• martedì , 27 Ottobre 2020

Gozzano verso la cuna del mondo

Ricorre il centesimo anniversario dalla morte di Guido Gozzano, scrittore di respiro internazionale, e Torino decide di rendere omaggio alla sua memoria con una conferenza a lui dedicata al Salone del Libro.

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Affetto dall’età di 15 anni da tubercolosi, convive perennemente con l’idea della morte. Morte che, inevitabilmente, diventa la protagonista di diverse sue poesie. La definisce: “la signora vestita di nulla”. Cerca di combatterla con la sua fervente ironia, ma quella stessa morte lo strapperà dalla vita all’età di soli 32 anni. A causa della malattia è costretto a viaggiare molto, alla ricerca di condizioni climatiche favorevoli che non aggravino la sua condizione: d’estate in alta montagna, d’inverno al mare. Fin da giovane sogna però l’idea di un viaggio nel mondo orientale, come testimoniano le letture e i dipinti di età adolescenziale.

Progetta nel 1908 addirittura un viaggio intorno al mondo, che vede annullato però dopo che la madre viene colpita da ictus. Momento che determina il passaggio di transizione dal Guido poeta al Guido scrittore, come definisce lo stesso Gozzano in diverse sue lettere. Nel 1912 decide di affidare la madre alle cure di mamma Giordano, suocera della sorella, e di partire finalmente alla volta dell’India. Viaggio sì terapeutico, ma soprattutto di sfruttamento letterario. Parte come giornalista, con l’intento di mandare pezzi a La Stampa di Torino, ma si sveste sempre più di questo abito, per indossare quello di un occidentale curioso che intende confrontarsi con una realtà del tutto nuova. Arrivato a Marzo, ai primi di Maggio è già di ritorno in Italia.

Nel Dicembre dello stesso anno comincia la stesura del suo capolavoro: “Verso la cuna del Mondo”. Sono diversi i punti oscuri che ancora oggi non convincono gli studiosi. Nomina, descrive città che non può aver visitato nel breve tempo di permanenza: pare evidente che parli attraverso pagine di altri. Per non parlare dello sfasamento temporale. Ambienta l’opera nell’inverno 1912 e racconta del suo apparente natale trascorso a Ceylon. Si tratta di un’invenzione letteraria, per meglio approfondire il tema della nostalgia.

Pubblicata postuma nel 1917, “Verso la cuna del mondo” ha due edizioni principali: la prima, secondo l’ordine delle prose che Guido avrebbe dettato al fratello Renato sul letto di morte, la seconda, degli anni ottanta, secondo l’ordine delle prose uscite mano a mano sui giornali nazionali tra il 1914-16.

È passato un secolo ormai, ma il trascorrere del tempo non può addormentare i suoi versi, con la sua incredibile capacità di fare ironia su ciò che più di tutto spaventa l’uomo.

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