• giovedì , 20 Giugno 2019

Nel fastastico mondo dei prof

[box]Ognuno di noi, da piccolo, aveva programmato tutta la sua vita in base ai suoi sogni: c’è chi aveva in programma di scoprire un nuovo pianeta, chi voleva creare una macchina del tempo, chi pensava di diventare il Presidente degli Stati Uniti e chi sognava di poter cambiare il mondo, in un modo o nell’altro…

Ma chissà quali erano i desideri dei nostri professori da bambini?

Per scoprirlo, abbiamo intervistato tre giovani professoresse del biennio: Ellena, Sardi e Scaletti, che hanno risposto alle nostre domande con estrema simpatia e disponibilità, rivelandoci aneddoti molto divertenti e originali.[/box]

 

Professoressa Ellena:

Qual era il lavoro che sognava di fare da bambina?

Quando ero molto piccola volevo fare la ballerina, ma poi ho capito che la statura non me lo avrebbe permesso, così alla vostra età circa ho deciso di fare l’insegnante di matematica.

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Ha fatto dei lavori prima di arrivare ad insegnare?

L’unico lavoro diverso dall’insegnamento che ho fatto è stato il servizio civile in una casa di riposo per anziani, ma in realtà, fin da subito dopo la laurea, ho cominciato ad insegnare. La mia prima esperienza è stata in Valle d’Aosta, prima in un istituto professionale meccanico e poi in un liceo scientifico, fino ad approdare qui a Valsalice.

Perché ha scelto di fare l’insegnante?

Fin da ragazzina, ho fatto esperienza facendo l’animatrice negli oratori ai ragazzi, così ho unito l’educazione dei ragazzi al mio amore per la matematica, diventando così insegnante di questa bellissima materia (ride, accorgendosi delle espressioni stupite di noi classiciste, ndr). Quindi il mio percorso era chiaro fin dall’inizio!

Professoressa Sardi:

Da piccola qual era il suo “sogno nel cassetto”?

Mi sarebbe piaciuto molto diventare una casalinga, perchè era lo stesso lavoro che faceva mia mamma. Visto che noi siamo tre sorelle, mia mamma aveva smesso di lavorare quando eravamo piccole e lo consideravo un lavoro bellissimo, sia perché avrei voluto occuparmi esclusivamente della mia famiglia e della casa, sia perché ammiravo moltissimo mia mamma.

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Ha fatto altri lavori prima di dedicarsi all’insegnamento?

Non proprio, ho dato ripetizioni di materie umanistiche durante l’università e ho fatto l’animatrice per un certo periodo in un oratorio salesiano, dove ho cominciato a guardare dei ragazzi di quinta elementare e li ho seguiti fino ai loro diciotto anni, ma poi ho subito iniziato a fare l’insegnante.

Perchè ha deciso di fare l’insegnante?

Ho deciso di insegnare per l’amore verso le materie che insegno, cioè quelle umanistiche. E perchè questo concilia tutte le mie passioni: per i ragazzi e per lo studio.

Professoressa Scaletti:

Che cosa le sarebbe piaciuto diventare quando era piccola?

Fin da bambina, ho sempre voluto fare la maestra: mi divertivo a giocare con una mia amica a mettere in fila le bambole, posizionare davanti a ciascuna di loro un quaderno e insegnare, scrivendo anche alla lavagna, quindi il mio destino era già segnato! Ho cambiato idea al liceo, quando volevo fare l’architetto, perchè mi piaceva molto la storia dell’arte, ma alla fine la passione per la letteratura ha avuto la meglio e mi sono laureata in lettere.

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Ha lavorato in altri ambiti prima di diventare insegnante?

No, perchè appena laureata ho cominciato a insegnare; durante il primo anno di insegnamento avevo anche un posto di ricerca all’università.

Perchè ha deciso di dedicarsi all’insegnamento?

Perchè è il lavoro più bello del mondo! (ride, ndr). Questo lavoro riesce a conciliare due aspetti fondamentali della mia vita: l’amore verso le materie umanistiche e la bellezza dello stare in mezzo ai giovani. Quest’ultimo è sempre stato molto importante per me, fin dagli anni del liceo, dove sono stata per molto tempo animatrice.

[box]Probabilmente il destino di un professore è segnato fin dall’inizio, ma non è vero che i professori sono, a loro modo, dei rivoluzionari?

La loro missione: cercare di cambiare il mondo partendo dai suoi futuri abitanti, un’ impresa sicuramente difficile, ma ricca di passione e, in alcuni momenti, anche di sano divertimento![/box]

(continua… qui la seconda puntata)

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