• lunedì , 30 Novembre 2020

Like, with, for. Tre parole per 5000 voci

Dal 10 al 16 agosto Torino si riempie di giovani. Sono 5000 i ragazzi che hanno partecipato al SYM (Salesian Youth Movement), un confronto mondiale del movimento giovanile salesiano, alias la festa di compleanno più grande mai organizzata in onore di Don Bosco.

Ora potremmo metterci a spiegare che cos’ è stato il SYM in modo critico e oggettivo, considerando aspetti prettamente tecnici, il meteo, il fatto che l’affluenza di un gran numero di giovani abbia sicuramente giovato all’economia del capoluogo piemontese, i costi, il numero dei volontari, le misure prese dal comune per permettere lo spostamento di 5000 giovani dalle principali case salesiane (Valsalice compreso) al parco Ruffini, e andare avanti di questo passo.

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Oppure potremmo regalarci dieci scatti, dieci fotografie di quest’esperienza raccontate attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta, di chi l’ha respirata, di chi ha sentito quanto rumore possono fare 5000 giovani, quanta energia possono sprigionare uniti da uno stesso ideale, di chi é stato parte di quei sei giorni in cui culture e storie diverse si fondevano uniti da una sola fede, e la pace nel mondo non sembrava poi così lontana.

A loro la parola:

1. Miguel, Filippine

“Ci sono troppe ragioni per venire al SYM. Ho la possibilità di conoscere giovani da tutto il mondo, siamo in 5000 da 58 nazioni diverse. Non sono mai stato in Europa ed essere qui in occasione del bicentenario di Don Bosco è un’occasione irripetibile. Uno degli aspetti più belli di quest’esperienza é sicuramente il poter iniziare di punto in bianco una conversazione con persone di un altro paese, mai viste prima, ma che hanno il tuo stesso desiderio di incontrare giovani di altre culture. ”

2. Juan Carlos, Ecuador

“Sono venuto al SYM perché ero curioso di sperimentare come fosse il movimento giovanile salesiano a livello mondiale. Penso che il ricordo più bello che mi resterà di questa esperienza sia il fatto di essere una famiglia: non importa da dove vieni, dalla Corea, dall’India, dal Giappone, siamo tutti legati dal comune senso di appartenenza ai salesiani e dall’affetto che proviamo per don Bosco.”

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3. Don Mcenroe, India

“I giovani sono la mia passione, la mia vocazione. Il SYM é un occasione per venire a contatto con molti giovani da tutto il mondo e con diverse realtà, e di farlo nei luoghi di Don Bosco, culla del carisma salesiano.”

4. Roxana, Polonia

“Don Bosco è un padre, mi ha insegnato a credere in me stessa, nei miei sogni. Mi sono convertita grazie ai salesiani, mi hanno fatto vedere Dio come un amico.”

5. Julia, Austria

“Amo Don Bosco, penso che sia stata una persona fantastica e mi affascina ciò che ha fatto per i giovani. Questa esperienza è magnifica, siamo migliaia di giovani da paesi diversi, di culture diverse. Apparentemente non abbiamo nulla in comune, eppure basta gridare il nome di Don Bosco perché ti rispondano altre centinaia di voci!”

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6. Hojun Park Moses, Corea del Sud

“Vivere il SYM é un esperienza unica: è come essere all’asilo, impari ogni giorno qualcosa di nuovo. Il ricordo più bello che mi porterò a casa sarà potermi svegliare la mattina, aprire la finestra e vedere la basilica di Maria Ausiliatrice. E condividere tutto questo con altri 5000 giovani è bellissimo.”

7. Barbara, Juan Antonio e Lizette, Messico

“É difficile dire cosa ci porteremo a casa dal SYM, sono sei giorni pieni di emozioni, di esperienze, di volti pieni di gioia, di festa: siamo qui per Don Bosco, nella sua città.”

8. Salomé, Portogallo

“Frequento una scuola di FMA da quando ho quattro anni, praticamente mi hanno cresciuta i Salesiani. Venire al SYM era scontato: nelle esperienze così capisci che non sei solo, che ci sono almeno altri 5000 giovani ad essere folli quanto te.”

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9. Intervista a Don Angel Fernandez Artime, Rettor maggiore dei salesiani e decimo successore di Don Bosco

Cosa pensa del SYM?

“É certamente un incontro giovanile come tanti altri, ma ciò che lo rende unico – e che penso sia fantastico – é che questi ragazzi vengano da 58 paesi diversi e siano uniti dallo stesso clima di famiglia. Bellissima la presenza dei gruppi del Medio Oriente, presenti nonostante la difficile situazione dei loro paesi. Davvero non possiamo non celebrare i 200 anni di Don Bosco perché Don Bosco é un dono per tutti, e sono convinto che non ci sia modo migliore di festeggiare il suo compleanno di questo!.

I giovani come possono aiutare salesiani ed FMA?

“I giovani devono aiutarci a essere chi siamo, ad avere lo stesso cuore di Don Bosco e la stessa tenerezza di Madre Mazzarello. Devono chiamarci per stare con loro se non ci siamo, chiamarci a essere sempre nel centro giovanile, dove dobbiamo stare, chiamarci senza paura di disturbarci, perché per un cuore salesiano non può e non deve essere un disturbo la richiesta di un giovane”.

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Che messaggio ci manderebbe Don Bosco oggi su whatsapp?

