. I “gobbi” non hanno ancora digerito il “quattro per tutti a casa” di Totti e i “burini” vorrebbero dimenticare la lunga scia di batoste sofferte a Torino: staremo a vedere. Sediamoci in poltrona e godiamoci lo spettacolo.

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