• sabato , 26 Settembre 2020

Uno Scherzo della Provvidenza

[box]”Giornalista e scrittore, sono redattore di @vat_insider_it@la_stampa e uno degli autori del libro Francesco il Papa della gente”.
Si presenta così Domenico Agasso cinguettando sul suo profilo twitter. Oggi potremmo aggiungere anche “autore in famiglia del libro Don Bosco. Una storia senza tempo“. Una biografia molto particolare e innovativa per la sua triplice visione del “nostro” santo. Il Santo dei giovani.
Siamo dunque andati a intervistarlo per porgli qualche domanda sulla sua nuova pubblicazione e sul suo essere giornalista di Vatican Insider, il portale online de La Stampa che si interessa delle notizie del Vaticano. Rendendole chiare e diffondendole a chiunque si voglia approcciare al tema. E non un argomento qualunque, ma uno dei più importanti nell’ambito culturale italiano.
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Parlando del vostro libro “Don Bosco. Una storia senza tempo”, è stato difficile scriverlo a sei mani?
No, non è stato un’esperienza difficile; in primis grazie al fatto che il libro è stato scritto da mio nonno, mio padre e da me abbiamo potuto contare su una vincente intesa famigliare che ci ha dato una forza in più. Con la consapevolezza di poterci capire molto facilmente… Ma ancor di più è stata fondamentale la serietà con cui abbiamo affrontato questo lavoro. Una professionalità che ha garantito l’effettiva stesura del libro nei tempi e nei modi predisposti. Senza mai sgarrare. Senza tentare mai, in un modo o nell’altro di adagiarsi.

Che cosa significa avere la possibilità di scrivere avendo più punti di vista intergenerazionali?
Siamo stati scelti dall’Elledici, la casa produttrice del nostro libro, appunto per quest’occhio intergenerazionale che potevamo dare all’intera storia di Don Bosco. Un taglio diverso, ma di sicuro avvincente, sia per noi sia per il lettore di ogni età. Anche perché la storia di ognuno di noi e della nostra famiglia, dal 1921, anno in cui è nato mio nonno, è stata caratterizzata in modo molto significativo dalla vita di questo santo. E così anche la società in cui siamo cresciuti. In realtà questa modo di affrontare una biografia potrebbe essere in parte pericoloso, ma con un soggetto così poliedrico e interessante si può persino tentare (con ottimi risultati ndr) questa strada.

Cimentandosi con la biografia di un così grande santo cosa si può definire ancora vivo di don Bosco, e cosa la colpisce di più di questo carisma che lei definisce senza tempo? 
Don Bosco è sicuramente vivo perché è sempre stato allegro e vincente. Ma ancor di più perché ha saputo trasmettere l’allegria e la capacità di vincere innanzitutto la sfida che vive in ognuno di noi. Ci invita ancora oggi a giocarci la nostra vita. A crederci. Fino in fondo. Impegnandoci. In questo modo i suoi ragazzi hanno vinto il mondo. Dal primo all’ultimo. E questa testimonianza risulta ancor più attuale se la si inserisce in un contesto sociale ed economico come quello di oggi. Per cui il Santo dei Giovani ci spinge a provarci. Ad investire in quella vita, che prima di ogni cosa è un dono.

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L’homepage di Vatican Insider, con gli articoli tradotti anche in arabo e cinese

Lei è giornalista di Vatican insider, ci può spiegare meglio cosa è effettivamente questa sezione del quotidiano la stampa?
Vatican Insider è un portale online del quotidiano La Stampa che si interessa dell’informazione vaticana. Offre, in ben cinque lingue diverse, un punto di vista non ecclesiastico, ma laico. Da alcuni studi del mercato degli anni scorsi si è compreso che l’Italia ha tra i suoi punti di interesse appunto tutti gli avvenimenti della Santa Sede. E’ dunque un patrimonio spirituale e di umanità, visti tutti i cristiani che vi sono nel mondo, che bisogna approfondire e che ha sicuramente una certa qual risonanza mediatica. E’ questo quindi il nostro compito. Informare su un tema di interesse mondiale. E i risultati non mancano; per dare un po’ di numeri sono 800.000 i contatti unici al mese e 2 milioni le pagine digitali visitate. Noi siamo entusiasti di questo lavoro perché comunque ci accorgiamo di rivestire un ruolo importante nel mondo dell’informazione. Tanto che abbiamo persino avuto l’onore di un incontro con Papa Francesco.

