• lunedì , 22 gennaio 2018

Una corsa per Don Bosco

“Sono molto felice di vedere ancora oggi ragazzi che, come voi, si divertono con poco”.

Sono queste le parole pronunciate dal Preside che si congratula con ogni ragazzo che ha partecipato alla gara del Biennio, in occasione della festa di don Bosco.

Una corsa ricca di allegria, di competizione tra le classi, ma in particolare di serenità.

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Una felicità che si manifesta chiaramente sui volti di tutti gli allievi del biennio che, impegnati nella costruzione di una macchina, si cimentano nella progettazione, nella realizzazione e nella pittura.

Con i vestiti imbrattati di tempera, e avvolti da piccoli, ma insopportabili pezzi di scotch, continuano nella loro impresa. Instancabili. Invincibili.

Ogni sezione grazie all’aiuto dei propri coordinatori, i primi a tenere in mano una bomboletta spray, ha realizzato una macchina che ha dovuto tagliare ben dieci traguardi del percorso realizzato nel porfido.

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Ruote e pezzi di carrozzeria ricoprono ogni singolo spazio del cortile; “vetture” che si distruggono, che cadono o che perdono un membro del box.

Nonostante ciò nessuno perde la speranza di portare a casa un trofeo.

Non un riconoscimento qualsiasi, ma quello di una festa che ricorda il bicentenario della nascita di Don Bosco.

Un premio che porta sulle spalle il peso di innumerevoli pomeriggi passati a progettare una sorta di macchina che andasse avanti. In che modo, potete immaginarlo.

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Pomeriggi ricchi di felicità e di simpatia. Ben oltre il normale rutilare della quotidianità. Un leggero, ma indimenticabile sprazzo di diversità.

Tra tutti i partecipanti riuniti nel cortile di Valsalice, si distinguono le ragazze ombrello per l’abbigliamento, ma in particolare per l’atteggiamento che assumono. Si passa dalla spigliata ragazza hippie a alla aggurrita fanciulla in panni militari.

E alla fine, con il fiato sospeso, in un incredibile e inaspettato silenzio, si attende il risultato.

e… tre parole: “Quinta ginnasio A

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Urla di giubilo e “leggere” manifestazioni di disappunto si elevano dal pubblico.

Ma naturalmente ci si aspettava questa vittoria da una classe, che sfatando un mito, già l’anno scorso aveva portato al trionfo il nome del classico.

Ma, oltre la gara, oltre la soddisfazione, o la possibile sconfitta, si nasconde la consapevolezza di aver vissuto una giornata in allegria.

Conquistando un pezzo di paradiso.

Perchè come ricorda san Domenico Savio “la santità consiste nello stare molto allegri“.