• giovedì , 29 Ottobre 2020

Big Brother is watching you

Per i più matematici è un numero, per la maggior parte della gente è un anno, ma “1984″  è anche un libro di fantapolitica pubblicato nel 1948 da Eric Arthur Blair, forse meglio conosciuto come George Orwell.

Definito come il più grande romanzo distopico di tutti i tempi, 1984 narra gli eventi di un mondo diviso in tre superpotenze dittatoriali, ovvero l’Oceania (comprendente in pratica tutto il Commonwealth), l’Eurasia (formata da Europa e Russia) e l’Estasia (che include tutto l’Oriente e il Medio Oriente). Queste superpotenze sono governate da tre diverse forme di socialismo, il Socing in Oceania, il Culto della Morte in Estasia e il Neobolscevismo in Eurasia, ma aventi tutte in comune un totalitarismo ferreo e spinto oltre ogni limite, dove non solo l’individuo è atomizzato dal “Partito“, la misteriosa entità governativa a capo dell’Oceania, ma pure l’indottrinamento dei cittadini ha raggiunto livelli inconcepibili.
Per darne l’idea, il Partito è in grado di diminuire le razioni settimanali di cibo dei cittadini facendo loro credere che siano aumentate e facendo contemporaneamente dimenticare quanto fosse abbondante la razione della settimana precedente.

Big Brother is watching you

Le tre superpotenze sono in perenne conflitto fra di loro per la cosiddetta “Terra di Nessuno”, un immenso territorio reso primitivo durante la Terza Guerra Mondiale (che ha portato alla creazione di Eurasia, Estasia e Oceania) comprendente tutta l’Africa Settentrionale e Centrale e la Penisola Arabica. In realtà, dopo decenni di guerra, nessuno Stato, nonostante il sacrificio di milioni di soldati e altrettante quantità di viveri, armi, munizioni e carburante, è mai riuscito ad impossessarsi anche solo di una minuscola porzione della Terra di Nessuno.

Il perché è presto detto: si tratta di un accordo fra i massimi vertici dei tre Partiti che, applicando alla perfezione il Bipensiero, intendono protrarre la guerra per sempre e allo stesso tempo vincerla nel minor tempo possibile.
La guerra è per questi totalitarismi una valvola di sfogo dove lasciar andare tutta la rabbia, la repressione e l’apatia che i cittadini accumulano, sottoposti ad un controllo perenne e ad una propaganda capillare e martellante. Infatti la guerra uccide i soldati, eliminando così il problema della sovrappopolazione globale e della mancanza di cibo, e costringe i normali cittadini dei tre stati a lavorare giorno e notte per produrre ciò che serve alla guerra, la quale poi consuma tutti questi prodotti che devono essere quindi nuovamente costruiti. In questo modo il Partito si assicura l’obbedienza e il lavoro continuo dei proletari che, sfiniti dalle fatiche, non riescono a rendersi conto di quanto succede intorno a loro e cadono immediatamente tutti vittima della propaganda e del controllo del Grande Fratello.

Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell’intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell’intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere.

Il Big Brother, infatti, è l’immagine che il Partito ha scelto per mostrarsi al pubblico: ovunque, nelle strade, nelle campagne, nelle piazze, vi sono statue del Grande Fratello o manifesti enormi con la faccia di un uomo baffuto (vagamente somigliante a Hitler nella mimica e a Stalin nei baffi) che recitano “Il Grande Fratello vi guarda“. Ed in effetti è proprio così: tutti gli abitanti dello stato sono costretti a possedere, nel loro salotto, un teleschermo impossibile da spegnere che, oltre a diffondere propaganda 24 ore su 24, contiene anche una telecamera che li spia, così che il Partito possa controllare qualunque comportamento scorretto dei propri sudditi, che sono ovviamente puniti con la morte se colti in fragrante.

War is peace

Il protagonista del libro è un burocrate del Partito, Winston Smith (nome che indica come l’uomo più mediocre, appunto Smith, il cognome più diffuso in Inghilterra, possa fare grandi cose, dal nome Winston, riferito ovviamente a Winston Churchill), che un giorno inizia a sentire il bisogno di tenere un diario sulla sua vita.

