• lunedì , 30 Novembre 2020

Ci sono un Italiano, un Inglese e…

Tutto ebbe inizio negli anni Settanta, nell’ambito piuttosto che singolare della serie di culto Monty Python’s Flying Circus, per cui uno degli sketch era incentrato sull’eventualità di formulare una barzelletta che fosse in grado di divertire universalmente chiunque.

La vicenda era inscenata durante la Seconda Guerra Mondiale: un tale Ernest Scribbler,”fabbricante di barzellette” inglese, pensò dunque la barzelletta e, dopo averla letta, morì subito dalle risate. L’efficacia della battuta catturò l’attenzione dell’esercito britannico, che vide in essa una preziosa arma per avere ragione sui tedeschi.

Decenni dopo, nel giugno del 2001 lo scienziato Richard Wiseman riceve una ferace proposta di collaborazione a fianco della BAAS, Association for the Advancement of Science, che in quegli anni era intenzionata a partorire un progetto a sfondo libero che occupasse una posizione di rilievo per un festa nazionale della scienza.

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Tempo ed idee scartate più tardi, Wiseman assiste per caso ad una replica del fatidico sketch e subito ha intenzione di tentare davvero di enunciare la barzelletta più esilarante del mondo.

Dapprima lo scienziato spiegò il suo disegno di progetto internazionale alla BAAS, che immediatamente si disse accondiscendente. Il progetto si sarebbe servito dell’ausilio del web per formare una sorta di forum, a cui venne dato il nome di Laboratorio della Risata, composto di una prima sezione nella quale i visitatori avrebbero potuto inserire la proprio barzelletta preferita, che sarebbe poi volta ad un archivio, ed in una seconda ed ultima sezione questi avrebbero dovuto inserire basiche informazioni sulla propria persona ed infine concedere giudizi sulla comicità di alcune delle barzellette selezionate dal sito in maniera casuale.

In questo modo, pensavano i ricercatori, si avrebbe posseduto un’eletta raccolta di barzellette e giudizi da tutto il mondo.

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L’avvio del sito riscosse inizialmente un impensabile successo: in pochissime ore vi erano raccolte migliaia di barzellette e valutazioni correlate. Alla fine della prima settimana gran parte del materiale non saziò però le aspettative degli studiosi, poiché scadente e per di più aveva ricevuto giudizi mediocri.

Wiseman intravide però nella mole di barzellette un elemento sorprendentemente in comune: moltissime di esse destano in chi le legge un senso di superiorità. Gli indizi a sostegno di tale teoria non risultano infatti difficili da scovare. Già nel Medioevo beffardamente venivano derisi nani e storpi, e pure in epoca vittoriana i malati di mente.

Al Laboratorio della Risata si è inoltre constatato il modo in cui tale teoria della superiorità ricorra allo stesso modo nell’antichissima guerra tra i sessi.

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Al termine del progetto Wiseman ed il suo gruppo raccolse circa 40.000 barzellette, giudicate da oltre 350.000 persone di 70 paesi diversi. Una volta esaminato l’inventario di barzellette si è giunti a quella definita divertente dal 55 per cento dei votanti che forse tuttavia non pare soddisfare l’umorismo dello scienziato, che così racconta:

“Dopo un anno, la ricerca della barzelletta più divertente del mondo è dunque arrivata alla fine. Ma l’abbiamo davvero trovata? In realtà credo che quella barzelletta non esista. Se vogliamo elaborare una teoria dalla nostra ricerca sul senso dell’umorismo, dobbiamo ammettere che persone diverse considerano divertenti cose diverse. Le donne rideranno delle barzellette in cui gli uomini fanno la figura degli stupidi. Gli anziani rideranno delle barzellette in cui si parla di perdita della memoria, disturbi dell’udito e invecchiamento. E le persone prive di potere rideranno delle barzellette sui potenti.

Insomma, non c’è una sola barzelletta che faccia ridere tutti. E quindi il nostro cervello non funziona poi in maniera così semplice.”

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