• mercoledì , 23 Settembre 2020

C come conoscere chi acquista

Carta da parati colorata e atmosfera senza tempo, a ricordare una piccola libreria parigina. Alcune ragazze gentili e pronte a servirti con un sorriso. E poi si presenta lui: giacca, cravatta ed una palpabile finezza letterariaFranco Cesati, fondatore dell’omonima casa editrice, è fiorentino di nascita, disponibile ed affabile d’animo. Accoglie i clienti con fare gentile.

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Riguardo alla nascita ed evoluzione della sua piccola, ma grande impresa, Cesati con un pizzico di orgoglio risponde che è tutto frutto della sua passione e del suo lavoro. Aggiunge inoltre di essere stato per breve tempo il più giovane proprietario di casa editrice in Italia. Il padre invece, aggiunge sollecitamente, faceva il libraio per la Seeber di Firenze, riaperta nel 2004, dopo due anni a serrande chiuse. Franco Cesati racconta il viaggio della sua nave: inizialmente pubblicava ciò che proveniva dal pugno dei suoi compagni e cari amici di università, come Caifi, Mussapi e Ceni. Erano per lo più raccolte di poesie. Poi si rende conto che non basta: per rimanere a galla nel mare dell’editoria, inizia a pubblicare anche saggistica, ma soprattutto atti di congressi e monografie di grandi letterati. Si muove rapido, orgoglioso, quasi inafferabile, fra gli espositori: mostra un’opera dietro l’altra. L’ ardore trapela dai suoi occhi e dalle sue parole.

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Si cambia tema e si passa a parlare di futuro e spazi editoriali. Alla domanda su quale direzione stia prendendo il mercato dei libri, la risposta è netta e sicura: “Sta andando a picco”. Non è pessimismo, bensì la realtà. Spiega che ormai, nel suo campo, non esiste più la saggistica, se non quella leggera e divulgativa. Il suo non vuol essere un rimprovero al mercato odierno, ma solo il consapevole pensiero di chi ha capito che il “futuro non si ferma” e bisogna solo “correggere il tiro”, senza porsi in contrasto con la moderna distribuzione. Cesati è convinto che non abbia senso combattere con l’oramai affermato mercato informatico, e cita il grande colosso Amazon. Per sopravvivere in quest’ambiente bisogna trovare il proprio spazio vuoto, in cui poter dare il meglio. Non vuole usare la parola nicchia, perché dentro questa ritiene “si rimanga bloccati”. Rivolge inoltre un rimprovero al sistema bibliotecario italiano, sostenendo che questo non aiuta i piccoli editori: non usa il termine finanziare, bensì supportare. Pensa infatti che le case editrici debbano essere libere, autonome e non influenzate da fattori sociali, politici o economici. Parlando di ciò, cita le parole di un suo caro amico: “Molti libri, molta democrazia”.

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Nata nel ’83, la Franco Cesati Editori forse non è così riconosciuta in Italia, ma all’estero è apprezzata e sostenuta da molte Università. A prova di ciò, l’intervistato mostra fiero l’interno di una copertina, su cui è citata l’università di Toronto. Valore aggiunto ad una realtà già degna di nota. Altro punto di forza, aggiunge Cesati, è il contatto diretto con i fruitori dei loro libri. “Conosco chi acquista” sono le parole di un uomo che ha donato il suo tempo ad un mestiere difficile ma proficuo dal punto di vista umano e letterario. L’affetto per ogni libro pubblicato, il legame empatico con le altre case editrici rivali, il biglietto da visita pronto, la gentilezza dei modi. Questo, ciò che la Franco Cesati Editore mostra di sé al mondo editoriale. E sicuramente piacerà.

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