• domenica , 20 Settembre 2020

Oltre Obama

obama

 

4 novembre 2008, Barack Obama, democratico, diventa il quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti D’America. Con il 52,9% dei voti, sconfigge il repubblicano John McCain. Entrambi, outsider della politica,  risultano vincitori a sorpresa delle primarie dei due partiti, battendo i  grandi favoriti della vigilia , Hilary Clinton e Rudy Giuliani. Obama diventa così il primo presidente afroamericano della storia degli USA, consegnando la guida del paese nelle mani dei democratici, dopo il governo repubblicano di Bush.

« We know the battle ahead will be long, but always remember that no matter what obstacles stand in our way, nothing can stand in the way of the power of millions of voices calling for change. »

Queste righe appartengono al discorso da lui tenuto nel New Hampshire durante le primarie. Allo stesso comizio elettorale, risale anche lo slogan “Yes, we can“, simbolo della sua politica liberale. 

 

Art. 2, Sec. 2: “La Camera dei Rappresentanti sarà composta di Membri scelti ogni due anni dal popolo dei diversi Stati, ed in ciascuno Stato gli Elettori dovranno avere i requisiti richiesti per essere Elettori della camera più numerosa del Legislativo dello Stato. Non può essere Rappresentante chi non abbia compiuto l’età di 25 anni, non sia da sette anni cittadino degli Stati Uniti, ed al momento delle elezioni non sia abitante nello Stato in cui viene eletto… Il numero dei Rappresentanti non sarà superiore a uno per ogni trentamila abitanti, ma ciascuno Stato avrà almeno un Rappresentante; e finché tale computo non sarà fatto, lo Stato del New Hampshire avrà diritto di eleggerne tre, il Massachusetts otto, il Rhode Island e le Piantagioni di Providence uno, il Connecticut cinque, il New York sei, il New Jersey quattro, la Pennsylvania otto, il Delaware uno, il Maryland sei, la Virginia dieci, il North Carolina cinque, il South Carolina cinque, e la Georgia tre…” 

In base a questa disposizione, a causa della formazione di numerosi nuovi Stati, la Camera è giunta progressivamente fino a 435 membri.

Art.2, Sec. 3: ” Il Senato degli Stati Uniti sarà composto da due Senatori per ciascuno Stato, eletti dai locali corpi legislativi [disposizione modificata con il XVII emendamento, sez.1] per sei anni; ed ogni Senatore avrà un voto…”

Al momento dell’elezione di Obama, la Camera conta 252 seggi democratici, contro 173 repubblicani. Il Senato invece 56 contro 44. 

[box] Il Partito Democratico e quello Repubblicano sono i due maggiori partiti del sistema politico statunitense, entrambi fondati nel periodo antecedente alla guerra di secessione. Il Partito Repubblicano, contrassegnato dal colore rosso, è considerato come il partito conservatore, in contrapposizione al Partito Democratico,contrassegnato dal colore blu, che è invece un partito progressista ed ispirato al liberalismo.  [/box]

bar e mich

Il 6 novembre 2012, Obama, nonostante una delle più pesanti crisi mondiali che l’economia abbia mai attraversato, sfavorito nei  sondaggi, viene rieletto presidente, sconfiggendo il candidato repubblicano Romney. Celebre la foto in cui abbraccia la moglie Michelle, l’immagine più ritwittata di sempre, accompagnata dal commento “four more years” (altri quattro anni). All’inizio del secondo mandato la camera vede la maggioranza dei Repubblicani, 233 contro 193 Democratici, mentre il Senato conta 54 seggi Democratici e solo 45 Repubblicani. 

Nelle elezioni midterm, di mezzo termine, il cui risultato delinea l’appoggio dei cittadini al governo in carica, gli Usa “ripudiano” Obama, facendogli perdere la maggioranza anche al Senato, quindi in tutto il Congresso, e rendendolo una “lame duck“, un’anatra zoppa, come gli americani definiscono un presidente senza maggioranza parlamentare. Nonostante l’amministrazione Obama abbia ottenuto una crescita del Pil del 4% e abbia abbassato il tasso di disoccupazione fino al 5,9%, i cittadini hanno perso fiducia in lui, costringendolo a scendere a patti con gli avversari politici. In Europa, tali risultati gli avrebbero assicurato un mandato a vita, soprattutto in un tempo di crisi come questo. Le buste paga contenute della classe media, la riforma sanitaria dimostratasi inizialmente un disastro organizzativo e la scarsa aggressività in politica estera ( Iraq e Siria, per citare gli esempi più eclatanti) sono stati i principali fattori del crollo della Casa Bianca.

 

Risultato elezioni del 2012

Risultato elezioni del 2012

 

esito delle elezioni di medio termine

Esito delle elezioni di medio termine

Dopo gli ultimi sondaggi, che vedono la figura di Obama sempre meno apprezzata, considerandolo un uomo dalle grandi promesse, ma dai pochi fatti, alcune voci anticipano la candidatura di Hilary Clinton, attuale segretario di stato. L’ex first lady, stanca dell’ombra del marito, ha deciso di correre per la Casa Bianca; ad aiutarla nella campagna ci sono molti strateghi vicini a Obama. L’annuncio della candidatura è previsto per la fine di marzo. La lady di ferro americana, che diventerebbe la prima donna a ricoprire la presidenza Usa, punta tutto sulla lotta alla diseguaglianza economica, sfruttando i buoni rapporti che intercorrono tra lei e Wall Street, e sulle politiche per le donne e la sicurezza.  

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L’avversario repubblicano sembra essere Jeb Bush, figlio del quarantunesimo presidente e fratello minore del quarantatreesimo, anche se numerose lotte intestine al partito non lasciano sicurezza. Sta diventando molto potente in ambito politico il Tea Party (tax enough already), movimento a difesa del liberismo, su posizioni conservatrici-libertariane. Attualmente sta infatti boicottando l’ala moderata repubblicana. I Repubblicani non possono permettersi contrattempi e indecisioni: sono i favoriti per il 2016, ma le spaccature interne possono essere i problemi peggiori, come ben dimostra la situazione politica del nostro Paese.

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