• mercoledì , 21 Ottobre 2020

Viaggio verso un nuovo mondo

Come una moneta ha due facce della stessa medaglia, così ogni paese racchiude due diversi prototipi di vita, delineati da una linea sottile, ma visibile: questa separa ricchezza, e povertà. E come spesso accade, è sempre meglio mostrare l’aspetto migliore delle cose.

Risulta infatti impossibile conoscere un paese solo attraverso la lettura di libri, le voci dei media o la visione di film; nessuno di essi fornirà un’adeguata e vera visione di una diversa popolazione e cultura.

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Tuttavia sette mesi fa ho avuto la fortuna di visitare l’India, uno di quei paesi visti raramente in qualche film, che non è possibile immaginare finché non si vive in prima persona. L’India e’ il settimo paese per estensione geografica al mondo ed è bagnato dall’Oceano Indiano a sud, dal Mar Arabico a ovest e dal Golfo del Bengala a est, con una popolazione stimata di circa un miliardo di persone. La religione, invece, è caratterizzata da un’amplissima diversità di credenze e pratiche culturali.

L’India e’ un paese che conquista e che difficilmente si dimentica: un mondo lontano dal nostro e totalmente differente, come mostra la sua capitale, Delhi. Questa è divisa in due parti: la nuova ( o New) Delhi, e la vecchia ( o Old ) Delhi. Già all’interno della stessa capitale nazionale è evidente una forte suddivisione sociale, seppure emerga fortemente la costituente povera della società. Il primo approccio nel paese è sorprendente, inimmaginabile: fili elettrici pendono disordinatamente dai muri crepati delle case, donne e intere famiglie trascorrono la loro vita per strada, andando incontro a turisti con la speranza di ricevere qualche vivanda. Inoltre, il paese è pieno di corruzione e non esistono regole riguardanti il traffico, spesso causato dal passaggio di qualche mucca sacra, animale che per questo motivo non può essere toccato.

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In questo paese la maggior parte della popolazione non vive, ma sopravvive; nonostante ciò, durante le lunghe camminate in mezzo ad animali e povertà, sorprende vedere come i mendicanti siano felici delle poche cose che hanno.
Un giorno a Madhopur, una delle innumerevoli zone povere dell’India mi fermai ad osservare un bambino mendicante: questo stava vendendo oggetti domestici come forbici, scodelle e spugne e, improvvisamente, sorrise. Come una frase, o un momento particolare che difficilmente viene dimenticato, quel sorriso è oggi un’immagine che ha lasciato il segno.

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Sarina Singh scrisse “l’India e’ un cocktail inebriante di paesaggi e tradizioni culturali: quanto vedrete durante il viaggio rimarrà a lungo nella vostra memoria.” Qualche anno fa sul Espresso venne pubblicato un articolo sull’India ‘vera’ affermando che questo paese è scelto soltanto dallo 0,5% dei turisti di tutto il mondo.” Nonostante aeroporti, alberghi, mezzi di trasporto e altre infrastrutture destinate al turismo siano migliorati, l’India resta tutt’ora un paese poco turistico. Buona parte di ciò dipende dal fatto che non appena si sbarca da un aereo, in India si entra in contatto diretto con la povertà
estrema.”

L’India va vissuta tra il popolo, il traffico, i venditori e gli animali; così questo paese potràlasciare dentro un ricordo indelebile.

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