• martedì , 29 Settembre 2020

Anna Masera, il segreto è ascoltare

È un anno di innovazione nel mondo del giornalismo italiano.

La figura del public editor, già diffusa in Stati Uniti, Spagna e Inghilterra con personaggi come Margaret Sullivan, Lola Galàn e Chris Elliot, arriva per la prima volta anche nel panorama editoriale italiano. Il giornale che per primo ha deciso di mettersi in gioco è stata la Stampa: con il ritorno infatti in via Lugaro della giornalista Anna Masera, che negli ultimi due anni ha lavorato come responsabile della comunicazione alla Camera,  il quotidiano torinese ha deciso di provare ad instaurare un nuovo tipo di rapporto con i lettori.

I compiti del nuovo public editor saranno essenzialmente due: rivestirà il ruolo di ombudswoman (“donna che fa da tramite”), facendosi portavoce di commenti e critiche su articoli e approfondimenti del giornale, on-line o cartaceo che sia. Le correzioni e osservazioni dei lettori verranno mandate alla rubrica o alla pagina Facebook di Anna Masera, che si impegnerà a riferirli alla redazione.

Anna_Masera

Dall’altra parte si occuperà della comunità di lettori-utenti, rivestendo il ruolo di reader engagement. Il suo compito sarà quindi quello di ascoltare i lettori per riportare al giornale i loro contributi, così da migliorare la qualità di informazione delle notizie, sulla base della loro esperienza e della loro partecipazione.

Sarà sostanzialmente il tramite tra la comunity e la redazione, si occuperà di correggere gli errori segnalati nei pezzi, risponderà alle obiezioni deontologiche del pubblico e prenderà i suoi spunti e i suoi suggerimenti per apportare miglioramenti al giornale. La finalità: far tesoro delle recensioni dei lettori così da potergli offrire, con il loro aiuto, un giornalismo trasparente e di buon livello. “Non è solo un’operazione di chiarezza: è il riconoscimento della necessità di ascoltare e ricercare la fiducia del pubblico” dice Anna Masera nell’intervista di mercoledì scorso e lo ribadirà anche nell’articolo di presentazione su La Stampa, dove cercherà di comunicare quanto importante sia per un giornale dare spazio alla voce dei lettori, facendo gioco di squadra e rendendoli partecipi. Sembra quindi che il mondo del giornalismo cominci a rendersi conto di quanto il pubblico sia un elemento di fondamentale importanza per la vita del giornale.

L’obiettivo?  Ascoltare di più.

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