• martedì , 22 Settembre 2020

Una legge per chi legge

[box] Carlo Scarzanella conduce un dibattito sulla nuova legge dell’editoria e sul futuro dei piccoli giornali locali: “Una legge per chi legge”. Che ruolo hanno il web e i giovani? [/box]

E’ un tempo difficile per l’editoria dei giornali locali. Più di 40 testate hanno chiuso negli ultimi anni. Scarzanella chiarisce subito la sua posizione: “Meglio una riforma che niente”. Dallo slogan “Meno giornali meno liberi” si passa a “Una legge per chi legge”. Per tutta l’industria editoriale, dai giornalisti, ai fotografi, ai tipografi, ai lettori. Si può modificare qualcosa.

La Presidente de “La Mandragola Editrice”, Lidia Gattini, dice che la sua è una cooperazione di giornalisti per i lettori del domani. E’ critica su alcuni punti della riforma e vuole più opportunità per i piccoli giornali locali.

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Scarzanella sposta la conversazione su un alto argomento: il web.

E’ visto principalmente come un’opportunità. Attira i giovani, evita problemi come gli scioperi delle Poste che non consegnano i numeri agli abbonati. Offre la possibilità di creare una piattaforma comune per più giornali diversi che, condividendo contenuti e ricavati, si possono aiutare a vicenda. Viene citato il caso di un giornale locale americano che ha preso un problema inerente il suo territorio e con altri giornali ha creato un filo di inchieste che ha portato la questione a dimensioni nazionali.

Pietro Policante, della Federazione Italiana Piccoli Editori Giornali, dice che la fine dei giornali locali è stata predetta più volte: con la radio, con la televisione, con le pagine locali sui grandi quotidiani, ora con internet: non si è ancora verificata. La carta vincente è l’unità tra gli editori, il dialogo, l’unione tra il cartaceo e la tecnologia.

Si dice comunque che da “mezzi di comunicazione di massa” si sta purtroppo passando a “massa di mezzi di comunicazione”. Spesso le informazioni sono falsate, non controllate. Diventano tutti giornalisti, senza filtri. Altro svantaggio: il web è utile ma non remunerativo come la carta. Se si riesce ad avere una redazione seria sul web, di solito è grazie al cartaceo.

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Viene poi posto l’accento su quanto l’editoria influisca sull’occupazione nazionale, pur ricevendo pochissimi fondi. I giornali locali accolgono e danno lavoro a molti giovani.

La legge aiuterà l’editoria con l’istituzione di fondi apposta. Alcuni però pensano che creerà problemi con certi tipi di contratti: serve una postilla che cancelli questa possibilità e tolga ogni dubbio.

La conferenza, senza dubbio interessante, era evidentemente rivolta a un pubblico “del settore”. Molte informazioni sono state date per scontate, e ci si è allontanati dal tema della riforma e dai cambiamenti che porterà. In conclusione, bisogna ripensare il giornale del futuro puntando su una relazione intelligente tra web e cartaceo, collaborare di più tra editori e pensare ai giovani per salvaguardare i giornali locali.

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