• mercoledì , 23 Settembre 2020

Libri, gente ed emozioni

[box] Chi si incontra al Salone? Cosa cercano i visitatori? Il reportage del Salice dopo una mattinata in mezzo alla gente. [/box]

Il Salone del Libro si presenta così: tanti volti, scolaresche, famiglie, giovani universitari, coppie di anziani. La frenesia è padrona insieme alla curiosità. Tutti sono spinti dalla voglia di scoprire e esplorare, uniti dalla passione per la lettura.

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In questo turbine di emozioni e visitatori c’è Anna, giovane donna di Verona, eclettica per quanto riguarda i generi letterari. La curiosità la spinge a spaziare molto: assaggia tutto, ad esclusione di saggi e libri di carattere storico, che proprio non riesce ad apprezzare.
Di tutt’altra idea sono invece Marzia, bibliotecaria romana di 65 anni, amante di saggi di carattere economico e Alessandro, studente torinese di 32 anni, divoratore di quelli scientifici e filosofici. 
Per alcuni come Claudia, mamma vercellese, la lettura non è solo un prezioso insegnante, che educa e aiuta a vivere, ma anche un salvagente che permette di estraniarsi dai problemi e dalle difficoltà della vita, (entrando in un altro mondo). Lei, come Alessandro, è venuta qui alla ricerca di nuovi editori e novelli autori, attirata dalle loro innovative idee e dalla miriade di novità che il Salone offre. “Sono venuta qui per imparare a leggere” dice Claudia “non nel senso letterale del termine, ma per cercare di andare un po’ più in profondità, al di là della lettura superficiale”.

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C’è chi invece viene qui con un preciso obiettivo, come Samuele, studente giunto a Torino con il suo collegio universitario per trovare preziosi consigli per la redazione del suo libro. Anche Nicoletta è arrivata con un fine specifico: “È come avere a disposizione un’enorme libreria e in un giorno solo posso comprare tutti i libri che magari riuscirei a comprare nell’arco di un anno”. Tutti però, a modo loro, sono convinti che la lettura sia un valore fondamentale, indipendentemente dal mondo sempre più visivo e digitale in cui viviamo. Alessandro sostiene infatti che il libro regali qualcosa di decisamente più profondo dell’immagine, con la quale si tende sempre a rimanere su un piano tendenzialmente superficiale. Il libro invece sembra restituire al giovane universitario qualcosa di più importante e vero.

“Per me la lettura aiuta a ritrovare la voglia di riflettere” – afferma Anna – “il gusto di fare qualcosa con calma, di fermarsi per un momento. La lettura implica senza dubbio la capacità di fermarsi, riflettere, capire e, ovviamente, emozionarsi.

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