• giovedì , 3 Dicembre 2020

L'epopea di Jay Gatsby

“Aveva uno di quei rari sorrisi dotati di eterna rassicurazione, che s’incontrano quattro o cinque volte nella vita. Fronteggiava- o sembrava fronteggiare- l’intero mondo per un istante, e poi si concentrava su di te con un irresistibile pregiudizio a tuo favore”.

Così Francis Scott Fitzgerald descrive Gatsby: un eterno sognatore, un uomo che crede nella speranza, ricchissimo, potente, invidiato, determinato, il re senza corona di West Egg. Gatsby insegue disperatamente il sogno di ritrovare Daisy Fay, il suo grande amore giovanile, la quale però lo ha respinto perchè povero e senza prospettive. Daisy sposa quindi Tom Buchanan, un giocatore di polo molto facoltoso proveniente da una delle più grandi famiglie d’America che ha comprato il suo amore grazie ad una collana di perle dal valore di 6.000 dollari.

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Gatsby è il ritratto di un personaggio romantico e irrequieto, che sacrifica la vita al sogno, un sogno soffocato da una società tanto brillante quanto insoddisfatta e spietata. Ma è anche l’affresco scintillante di un’epoca in cui il mondo dei contrabbandieri di alcolici si mescola con quello dei banchieri , delle feste fragorose e sfrenate, degli spettacoli eclatanti, del charleston e del jazz: i mitici anni ruggenti. Nick Carraway, cugino di Daisy, è il narratore del romanzo, un americano medio del Midwest venuto a New York per rincorrere il sogno di Wall Street. Nick vive in un cottage a West Egg, vicino al colossale ed imponente palazzo di Jay.

Un giorno Nick viene invitato ad una delle sfavillanti feste che Gatsby era solito organizzare ed è solo conoscendo il padrone di casa, evitando i giudizi, che conosce le sue vere intenzioni. Non è infatti un caso che l’abitazione di Gatsby si trovi esattamente oltre la baia di Long Island rispetto a quella di Daisy, che abita ad East Egg, luogo elegante e regno dei ricchi e non è di certo un caso che Nick, cugino di Daisy, sia capitato ad una delle eccentriche feste di Jay.

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Gatsby chiede infatti a Mr. Carraway di farlo riavvicinare a Daisy, che non vede da cinque anni, aiutato dalla migliore amica della ragazza: Jordan Backer, una golfista molto famosa che avrà una relazione con Nick.

Così sembra che la fiaba si sia avverata, che il passato possa diventare futuro, ma non c’è trionfo per nessuno: l‘amore tra Daisy e Gatsby è destinato ad appassire rapidamente e un tragico evento li allontana per sempre, il fulgore di West Egg si affievolisce fino a spegnersi con il padrone di casa.

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Il finale è aspro, dell’affluenza di gente che un tempo popolava le feste date da Jay nessuno ha potuto partecipare all’ultima celebrazione di Gatsby perchè tutti troppo occupati a partecipare alla festa della vita, sfrenata e priva di pensieri, una vita tipica degli anni ’20: rimangono solo il padre di James Gats, vero nome di Gatsby e Nick Carraway, il suo migliore amico, il narratore perfetto perchè non si lascia mai prendere completamente dalla burrasca furente.

Grazie a lui possiamo osservare Gatsby da un altro punto di vista: un uomo che ha raggiunto l’apice, ma che vuole riportare indietro un passato che gli sfugge fra le dita, ripagato agramente da Daisy dopo essersi sacrificato del tutto per lei.

Ma quel sogno rimane ancora vivo come la luce verde che brilla all’estremità del pontile e che si spegne solo quando si spegne Jay Gatsby, in quella piscina, ucciso dal suo stesso sogno.

“Così continuiamo a remare, barche controcorrente, risospinti senza posa nel passato”.

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