Giornalisticamente parlando, qual è la maggior difficoltà di gestire notizie provenienti dalla Santa Sede?
La principale problematicità che riscontriamo nell’affrontare informazioni di tal genere sta nel capire se sono diffuse semplicemente per mettere in cattiva luce o per qualche motivazione secondaria. E’ necessario dunque un approfondimento per cercare di comprendere la veridicità di ogni qual genere di notizia. Inoltre è una nostra prerogativa quella di cercare di limitare il numero degli aggettivi nei nostri articoli per tentare di garantire un’informazione più asciutta e obiettiva possibile. Dunque preferiamo temporeggiare per 30 minuti piuttosto che pubblicare un pezzo di cui non abbiamo sicurezza. E in questi ultimi anni perlomeno questa strategia è stata vincente. Non abbiamo mai ricevuto alcun tipo di smentita.

Come si riesce in un pezzo a non travisare il discorso del papa proponendo solo due o tre frasi? E’ facile, infatti, trovare articoli sullo stesso argomento, ma con tagli e osservazioni e alla fine, inevitabili considerazioni che li rendono completamente diversi tra di loro. 
E’ una domanda molto interessante. Sicuramente un modo per non mal interpretare un messaggio del Papa è quello di evitare di dare titoli avvincenti. Preferiamo intitolare una notizia in una modalità meno accattivante, ma più attinente alla realtà. Inevitabilmente però ci sono numerose testate che accentuano (in particolare in questo papato) alcuni aspetti puramente politici per cui avviene una chiara strumentalizzazione di parole in realtà da intendere in tutt’altra ottica. E non è raro trovare giornali in cui in prima pagina e a caratteri cubitali si dà maggior peso alla “parolina simpatica” che spesso caratterizza i discorsi del nostro Papa. Poco tempo fa è stato quasi uno scandalo il “non fare figli come i conigli” rivolto ai cattolici. In verità sottolineare questa frase significa soltanto una mancata lettura e comprensione del vero intento delle parole del Papa.

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(A tal proposito è interessante vedere come davvero le grandi testate nazionali hanno affrontato il tema della paternità responsabile. Il Corriere della sera e la Repubblica riportano così la frase di Papa Francesco, mentre Vatican Insider ci propone una lettura più approfondita e accurata del discorso fatto ritornando dalle Filippine. Strano, come risultino “leggermente” diverse… Decida il lettore a cosa credere o meno. Ndr)

In questi anni il Papato si è aperto sempre di più al mondo della notizia, ma quali sono le differenze che corrono tra i papi che si susseguono e come mai Papa Francesco, secondo lei, oggi sta assumendo, più dei suoi predecessori, un’importanza mediatica? 
Papa Francesco ha un’importanza mediatiatica pazzesca. Devastante. Generalmente questa focalizzazione su una qualsiasi figura papale fino ad oggi era propria del periodo immediatamente successivo all’elezioni, nella cosiddetta “luna di miele”. Invece Papa Francesco ha scardinato questa tradizione muovendo masse di lettori. E soprattutto il rapporto tra giornalista e sede papale è cambiato perché è riuscito a rendere l’informazione più diretta. Riponde infatti alle domande senza preparsi prima ed è molto diretto e trasparente. Causando una vera e propria rivoluzione nel mondo del giornalismo.

[note] “200 anni sono un tempo lungo anche per un’epoca ad alta velocità come la nostra. […] Per Don Bosco, come per tantissimi altri santi che hanno cambiato la storia, non è così”. Sono queste le parole che intoducono il libro “Don Bosco, una storia senza tempo”. Parole di uno che sicuramente se ne intende: Don Angel Fernandez Artime, X successore di Don Bosco. Intoduce dunque così il suo predecessore. Come un santo Giovane per i Giovani, che gli anni non hanno mai potuto mettere in pericolo. Non si è mai posato un granello di polvere sulla sua memoria e un’aurea di freschezza e di perenne novità e altrettanta attualità lo circonda ancora. E una famiglia, nonno, padre e figlio, è riuscita trasmetterci questo refolo di aria buona nel suo libro. La generazione degli Agasso, con la loro competenza e capacità di rendere la Sua Storia comprensibile per ogni età, sono stati in grado di dare alla sua biografia la vivacità di un romanzo e la serietà della documentazione storica. Per meglio rappresentare la vita di Don Bosco. Quella che lui stesso definiva << uno scherzo della Provvidenza>>. [/note]

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