“Sicuramente Don Bosco manderebbe più di un messaggio: “Ragazzi non permettete che la vostra vita resti senza Dio, perché vorrebbe dire lasciarla senza gioia.” “Considerate Maria Ausiliatrice una madre che vi accompagna sempre e vi aiuta in ogni momento, come ha fatto con me”. “Continuo a credere in voi perché in ogni giovane c’è un grande cuore.” “Siate protagonisti della vostra vita, non permettete che nessuno lo sia al vostro posto.” “Carissimi giovani, non siate come vuole il mondo, abbiate il coraggio di essere diversi, di andare controcorrente”.

Qual é il suo sogno per i giovani?

“Ho molti sogni per la famiglia salesiana, ho molti sogni per me, ho molti sogni per i giovani. Sogno che tutti i giovani abbiano Cristo nel cuore, non posso pensare diversamente perché se non offro ciò che mi hanno dato e che mi rende felice, cosa posso sperare di poter dare? Sogno che siano sempre innamorati di Dio. Poi, come dice Madre Yvonne, vorrei invitare tutti i giovani a non farsi rubare i sogni, a essere controcorrente, a portare un messaggio diverso: non si può essere giovani salesiani e pensare come i politici che ragionano secondo le leggi del guadagno, dell’individualismo e del mondo. Dobbiamo seguire la politica del Vangelo, una politica diversa”.

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Come Don Bosco, con i giovani, per i giovani. Cosa significa per lei lo slogan del SYM?

“I primi ragazzi di Valdocco erano animatori ed evangelizzatori per gli altri. Sono convinto che anche i giovani del movimento giovanile salesiano di tutto il mondo siano impegnati, ciascuno nel proprio paese, nell’animazione e nel volontariato. Ma dobbiamo essere forza viva. Il Papa ha invitato la Chiesa a vivere il cristianesimo quotidianamente e in modo radicale: tutti noi dobbiamo fare e dare di più. Dobbiamo vivere con valori che possano dare un messaggio nuovo. Se vediamo dei poveri, dei bisognosi vicino a noi non possiamo stare tranquilli, non possiamo stare fermi. Essere salesiani nel mondo significa anche aiutare quelli che hanno meno. Significa avere Dio sempre nel cuore, significa amarsi vicendevolmente, significa incontrare i poveri”.

10. Don Munir, salesiano di Aleppo, Siria

“I salesiani sono presenti in Siria, in Iran, in Israele, in Libano, in molte zone del Medio Oriente, sconvolto ormai da tempo dalla Primavera Araba. La Primavera Araba é un conflitto terribile, è un grande gioco di interesse a cui partecipano tutti: Oriente, Occidente, le grandi potenze mondiali, non lottano né per la democrazia, né per la libertà. Si contendono le risorse di questa terra, giocano tra loro per arricchirsi, ma é il popolo che paga le conseguenze. Sono i giovani che pagano le conseguenze. Dall’inizio della guerra, nel 2010, i salesiani sono rimasti qui nonostante tutto. Sono più di 100 di oltre 18 nazionalità diverse, tutti disposti a dare la vita, tutti disposti al martirio.

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Ma é molto difficile parlare di perdono, di amore per il nemico. Come si può perdonare il responsabile della distruzione totale di un popolo e di una città? Come si può perdonare avendo davanti agli occhi la completa devastazione della propria città? Aleppo è la mia città, ad Aleppo vive il mio popolo. Aleppo é colpita dalla guerra, é distrutta. Possiamo perdonare i fondamentalisti, gente spietata, gente che ha rapito, violentato e ucciso donne? Possiamo perdonare gli assassini dei giovani dei nostri oratori? Possiamo perdonare chi ha costretto una madre a vedere la vita del proprio bambino spegnersi tra le proprie braccia? I giovani a cui l’ho chiesto all’inizio dicono che non possono perdonare: é uno shock umano. Come cristiani sanno che non possono portare rancore, provare odio. Ma adesso é difficile. Adesso sembra una follia perdonare. Dicono che forse più avanti riusciranno a perdonare, ma é letteralmente uno shock psicologico e umano vedere tanta violenza, tanta devastazione, troppa morte. Ora é difficile, ora perdonare sembra impossibile.

Noi insegniamo a perdonare innanzitutto accettando l’altro, amandolo, anche se é di una religione differente. Per noi salesiani è fondamentale che i giovani imparino ad avere un forte legame con Cristo, perché la forza di Cristo può aiutare a perdonare. Don Bosco diceva che la confessione e la comunione sono le due ali per andare in cielo. Queste possono aiutare a rafforzare il legame con Cristo e Cristo può dare una forza che va oltre l’umano, una forza che può permettere non solo di perdonare ma di arrivare ad amare.”

Dieci scatti non possono riassumere sei giorni, come non potrebbero farlo diecimila. Possono darci un’idea di cos’é stato il SYM, e certo potremmo pensare che sia solo un’accozzaglia di 5000 esaltati un po’ bigotti incantati da un’illusione utopica, d’altronde persino Don Bosco era considerato un pazzo. Oppure potremmo pensare – per usare le parole di Madre Yvonne, Madre generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice e nona succeditrice di Madre Mazzarello – che è stato un momento in cui “5000 cuori si sono ritrovati a battere all’unisono formando un cuore solo”.

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E a qualcuno di noi, sarà perché l’ha vissuto, sarà perché si ostina a credere in ideali utopici, questa definizione piace di più.

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