• martedì , 27 Ottobre 2020

Eurovalsa. La parola agli ex allievi

Che tipo di esperienza ti ha portato all’estero? 
Dopo il Liceo ho frequentato la facoltà triennale di economia alla Bocconi. Dopo la laurea mi sono trasferito a Parigi, dove mi trovo tuttora, per conseguire il master in Finance alla HEC Paris.
Quando hai deciso di andare all’estero? È stata una decisione premeditata o un’occasione colta all’improvviso? 
Sono sempre stato convinto di voler studiare e vivere all’estero, ma appena finito il Liceo non mi sentivo ancora pronto per il “grande salto”, quindi ho scelto di proseguire con l’Università a Milano. Dopo la triennale, però, ho avvertito veramente il bisogno di cercare aria nuova, e mi sono impegnato attivamente per cercare una specializzazione che mi portasse fuori confine.
Cosa ti ha cambiato di questa esperienza all’estero e cosa invece di quello che hai imparato nel percorso scolastico in Italia ti è tornato utile, una volta lì? 
Quando sei all’estero devi davvero imparare a cavartela da solo (fare la lavatrice, per esempio, è un trauma) e ciò che si dice sullo “shock culturale” è assolutamente vero: i valori culturali, l’educazione cambiano completamente da Paese a Paese, anche all’interno della vecchia Europa. La definizione di “studio”, “puntualità”, “precisione”, “alcolici”, è radicalmente diversa per un Italiano rispetto ad un Olandese o un Russo. Bisogna imparare a chiarirsi, essere aperti e imparare a vedere tutto con occhi diversi. Della mia esperienza mi porto dietro la costanza nello studio di Valsalice e le solide capacità tecniche della Bocconi: nel bene e nel male mi sento in grado di poter affrontare le difficoltà che mi si presentano davanti dal punto di vista accademico. È una bella sicurezza, e devo ringraziare il mio percorso scolastico per questo.
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Se dovessi dare un consiglio a qualcuno che vuole fare la tua stessa esperienza: qual è la cosa più difficile del lasciare la propria città e qual è lo spirito giusto per adattarsi meglio in un ambiente diverso?
La “buona” notizia è che l’Italia non si attiva al massimo per rendere la vita facile ai propri ragazzi, per cui mentre si fanno le valigie si ha la sensazione di prendere il proprio futuro per le corna e di dirigerlo verso lidi più assolati. Questo è lo spirito: non sei un cervello in fuga, sei un cervello in cerca di un luogo dove esprimere il tuo potenziale. Lasciare la famiglia non è facile, arrangiarsi nemmeno, vivere all’estero è più complicato di quanto lo dipingano, ma il gioco vale sempre la candela. Per chi fosse intenzionato a partire, l’unico consiglio veramente utile è: lavora sulla lingua. First, Advanced e IELTS non sono solo certificati vuoti, ma veri e propri passaporti.
In che modo le esperienze all’estero favoriscono le assunzioni: ovvero, quali sono le capacità maggiormente richieste in ambito lavorativo che l’esperienza all’estero agevola? 
Un’esperienza all’estero garantisce una padronanza abbastanza completa della lingua inglese, soprattutto, e una certa elasticità mentale. Le aziende italiane spesso faticano a trovare nei candidati entrambi i requisiti. Inoltre, la capacità di intendersi e fare business a livello internazionale, sapendosi relazionare con persone che provengono da Paesi diversi, può essere molto utile alle multinazionali e a chi svolge attività di questo tipo all’estero.
Tu personalmente come pensi che questa esperienza influenzerà la tua carriera futura? 
In generale, il corso che seguo in Francia garantisce una formazione finanziaria più pratica e orientata al lavoro rispetto a quella italiana, che tende storicamente a focalizzarsi su aspetti teorici. Una preparazione teorica di base è fondamentale, ma a livello di laurea specialistica è più importante focalizzarsi sulle tecnicità della professione, richieste dalle aziende ai propri candidati. Da tempo si discute del divario presente in Italia tra la preparazione universitaria e le esigenze del mondo lavorativo, fortunatamente questo “gap” in Francia è decisamente ridotto e il mio percorso mi ha consentito di trovare un impiego con una certa facilità.

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