Ebbene, questo è il peggior crimine esistente sotto il Partito, perché un diario personale tiene un ricordo del passato, e dal momento che il passato viene costantemente rimodellato dal governo per adattarlo al presente e far andare tutto per il meglio (o almeno così sembra a quelli che credono ciecamente in ciò che viene annunciato dal teleschermo), dimostrare che nel passato qualcosa era diverso da come lo propone il Partito, non può che condurre Winston verso la sicurezza di una futura esecuzione capitale.

Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.

Winston Smith rappresenta il modello di uomo distrutto e privo di speranze per il futuro, consapevole di quanto gli sta intorno ma incapace di capirlo completamente.

La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza.

Questo lo slogan del Grande Fratello, che, oltre a rappresentare il Bipensiero nella sua essenza più pura, ci dice dove il fanatismo collettivo del totalitarismo possa arrivare.

Winston viene infine scoperto dal Partito, dopo anni di comportamenti dichiarati “illegali” ma per noi assolutamente normali, e condotto nella famigerata stanza 101: qui il suo migliore amico, O’Brien, rivelatosi il suo peggior nemico, lo fa ritornare in sè (ovvero lo fa tornare schiavo del Partito con un lavaggio del cervello). Qui si ha la prova dell’estremismo di Orwell: spesso si dice che 2+2 fa 4 sotto ogni dittatura, mentre al contrario le materie umanistiche devono cambiare per far piacere al sovrano. Ebbene, in Oceania ciò non è vero: quando infatti O’Brien chiede a Winston, sotto tortura, quante dita stia indicando con la mano (inequivocabilmente 4) nessuna delle risposte di Winston (ovvero tutte le possibili combinazioni: 1,2,3,4 o 5 dita) è giusta. Infatti, come O’Brien rivelerà alla fine: “Queste sono tante dita quante il Partito dice che sono“.

E oggi, dopo 30 anni dall'(anno) 1984 e 66 dalla pubblicazione del libro di Orwell, quanto di ciò che l’autore della Fattoria degli animali ha scritto si è avverato?

Le basi del totalitarismo raccontate in 1984  sono state sperimentate più che a sufficienza nei 70 anni di vita dell’Unione Sovietica e nei 12 della Germania Nazista, ma oggi, nel 2014, in un mondo che (sembra) essere democratico e dove la libertà di pensiero è alla base della società, quanto siamo davvero controllati e quanto lo saremo?

Internet ha scardinato le basi della privacy, e oggi non è necessario un teleschermo per spiarci: qualunque cosa facciamo o scriviamo in rete è rintracciabile, salvabile e può essere utilizzata contro di noi.

La propaganda del consumismo (nonostante sia opposta a quella filo-comunista di 1984) ha invaso le nostre vite e ora ne siamo dipendenti; la libertà di stampa è sicuramente diminuita e il quarto potere è già in parte caduto nelle mani di chi lo sfrutta solo per i propri interessi.

Forse non arriveremo mai ai livelli distopici ed estremi di 1984, ma possiamo sempre rasentare quel controllo sulle masse.
In fondo, come Orwell insegna, il cambiamento di ideali e la sottomissione a qualcuno che fa le veci del Grande Fratello non è una cosa cosciente: neppure ce ne accorgiamo. Anzi, per chi controlla il mondo (i cui nomi sono disparati: eminenze grigie nelle democrazie occidentali, burocrati in 1984 o Patriots in Metal Gear Solid) è necessario non uscire allo scoperto.
Solo quando un evento incredibile ci aprirà gli occhi ci renderemo conto di cosa siamo diventati, ma neanche questo basterà: inizieremo a muovere qualche passo nel bianco corridoio illuminato che porta alla stanza 101, e prima di sentire lo sparo penseremo:

Ci abbiamo messo anni per capire cosa si cela dietro quel volto. Ma tutto è a posto ora, tutto a posto, la lotta è finita. Siamo riusciti a trionfare su noi stessi.
Ora amiamo il Grande Fratello.

Wh

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