• martedì , 29 Settembre 2020

Il linguaggio dell'anima

“La danza è una canzone del corpo, che può esprimere sia gioia sia dolore”.

Marta Graham pronunciava sempre queste parole ai suoi allievi per spronarli a dare sempre il massimo di loro stessi all’interno delle coreografie. La  Graham’s dance non è un insieme di passi insignificanti. Tutt’altro. Il movimento è espressione di noi stessi, del nostro stato d’animo.

Marta Graham (Pittsburgh 1894- New York 1991) elaborò per la prima volta un nuovo codice di movimento nella danza, diverso dalle altre tecniche eseguite fino ad allora. Ciò ebbe un’ influenza vastissima nel mondo dell’arte contemporanea: cantanti, attori, danzatori di fama mondiale come Gregory Peck, Robin Williams, Diane Keaton, Rudolf Nureyev, Madonna hanno frequentato la sua scuola di New York formandosi attraverso i suoi metodi di insegnamento.

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Tutto iniziò nl 1926 quando divenne insegnante di un gruppo di ballerini selezionati per il suo lavoro creativo. La sua tecnica affonda le radici e cerca di rispecchiare il ritmo della vita americana e le lotte dei singoli: “Una danza rivela lo spirito del paese in cui si radica” scrisse nel 1937 nel saggio “A platform for the american dance “.

Graham volge lo sguardo al Novecento: alla nascita del femminismo, alla  politica, alla scienza, al dinamismo ottimista della sua patria. Esplora a fondo il ruolo dell’uomo e della donna nella società, scava tra il sentimento e l’emozione e lo esprime attraverso il ballo. Il suo stile innovativo si basa su un contatto diretto tra corpo e terreno. Come anche nella danza Afro, si balla a piedi nudi. Niente punte e niente scarpe da ginnastica. Si cerca subito di modellare e disciplinare il corpo rendendolo flessibile e consapevole, in grado di esprimere le esigenze dello spirito. L’esercizio basilare è il “contraction-release“. Questo atto è una sorta di respirazione : il termine “release” non va ad indicare un rilassamento, ma bensì una scarica di energia che si propaga in senso opposto alla contrazione (curva del corpo provocata dall’espirazione ). Marta Graham adottò questi elementi della cultura orientale per cercare quel nesso tra gesto e spirito. Infatti la zona addominale rappresenta il centro della vita.

Altra legge alla base di questa tecnica è rendere espressiva ogni minima parte del corpo. Espressività è dunque la parola chiave. Il palmo aperto di una mano, un piede ” flex” o ” steso”, un braccio verso l’alto sono tutti punti di partenza per una coreografia che ha come obiettivo la comunicazione del nostro pensiero.

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Molti si appassionano a questo stile perchè è considerato un momento di sfogo. Un abbandono dalla vita reale per farsi trasportare dal ritmo della musica fino a comporre “step by step” la propria coreografia. Marta Graham ha raggiunto il suo obiettivo: la danza come linguaggio dell’anima, come metodo di comunicazione alternativo alle parole per cercare di ottenere maggior consapevolezza del proprio corpo. Ed è proprio a partire da lei che la modern dance americana iniziò a costruire la sua storia.

La Graham ha segnato in modo rivoluzionario il ventesimo secolo, grazie alla sua capacità di esprimere nei movimenti e nelle coreografie molti degli eventi socio-politici di quel periodo. L’evoluzione della danza del ventunesimo secolo non ha ancora forse trovato chi possa raccogliere e reinterpretare l’eredità di questa danzatrice, cogliendo ed esprimendo nella danza le contraddizioni e le speranze della società moderna sempre più cosmopolita.

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